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Giovedì, 23 Maggio 2024
Cronaca

Caso Ortazzo-Ortazzino, De Pascale: "Dev'essere zona pubblica, pronti a intervenire con finanze del Comune"

"Come Comune siamo da sempre stati disponibili ad intervenire acquisendolo al nostro patrimonio, ma se la legge riserva la prelazione ai soli enti parco è il Parco del Delta del Po che deve procedere all'acquisto, e in tal senso non mancherà il nostro sostegno anche finanziario"

La zona di Ortazzo-Ortazzino è fra le aree naturalistiche più pregiate a livello europe e va acquisita alla proprietà pubblica: questa è "una certezza indiscutibile peraltro già prevista nel piano di stazione approvato dagli organismi del Parco del Delta del Po dell'Emilia-Romagna". Lo dice il sindaco e presidente della Provincia di Ravenna Michele De Pascale entrando nella vicenda che ha visto sollevare una serie di polemiche sulla compravendita tra privati di una porzione dell'area di Ortazzo e Ortazzino, a Lido di Classe, a fini immobiliari, con tanto di interventi del presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e la sua assessora Barbara Lori - che hanno garantito come in quelle zone non si possa costruire.

Perché l'area sia di proprietà pubblica, aggiunge De Pascale, "come Comune siamo da sempre stati disponibili ad intervenire con risorse nostre acquisendolo al nostro patrimonio, ma se la legge, in maniera a dire il vero inspiegabile, riserva la prelazione ai soli enti parco è il Parco del Delta del Po che deve procedere all'acquisto, e in tal senso non mancherà il nostro sostegno anche finanziario, così come sono certo sarà per la Regione Emilia-Romagna".

Il sindaco risponde poi all'assessore all'Ambiente di Comacchio Antonio Cardi e al Comune, dicendo che "davanti a interessi pubblici di tale rilievo, gli aspetti tecnici e contabili devono venire in secondo piano, si deve agire subito e con convinzione, rispetto a una procedura di vendita che pare evidente non abbia rispettato le prerogative riservate al Parco". Ora se la sostenibilità economica dell'ente "è interesse di tutti - precisa - non stiamo certo parlando di una cifra che ne stravolgerebbe il bilancio".

È "evidente a chiunque conosca anche solo minimamente la materia urbanistica che le norme di tutela approvate negli anni a livello locale, regionale ed europeo facciano si che, a differenza del passato, l'area dell'Ortazzo non corra alcun rischio di vedere alcuna sua parte anche solo minimamente intaccato da impossibili urbanizzazioni, non fa venire assolutamente meno l'importanza dell'acquisizione al patrimonio pubblico, che ne rafforzerebbe sia la tutela che la valorizzazione a fini scientifici e di fruizione pubblica regolamentata con attenzione, così come fatto per altre aree particolarmente sensibili".

Delle aree dell'Ortazzo, sottolinea poi De Pascale, ce n'è una parte "interdetta a qualunque fruizione mentre le altre possono e devono garantire il livello più alto di tutela verso qualunque tipo di intervento edilizio, ma favorire invece una fruizione intelligente da parte di cittadini, studenti, ricercatori e turisti amanti e rispettosi del patrimonio naturalistico in relazione con gli altri siti naturali limitrofi, foce Bevano e spiagge limitrofe, Pineta Ramazzotti, Pineta di Classe e anche al patrimonio culturale come la Basilica di Sant'apollinare in classe, l'area archeologica e il Museo Classis".

La Regione: "Faremo la nostra parte"

“La Regione farà la propria parte”, ribadisce oggi in una nota Barbara Lori, assessora regionale alla Programmazione territoriale, Edilizia, Politiche abitative, Parchi, a proposito dell’ipotesi di acquisto dell’area dell’Ortazzo da parte del Parco del Delta del Po stesso. L’unico che, per legge, può farlo. “Al di là di quello che abbiamo già ribadito più volte - spiega Lori - e cioè che quell’area mai potrà avere usi diversi da quello di essere patrimonio naturale inviolabile, colgo l’invito espresso dal sindaco di Ravenna De Pascale ad essere impegnati, assieme a tutti i Comuni coinvolti, per sostenere concretamente l’Ente Parco nell’acquisto dell’area”.

“Stiamo parlando di un’area il cui valore naturalistico è straordinario - osserva l’assessora Lori - per cui la prospettiva che diventi di proprietà pubblica è certamente un valore aggiunto, anche se non corre alcun genere di rischi di tipo speculativo. Confermo quindi la nostra disponibilità a partecipare ad un tavolo di lavoro per discutere tempi e modi dell’operazione, assieme ai Comuni e all’Ente Parco”.

Rifondazione Comunista: "La vendita non ci meraviglia"

Intanto Rifondazione Comunista Villa San Martino di Lugo va all'attacco parlando di una trattativa sulla vendita "di 500 ettari a 10 centesimi al metro quadro" dell'oasi naturale fatta "in segreto" che "ci scandalizza, ci indigna, ci disgusta, ma non ci meraviglia". A Ravenna e provincia, incalza il partito, "si punta tutto su una visione otto-novecentesca del territorio, una classe dirigente non all'altezza e con legami profondi con le lobby distrugge oramai quotidianamente i beni comuni, promuovendo questo modello di sviluppo, ovviamente il Pd è un garante di questo 'sistema Ravenna". Il Prc parla di "cementificazione continua", a partire dal "mega progetto edilizio su via Mattei, a Lugo un asilo al posto di un parco, mentre in tutta la provincia si continua a costruire e non si capisce bene per vendere a chi visto i tanti fallimenti di società edili". E poi ci sono "il rigassificatore e i pozzi di metano e gpl che hanno fatto buchi in giro per la provincia, mentre le famose royalties che dovevano portare milioni di euro in cambio non si sono visti.

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