Cronaca

Calano gli incidenti, i morti e i feriti: i più gravi sono in autostrada

Le prime tre cause di incidente, che insieme costituiscono il 51% dei casi, sono la guida distratta, il mancato rispetto della precedenza o del semaforo e la velocità troppo elevata

Il numero di incidenti è rimasto sostanzialmente invariato, ma in Emilia-Romagna, dal 2015 al 2016, sono calati sia i morti sia i feriti. Questo, in sintesi, è quanto emerge dai dati pubblicati dall'Istat. Nel dettaglio, l'anno scorso "si sono verificati, in Emilia-Romagna, 17.406 incidenti stradali (+0,1% dal 2015), che hanno causato la morte di 307 persone (-5,8%, contro il -4,2% nazionale) e il ferimento di altre 23.594 (-0,8%, in controtendenza rispetto al +0,9% nazionale)". Nel 2016, prosegue l'Istituto di statistica, "il maggior numero di incidenti (12.599, il 72,4% del totale) si è verificato sulle strade urbane, provocando 135 morti (44% del totale) e 16.072 feriti (68,1%)". Rispetto al 2015 c'è quindi un aumento dell'1% in ambito urbano, a fronte di un calo del 2,2% sulle strade extraurbane e dell'1,2% sulle autostrade. Proprio sulle autostrade, però, "continuano ad avvenire gli incidenti più gravi (3,8 decessi ogni 100 incidenti)", mentre sulle strade urbane la media e' di 3,5 decessi ogni 100 incidenti. La maggior parte degli incidenti, inoltre, "avviene tra due o piu' veicoli (73,8%), mentre la tipologia piu' diffusa è lo scontro frontale-laterale (5.788 casi, 63 vittime e 7.838 feriti), seguita dal tamponamento (3.681 casi, 41 decessi e 5.922 persone ferite)". Gli incidenti a veicoli isolati "risultano più rischiosi, con una media di 3,1 morti ogni 100, rispetto a quelli che vedono coinvolti più veicoli (1,3 decessi)". Infine, per quanto riguarda i comportamenti errati, le prime tre cause di incidente, che insieme costituiscono il 51% dei casi, sono "la guida distratta, il mancato rispetto della precedenza o del semaforo e la velocità troppo elevata".

A Ravenna: calano incidenti, morti e feriti

Per quanto riguarda le singole province, quella con più incidenti, morti e feriti, rispettivamente 3.898, 66 e 5.379 (in aumento del 2,7%, 3,1% e 0,4% rispetti ai dati del 2015) è Bologna. Ravenna si piazza al sesto posto subito dietro a Forlì-Cesena e prima di Parma, con 1.654 incidenti, 35 morti e 2.251 feriti, in calo rispettivamente del 5,8%, del 7,9% e del 6,6%. Per quanto riguarda l'obiettivo europeo del dimezzamento delle vittime, "nel periodo 2010-2016 si registra, in Emilia-Romagna, un -23,4%, contro il -20,2% nazionale". Sempre fra 2010 e 2016 l'indice di mortalita' "è diminuito da 2 a 1,8 morti ogni 100 incidenti, mentre la media nazionale è rimasta di 1,9".

L'Istat si sofferma poi sui dati relativi ai cosiddetti 'utenti vulnerabili'. Nel 2016, scrive l'Istituto di statistica, "in Emilia-Romagna l'incidenza degli utenti vulnerabili per età (bambini, giovani e anziani), deceduti in incidente stradale, è superiore alla media nazionale (49,8% contro 46,0%), con la differenza più ampia fatta registrare dagli ultra-64enni (Emilia-Romagna 36,8%, Italia 31,8%)". Se invece si guarda "agli utenti vulnerabili secondo il ruolo che hanno avuto nell'incidente (conducenti o passeggeri di veicoli a due ruote e pedoni), il loro peso relativo sul totale dei deceduti misurato in regione è superiore, nel 2016, a quello nazionale (50,9% contro 49,3%)". Negli ultimi sei anni, inoltre, "l'incidenza di conducenti e passeggeri di motocicli deceduti si è ridotta molto di più in Emilia-Romagna (da 22,2% a 16%) che nel resto del Paese (da 23,1% a 20%)". Infine, l'Istat accenna anche ai costi sociali, vale a dire "gli oneri economici che, a diverso titolo, gravano sulla società a seguito delle conseguenze di un incidente stradale". Sul punto, l'Istituto spiega che nel 2016 "il costo dell'incidentalità con danni alle persone è stimato in oltre 17 miliardi di euro a livello nazionale (286,8 euro pro capite) e in poco più di 1,6 miliardi (370,7 euro pro capite) in Emilia-Romagna, che incide per il 9,5% sul totale nazionale".

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