Casa per anziani, turni disumani da 24 ore su 24 e senza la possibilità di uscire dalla struttura

Gli operatori erano, secondo gli inquirenti, di fatto impossibilitati a uscire per giorni dal luogo di lavoro, dove permanevano continuativamente, sempre a disposizione degli anziani ospiti delle strutture e delle loro improvvise e impellenti esigenze

Nei giorni scorsi militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ravenna, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, hanno tratto in arresto due coniugi, entrambi cittadini italiani residenti nel lughese, gestori di due case per anziani ubicate in provincia di Ravenna, per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro ai danni del personale dipendente addetto alle due strutture.

Le indagini hanno preso avvio a seguito di un esposto presentato da una ex dipendente, che si è rivolta alla Guardia di Finanza per segnalare gravi abusi posti in essere nei confronti del personale impiegato, costretto secondo la segnalante a operare in condizioni lavorative insostenibili. Dopo i primi accertamenti dei Finanzieri, altri due lavoratori si sono presentati alle Fiamme Gialle per denunciare il grave stato di sfruttamento nel quale si trovavano. Alla luce di quanto emerso, la Guardia di Finanza di Ravenna ha segnalato i due coniugi all’Autorità Giudiziaria e il Procuratore della Repubblica Alessandro Mancini e il Sostituto Procuratore Monica Gargiulo hanno disposto l’immediata perquisizione delle due strutture, dove è stata effettivamente constatata una stabile situazione di palese sfruttamento nei confronti dei cinque addetti.

Infatti i lavoratori, utilizzati come tuttofare adibiti a qualsiasi mansione – la costante assistenza degli anziani, la preparazione dei pasti, le pulizie dei locali e ogni altra incombenza necessaria per il quotidiano funzionamento delle strutture – venivano impiegati ininterrottamente 24 ore su 24 per più giorni, senza alcun rispetto delle norme sull’orario di lavoro, sul riposo settimanale, sull’aspettativa obbligatoria e sulle ferie. Gli operatori erano, secondo gli inquirenti, di fatto impossibilitati a uscire per giorni dal luogo di lavoro, dove permanevano continuativamente, sempre a disposizione degli anziani ospiti delle strutture e delle loro improvvise e impellenti esigenze anche nelle ore notturne. Il personale sarebbe anche stato costretto a una situazione alloggiativa degradante: per loro non era disponibile nemmeno una stanza con un letto per riposare e per recuperare le forze saltuariamente si stendevano su un divano. Inoltre non potevano nemmeno contare su uno spogliatoio né un servizio igienico autonomo, condividendo con gli anziani ospiti l’unico bagno presente nella struttura.

A fronte di tale situazione i cinque lavoratori, tutti cittadini stranieri in condizioni di bisogno economico e quindi costretti ad accettare le intollerabili condizioni di lavoro loro imposte, ricevevano una retribuzione palesemente difforme dai parametri indicati dai contratti collettivi e ampiamente sproporzionata rispetto alla quantità e qualità del lavoro effettivamente prestato, peraltro spesso erogata in ritardo e in parte anche in nero.

Preso atto di tale situazione di persistente sfruttamento in danno dei lavoratori, i Finanzieri hanno tratto in arresto in flagranza di reato i due gestori delle case per anziani, che sono stati posti agli arresti domiciliari. Le due strutture, nell’impossibilità di poter proseguire regolarmente la loro attività assistenziale, sono state liberate grazie al tempestivo intervento dei Servizi Sociali e Sanitari dei Comuni di Ravenna e Lugo, che hanno provveduto a ricollocare immediatamente gli anziani ospiti presso altre case di riposo. L’arresto dei due coniugi è stato convalidato dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Ravenna che, su richiesta della Procura della Repubblica, ha disposto nei loro confronti le misure cautelari personali dell’obbligo di dimora nel Comune di residenza e dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

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