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Domenica, 14 Agosto 2022
Cronaca Faenza

La cooperativa sociale Ceff di Faenza riconosciuta da una ricerca internazionale

"Il modello Ceff - sottolinea Pier Domenico Laghi, presidente Ceff Bandini - si rivolge a una pluralità di portatori di interesse e cerca di mettere in sinergia relazioni con il settore pubblico e con quello privato, in particolare con il sistema delle imprese"

La cooperativa sociale Ceff di Faenza è stata inserita in una ricerca internazionale dedicata al modello organizzativo cooperativo.
«Research Handbook on Sustainable Co-operative Enterprise - Case Studies of Organisational Resilience in the Co-operative Business Model», così si intitola il manuale di ricerca, che dedica l'’intero capitolo 17 alla cooperativa manfreda che, dal 1977, si occupa di formazione e inserimento lavorativo di persone con disabilità o in situazioni di svantaggio.

L’'approfondimento, realizzato da Ermanno Tortia (Università di Trento) e Silvia Sacchetti (University of Stirling, Scozia), esamina il ruolo della Ceff nel contesto territoriale in cui si è sviluppata facendone emergere le peculiarità dal punto di vista della governance e della sostenibilità economica. «La Ceff è un ’organizzazione complessa - spiega Ermanno Tortia -. La storia di come è nata e si è sviluppata la cooperativa è caratterizzante: il modello di governance multi-stake holder (dove diversi gruppi di soggetti, dai volontari agli utenti, concorrono ad eleggere gli organi di governo) unito alla sostenibilità economica di una cooperativa nata per produrre beni-servizi di utilità sociale la rende un caso di studio molto interessante».

La Ceff si è sviluppata nel territorio di Faenza ed è oggi un sistema che comprende due cooperative sociali (Ceff Francesco Bandini di tipo A/B e Ceff Servizi di tipo B, entrambe onlus) che si occupano di formazione «in situazione» e realizzano attività nel campo della progettazione e manutenzione, pulizie, montaggi meccanici e cablaggi elettronici, piccolo artigianato e commercio.

«Il modello Ceff - sottolinea Pier Domenico Laghi, presidente Ceff Bandini - si rivolge a una pluralità di portatori di interesse e cerca di mettere in sinergia relazioni con il settore pubblico e con quello privato, in particolare con il sistema delle imprese. Il modello si è evoluto cercando di far crescere entrambe le gambe che permettono alla Ceff di procedere: convenzioni con il pubblico e contratti di produzione con il sistema delle imprese».

«La cooperazione sociale - continua Tortia - nasce per perseguire un oggetto sociale ma, nel contempo, deve operare all’interno di vincoli economici e finanziari per poter rimanere attiva nel medio-lungo periodo. E’' un equilibrio difficile da trovare. Con la previsione di una governance multi-stakeholder è possibile ottenere strutture molto flessibili ma talvolta è difficile mettere d’accordo tutti. Se ne parla tanto ma esempi di cooperative sociali come la Ceff, che su questo modello si sono sviluppati e radicati, sono ancora dei veri e propri ‘casi di studio’».

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