Cambio di guardia ai vertici di Gemos, che chiude il 2015 con 37 milioni di fatturato

La cooperativa che si occupa di ristorazione collettiva cambia presidente e passa nelle mani di una faentina

Gemos, cooperativa faentina nata nel 1975 e che opera nel settore della ristorazione collettiva, attua un passaggio di testimone ai vertici: il presidente uscente, Carlo Dalmonte, lascia la sua carica a Mirella Paglierani, già vice-presidente di Gemos dal 2009.

"Definirei questo momento “agrodolce” - dichiara Carlo Dalmonte - perché la scelta di lasciare la presidenza di una realtà che mi ha dato tanto e mi ha insegnato cosa voglia dire essere un cooperatore non è stata fatta certo a cuor leggero. Sono però soddisfatto perché Gemos rimane in ottime mani e con uno stato di salute eccellente. Questa è la scelta giusta da fare sia perché non avrei avuto più il tempo necessario per seguire la cooperativa sia perché sono un sostenitore del ricambio e del rinnovamento".

La faentina Mirella Paglierani, in Gemos dal 2001, attualmente ricopre la carica di responsabile contabile oltre ad essere vicepresidente dal 2009. "Ringrazio Dalmonte e tutto il consiglio di amministrazione per la fiducia accordatami. - afferma la neo presidente - Siamo davanti ad un passaggio di testimone “pesante”, perché Dalmonte è stato un presidente molto importante per questa cooperativa, con un’autorevolezza e una professionalità altissime. Accolgo con entusiasmo e grande senso di responsabilità questo nuovo incarico e farò dei valori che sono alla base del nostro essere cooperatori, la strada maestra del mio operar".

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Oltre al cambio di presidenza l’assemblea dei soci che si è svolta ieri pomeriggio ha approvato un bilancio più che positivo: "Abbiamo chiuso un 2015 in maniera soddisfacente - dichiara il direttore Marco Placci - con un incremento del 2% del fatturato che si attesta, quindi, oltre i 37 milioni di euro". L’incremento di fatturato è stato reso possibile dai nuovi appalti vinti dalla cooperativa nello scorso anno e che interessano le città di Scarperia, Cannara e Mordano, oltre alla conferma di importanti appalti in scadenza, come quello del comune di Assisi. Oltre al fatturato mostrano un segno più anche soci (663) e dipendenti (751 al 31 dicembre 2015 e oggi oltre 800). "Un altro importante capitolo del bilancio chiuso a dicembre - continua il direttore - riguarda la pianificazione degli investimenti realizzati quest’anno su due fronti: l’Asl Romagna con la predisposizione di nuovi ambienti per il confezionamento pasti a Ravenna e l’acquisizione della gestione, con conseguente riammodernamento, dell’ex bar Rossini a Faenza, dove a fine giugno sorgerà un nuovo locale".

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