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Arriva la 'Carta verde' per spostarsi: cos'è e come ottenerla. Multe per chi la falsifica

La certificazione (o carta) verde è un pass comprovante lo "stato di avvenuta vaccinazione o guarigione dall'infezione, ovvero l'effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo"

Tra le novità contenute nel nuovo decreto, le cui norme saranno in vigore dal 26 aprile al 31 luglio, vi è anche quella relativa agli spostamenti, che saranno consentiti non solo tra regioni gialle, ma anche tra quelle arancioni e rosse. In questo caso, però, occorrerà essere in possesso della cosiddetta "certificazione verde" o "green pass".

Cos'è e chi può richiederla

La certificazione (o carta) verde è un pass comprovante lo "stato di avvenuta vaccinazione o guarigione dall'infezione, ovvero l'effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo". Le certificazioni verdi saranno quindi rilasciate al fine di attestare una delle seguenti condizioni:

- avvenuta vaccinazione anti-SARS-CoV-2, al termine del prescritto ciclo;
- avvenuta guarigione da Covid-19, con contestuale cessazione dell'isolamento prescritto in seguito ad infezione da SARS-CoV-2, disposta in ottemperanza ai criteri stabiliti con le circolari del Ministero della salute;
- effettuazione di test antigenico rapido o molecolare con esito negativo.

Durata della validità

La certificazione verde "ha una validità di sei mesi ed è rilasciata in formato cartaceo o digitale, su richiesta dell'interessato, dalla struttura sanitaria che effettua la vaccinazione e contestualmente alla stessa, al termine del prescritto ciclo, e reca indicazione del numero di dosi somministrate rispetto al numero di dosi previste per l’interessato. Contestualmente al rilascio, la predetta struttura sanitaria, anche per il tramite dei sistemi informativi regionali, provvede a rendere disponibile detta certificazione nel fascicolo sanitario elettronico dell’interessato". La sua validità cessa nel caso in cui nel periodo di vigenza semestrale l'interessato venga identificato come caso accertato positivo.

Le certificazioni di guarigione rilasciate precedentemente alla data di entrata in vigore del decreto sono valide per sei mesi a decorrere dalla data indicata nella certificazione. La certificazione verde Covid-19 relativa al tampone, invece, "ha una validità di quarantotto ore dal rilascio ed è prodotta, su richiesta dell’interessato, in formato cartaceo o digitale, dalle strutture sanitarie pubbliche da quelle private autorizzate e accreditate e dalle farmacie che svolgono i test".

Le sanzioni in caso di violazione

Chi manomette, falsifica o abusa delle possibilità concesse dalla certificazione verde rischia l'arresto e il carcere. Questo quanto previsto dall'articolo 13 del decreto: "Salvo che il fatto costituisca reato diverso da quello di cui all'articolo 650 del codice penale, le violazioni delle disposizioni del Capo I, ovvero dei provvedimenti e delle ordinanze adottati in attuazione del presente decreto, sono punite ai sensi dell'articolo 2 del decreto-legge n. 33 del 2020. 2".

Il decreto rinvia perciò alle sanzioni previste dagli articoli del codice penale sulle varie tipologie di falso del pubblico ufficiale o del privato che producono documenti contraffatti o alterati. Le pene di reclusione indicate dal codice sono aumentate di un terzo. Non solo: Se la certificazione verde Covid-19 contraffatta o alterata è utilizzata per svolgere attività o compiere spostamenti vietati ai sensi del decreto, "si applicano anche le relative sanzioni amministrative" da 400 a 3mila euro.

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