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Venerdì, 30 Settembre 2022
Cronaca

Carenza di medici, Mingozzi (Tcr): "La laurea ravennate in Medicina e Chirurgia colmerà il deficit"

"Capisco che l'esigenza è immediata, ma diamo il giusto tempo a quei tanti giovani in formazione che hanno scelto Ravenna e che costituiscono una delle novità più utili alle strutture sanitarie"

La carenza di personale medico è un problema che riguarda un po' tutta Italia, non esclusa anche la Romagna e il ravennate. A Ravenna da tre anni è nato il corso di laurea in Medicina e Chirurgia. "Ho avuto occasione nel recente Consiglio di indirizzo di Flaminia - afferma il presidente del Terminal Container Giannantonio Mingozzi - di sottolineare quanto sia importante per i corsi universitari ravennati il sostegno delle imprese per nuovi servizi, posti letto e studentato che chiedono i 4000 iscritti. L'impegno del mondo economico ravennate che offre formazione e occasioni di lavoro è encomiabile, a partire dalle imprese del porto, dal Gruppo Sapir all'Autorità portuale, ma non dimentichiamo che si parla anche dei 300 universitari che oggi frequentano a Ravenna Medicina e Chirurgia giunta al terzo anno, che tra breve saranno 500, più gli specializzandi e i dottorandi già impegnati al Santa Maria delle Croci, grazie all'ampliamento degli spazi ospedalieri e dei laboratori con risorse di Ausl, Flaminia, Cassa di Ravenna con la rispettiva Fondazione, Ateneo e Comune".

"Voglio dire - continua Mingozzi - che l'arrivo di Medicina nella nostra città, seguito con ammirevole impegno dalla professoressa Mirella Falconi, a breve produrrà quei medici e professionisti qualificati, di base o ospedalieri, dei quali oggi si lamenta la carenza in tutto il territorio e in particolare nei piccoli centri. Capisco che l'esigenza è immediata, ma diamo il giusto tempo a quei tanti giovani in formazione che hanno scelto Ravenna e che costituiscono una delle novità più utili alle strutture sanitarie, ma soprattutto al dovere di rispondere adeguatamente ai bisogni della cittadinanza con dedizione e volontà civica".

Fusignani: "Una carenza che preoccupa soprattutto per le prospettive"

"La carenza di medici preoccupa non solo per le contingenze ma soprattutto per le prospettive - aggiunge Eugenio Fusignani, vicesindaco e segretario provinciale del Partito repubblicano italiano - Infatti la situazione dei medici di base si somma a quelle delle criticità riscontrabili anche nel nostro ospedale e questo inquieta soprattutto per la pandemia ancora prepotentemente in atto e per quello che potrebbe determinarsi nell’autunno, magari col riproporsi di nuove varianti. Invece ci sarebbe bisogno dei medici di base non solo per integrare il grande carico di lavoro che sopportano gli ospedalieri, ma anche per dare risposte efficaci ai bisogni sanitari del territorio. Infatti con soli 11 posti coperti sui 39 necessari, appena il 28% della copertura richiesta, a soffrire saranno soprattutto le frazioni del forese. Le stesse “case della salute”, importanti presidi sanitari territoriali, rischiano la loro presenza o, in caso, la loro nuova istituzione, proprio per la carenza dei medici di base. In questo quadro credo divenga ancor più imprescindibile contare sulla valenza dell’Università col suo corso in Medicina e chirurgia che, proprio a Ravenna, ha una delle due sedi romagnoli. Un ruolo quello dell’Università che andrebbe messo in valore in un rapporto biunivoco: da un lato un aumento della qualità didattica con l’integrazione importante tra studio-ricerca e pratica, e dall’altro l’aumento della qualità dell’offerta sanitaria con l’impiego dei giovani laureandi. In ogni caso una ricaduta positiva per tutti: università, ospedali, medicina territoriale e, soprattutto, cittadini. Perché la sanità necessità di idonei spazi per le cure, adeguati organici di personale sanitario ma, in primis, dell’imprescindibile e insostituibile presenza di medici senza i quali la salute dei cittadini resterebbe solo un bellissimo nobile diritto sancito dalla nostra Costituzione".

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