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Casa delle donne contro la sfilata dei legionari in città: "Occulta le conseguenze delle guerre"

Un bagno di folla sabato ha seguito il corteo di legionari. L'evento, però, non è piaciuto proprio a tutti

Un bagno di folla sabato ha seguito il corteo di legionari che da piazza Kennedy ha attraversato il centro città in una rievocazione storica che si è conclusa in via di Roma, davanti all'edificio del Mar, dove qualche giorno fa ha inaugurato la mostra "?War is over". Sul prato di fronte al museo i soldati romani hanno reso onore all'Imperatore Claudio al grido di "Qui sumus nos? Legio Prima". L'evento poi è proseguito con la visita alla mostra e in molti, legionari e non, hanno approfittato dell'ingresso gratuito per osservare i capolavori riuniti nella mostra del museo d'arte cittadino.

L'evento, però, non è piaciuto proprio a tutti: alcune critiche, infatti, sono arrivate dalla Casa delle donne, che si definiscono "stupite per la facilità con cui si alimenta l’attrazione per la vita militare, senza alcuna problematicità o approfondimento critico, tanto più a introduzione di una mostra che ci invita a interrogarci sugli orrori della guerra e la sua permanenza". Questo genere di eventi, secondo le femministe, "occulta il vero ruolo del militare come dispositivo per la guerra e per l’uso delle armi. Occulta l'uso della guerra come pratica consolidata per la risoluzione dei conflitti, nonostante l’esistenza di organismi sovranazionali creati per mantenere la pace dopo la seconda guerra mondiale. Occulta e minimizza le conseguenze delle guerre soprattutto sui civili e sulle donne, usate come bottino di guerra e campo di battaglia. A noi donne non sfugge certo la connessione tra militarismo e sessismo, ambedue basati sulla violenza del sistema patriarcale ancora dominante. Tanto più nel clima politico e sociale di oggi, con il ritorno di istanze nazionaliste basate sul binomio Patria/Famiglia, di memoria fascista. Ci chiediamo e chiediamo al sindaco perché sia stato necessario ricorrere alla fascinazione di una rievocazione storico-militare che stride con l’impegno di due istituzioni così importanti come il Mar e il nuovo museo di Classe".

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