Caos sulla piscina comunale, la Pigna: "Ennesimo buco nell'acqua"

La pensa così la capogruppo in consiglio comunale della Pigna Veronica Verlicchi, dopo che la giunta ha deliberato l’accoglimento della proposta per la realizzazione di una nuova piscina comunale

"Quanto sta accadendo attorno alla nostra piscina comunale non é altro che l’ennesima dimostrazione dell’incapacità della Giunta de Pascale nel gestire il Comune di Ravenna". La pensa così la capogruppo in consiglio comunale della Pigna Veronica Verlicchi, dopo che la giunta ha deliberato l’accoglimento della proposta della società Ar.Co Lavori per la realizzazione di una nuova piscina comunale in regime di finanza di progetto: "Le pessime condizioni in cui versa oggi l’impianto natatorio comunale sono un sonoro schiaffo in faccia ai ravennati: il fatto di non avere previsto per tempo le risorse comunali necessarie per la ristrutturazione dell’impianto natatorio comunale é indice di irresponsabilità e di gravissima colpa".

La proposta di Ar.Co lavori, secondo la Pigna, "va rifiutata e rispedita al mittente: il progetto approvato dalla Giunta Comunale, che prevede un investimento di circa 13 milioni di euro, impegna il Comune ad erogare 12.500.000 in 25 anni. E questo nulla c’entra con le logiche di un “project financing” - commenta la consigliera d'opposizione - Se si considera, poi, che in questi anni il Comune ha erogato la bellezza di 6 milioni di euro a favore dell’attuale gestore, viene da dire che con oltre 18 milioni totali usciti dalle casse comunali si sarebbe potuto realizzare uno degli impianti natatori più all’avanguardia d’Italia, anziché tenersi la vecchia piscina comunale ristrutturata. D’altra parte se é il Comune che paga l’investimento totale per il nuovo impianto, il rischio imprenditoriale del proponente Ar.Co Lavori, previsto dal “project financing”, dov’è? Se la volontà dell’amministrazione de Pascale é quella di sostenere interamente i costi di rifacimento dell’impianto natatorio, converrebbe allora che il Comune contraesse un mutuo a copertura dei lavori per poi affidare la gestione della piscina, tramite bando al quale possano partecipare anche le società sportive, ad un soggetto privato che riconosca allo stesso un congruo canone annuo di utilizzo. Considerando che i lavori di intervento non sono stati inseriti nel Piano triennale degli investimenti, insieme al fatto che l’istruttoria relativa alla proposta di Ar.Co lavori é durata - incredibilmente - 7 mesi, viene facile pensare che questa non sia una situazione figlia del caso. Poiché la proposta avanzata da Ar.Co lavori é palesemente non conveniente per il Comune dal punto di vista economico, diffidiamo il sindaco a proseguire in questo senso e ad accendere, al più presto, un mutuo presso il Credito Sportivo, la Cassa depositi e prestiti o un istituto bancario al fine di reperire le risorse economiche necessarie; perché dopo i ritardi colossali di avvio del progetto non é accettabile che il Comune ci rimetta e che i cittadini debbano pagare di più per accedere alla piscina. Sarebbe come aggiungere al danno anche la beffa. Per impedire tutto questo, stiamo presentando una mozione che impegni il Comune a proseguire nel solco del “project financing”, come abbiamo proposto fin dall’inizio, ma rispettando i criteri che questo strumento prevede".

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