"Non si può morire di lavoro": fuori dalla sede della Cgil spunta uno striscione di Forza Nuova

A pochi passi dall’ingresso della sede di via Matteucci, infatti, è stato appeso uno striscione con la scritta "Non si può morire di lavoro", accompagnata dal simbolo di Forza Nuova

Lo striscione apparso fuori dalla sede della Cgil di Ravenna

La Camera del lavoro di Ravenna è stata oggetto, nella notte tra martedì e mercoledì, di un atto che dalla Cgil definiscono "di intimidazione e provocatorio". A pochi passi dall’ingresso della sede di via Matteucci, infatti, è stato appeso uno striscione con la scritta "Non si può morire di lavoro", accompagnata dal simbolo di Forza Nuova. L'atto è stato poi rivendicato, infatti, dai forzanuovisti, che hanno agito insieme al sindacato Sinlai e ai militanti di Lotta studentesca (entrambe strutture di Forza Nuova).

"Siamo di fronte a un’azione compiuta su larga scala e coordinata con il chiaro intento di colpire la Cgil - commenta la segreteria confederale della Cgil di Ravenna in merito ai simili episodi verificatisi anche a Cesena e Rimini - Ci attaccano sulla sicurezza sul lavoro che rappresenta uno dei temi centrali dell’operato del nostro sindacato e sul quale la Cgil è in campo ogni giorno”.

L’episodio di questa notte ricorda il gesto risalente al mese di febbraio, quando sulla targa della Cgil posta nella sede della Camera del lavoro di Faenza fu rinvenuto un adesivo di CasaPound. “Il ripetersi di simili episodi - commenta il segretario generale della Cgil di Ravenna, Costantino Ricci - evidenzia il pessimo clima che si sta respirando in Italia. E’ importante che tutte le istituzioni, assieme ai sindacati, adottino ogni azione atta a riaffermare quotidianamente i valori democratici e di ripudio del fascismo che sono a fondamento della Costituzione. Organizzazioni di stampo neofascista prendono di mira le Camere del lavoro che da sempre, nella loro storia, sono un presidio di democrazia e dove i cittadini trovano e troveranno sempre un punto di riferimento per la tutela dei diritti e per avere risposte ai loro bisogni. Nessuna intimidazione e nessuna provocazione fermerà l’azione della Cgil a favore dei lavoratori, dei pensionati e delle famiglie e in difesa della vita democratica di questo Paese".

"Un gesto simbolico che testimonia come il Sinlai, oggi, sia l’unico sindacato al fianco dei lavoratori italiani, posto in difesa delle loro istanze e dei loro diritti contro un intero sistema che vuole schiacciarli e ridurli a manovalanza alienata e schiava del lavoro - commenta Fabrizio Fiorini, segretario regionale Sinlai Emilia Romagna - Continueremo a difendere i diritti del lavoratore italiano". "Ci sono tante belle parole e proclami progressisti - aggiunge Desideria Raggi da Forza Nuova - ma di fatto nel 2018 si muore ancora di lavoro, e per certi aspetti molto di più che in passato".

Cisl Romagna e Uil di Ravenna hanno espresso la loro solidarietà nei confronti dei colleghi di Cgil: "Il facile qualunquismo non è portatore di nessuna soluzione dei problemi che ha il nostro Paese - commentano Filippo Pieri di Cisl Romagna e Riberto Neri della Uil di Ravenna - In particolare il tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro non può essere trattato con slogan, ma va affrontato con una capillare attività quotidiana di presidio dei luoghi di lavoro, azioni di prevenzione, puntuale vigilanza e formazione, che Cgil, Cisl e Uil hanno da sempre sostenuto e praticato". Solidarietà anche da Sinistra per Ravenna, che considera questo gesto come l'"ennesima provocazione da non sottovalutare: quotidianamente la Cgil è impegnata sui temi del lavoro e della sicurezza e per questo suo impegno viene sempre più frequentemente attaccata. Ritieniamo questi atti inqualificabili e intollerabili ed è certo che questi odiosi gesti non fermeranno tutti coloro che, come la Cgil, con atti concreti e quotidiani riaffermano il ripudio del fascismo".

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