Casa famiglia horror, il Comune trova una sistemazione alle sei anziane vittime

Il personale sanitario ha disposto l’invio al pronto soccorso di tutti i sei ospiti, in parte trasportati all’ospedale di Ravenna e in parte a quello di Lugo

La casa famiglia sequestrata

Il servizio sociale associato dei Comuni di Ravenna, Cervia e Russi ha fornito il proprio supporto fin dalla serata di lunedì, su richiesta delle forze dell’ordine, per assistere le sei anziane presenti nella casa famiglia di Sant’Alberto nella quale sono intervenuti i Carabinieri.

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Due dipendenti sono andati sul posto, dove erano già presenti la guardia medica e il 118. Anche l’Ausl è infatti intervenuta tempestivamente. Il personale sanitario ha disposto l’invio al pronto soccorso di tutti i sei ospiti, in parte trasportati all’ospedale di Ravenna e in parte a quello di Lugo. Martedì pomeriggio sono stati tutti dimessi e trasferiti, a cura del servizio sociale associato, uno in una residenza sanitaria assistita, tre in case famiglia, due in case residenza per anziani. Il servizio ha inoltre contattato le loro famiglie, mettendosi a disposizione per l’accompagnamento nell’individuazione di una soluzione residenziale definitiva.

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Queste azioni fanno naturalmente parte dei doveri del servizio per quanto riguarda la presa in carico dei bisogni della comunità, in particolare delle persone più fragili. Il Comune non ha però alcuna relazione con la gestione delle case famiglia. Per quanto riguarda la loro apertura non occorre infatti alcuna autorizzazione al funzionamento e il Comune di Ravenna è stato uno dei pochi che ha cercato, per quanto possibile, di ovviare ai vuoti normativi esistenti, prevedendo, attraverso un regolamento, controlli a rotazione secondo un piano triennale condiviso con l’Ausl.

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