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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cronaca

Caro pane, il forno: "Per noi aumenti fino al 120%, costi di bollette e materie prime assorbiti da noi"

"I costi di elettricità e gas sono passati per noi da 4500 a 10mila euro al mese. Da settembre a oggi la farina è aumentata del 58%. Materie prime essenziali come olio, strutto, uova, burro hanno visto un incremento medio del 30%"

"Non vogliamo alimentare inutili polemiche, ma solo contribuire a un dibattito più rispettoso e vicino alla verità dei fatti. Lo dobbiamo ai clienti come ai nostri dipendenti, ma anche a questo lavoro che tanto ci impegna e in cui profondamente crediamo: da noi il prezzo di un chilo di pane comune è 5,70 euro. Un prezzo che ha subito un aumento medio dell’8% nel corso dell’ultimo anno, a fronte di rincari che si sono aggirati – per noi panificatori – attorno al 60% quanto al prezzo delle farine e del 120% per l’energia elettrica e il gas. Per quanto riguarda un’azienda artigianale come la nostra, l’impennata di rincari è stata assorbita quasi interamente da noi: siamo i primi infatti a renderci conto delle difficoltà dei nostri clienti, che non vogliamo perdere né tantomeno abbandonare. Solo chiediamo pari rispetto per la nostra professionalità".

È il ragionamento delle sorelle Michela e Silvia Fabbri, titolari insieme ai loro genitori dell’azienda artigianale “Fabbri – Delizie da Forno”, con quattro punti vendita sparsi tra Alfonsine, Longastrino nella bassa ferrarese e sant’Alberto, azienda attiva da oltre cinquant’anni e che dà lavoro a 18 dipendenti. "Il contenimento dei prezzi del pane – spiegano – passa anche attraverso la panificazione di pani di pezzatura più grande, da mezzo chilo se non da un chilo, oggi minoritari però rispetto all’acquisto. Noi infatti produciamo e vendiamo pane che pesa anche meno di 40 grammi, con conseguente aumento della manodopera, per un acquisto medio di 200 grammi (se non meno) a famiglia. Siamo anche iscritti alla piattaforma “To Good to Go” che consente di eliminare lo spreco di cibo rivendendo le rimanenze a un prezzo simbolico di un paio di euro. Numerose sono poi le offerte interne sotto forma di vendite “Last Second”",

"No all’allarmismo ingiustificato, no al terrorismo che s’è creato attorno al pane – sintetizzano le sorelle Fabbri – perché il suo aumento non è stato assolutamente proporzionale rispetto a quello dei costi per produrlo. Un’informazione esaustiva deve fornire al lettore anche quelle che sono le nostre spese: i costi di elettricità e gas sono passati per noi da 4500 a 10mila euro al mese. Da settembre a oggi la farina è aumentata del 58%. Materie prime essenziali come olio, strutto, uova, burro hanno visto un incremento medio del 30%. Per gli imballi – come vassoi, carta e sacchetti – l’aumento si aggira attorno al 40%". 

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