Ravenna celebra la Giornata Nazionale dell'Unità d'Italia: "Serve forte senso civico"

Il sindaco ha ribadito come "tornare alle radici della propria storia anche grazie a giornate come questa è fondamentale: non dobbiamo dimenticare chi siamo e da dove veniamo"

Ravenna ha celebrato giovedì mattina la Giornata Nazionale dell'Unità, della Costituzione, dell'inno e della Bandiera. L'evento, dal titolo “Ravenna 155”, è iniziato alle 9 in piazza del Popolo con la cerimonia dell'alza bandiera con il picchetto armato, alla presenza delle autorità, delle associazioni d'arma e di alcune scolaresche. Successivamente, nel palazzo dei congressi di Largo Firenze ha avuto luogo un convegno aperto dal sindaco Fabrizio Matteucci e dal prefetto Francesco Russo.

Sono intervenuti poi, coordinati da Andrea Franchi presidente di zona del Distretto 108 del Lions, Agostina Melucci, dirigente dell'Ufficio Scolastico provinciale; Giannantonio Mingozzi in qualità di presidente del museo del Risorgimento, Tommaso Francesco Gruppioni, ordinario di diritto costituzionale dell'Università di Bologna, Franco Sami governatore Lions distretto 108A. A chiudere la giornata sono state le esibizioni musicali dell'orchestra della classe Ic della media Don Minzoni diretta dal maestro Francesco Emaldi. L'iniziativa è stata organizzata dal Distretto 108 Lions, dal Comune, dalla Prefettura, dall'Ufficio scolastico provinciale e dalle Fondazioni Museo del Risorgimento e Flaminia.

"Il contributo di Ravenna e della Romagna all'unità d'Italia è stato significativo ed è culminato in quella “trafila” per portare in salvo il Generale Garibaldi che ebbe come teatro Mandriole e alla quale parteciparono diversi ravennati - ha ricordato il sindaco Fabrizio Matteucci -. Quello che ancora rimane della memoria di quella storia gloriosa è testimoniato dalla presenza sul nostro territorio di cippi, targhe, monumenti, dal nome che abbiamo dato ad alcune piazze e a molte strade. Cimeli preziosi di questa memoria sono conservati nel museo del Risorgimento".

Il sindaco ha ribadito come "tornare alle radici della propria storia anche grazie a giornate come questa è fondamentale: non dobbiamo dimenticare chi siamo e da dove veniamo. C'è un patrimonio comune di valori e di obiettivi che unisce i patrioti del Risorgimento ai combattenti della Resistenza del secolo successivo: essi combatterono per affermare i principi della libertà e della democrazia e perché questi valori sopravvivessero dopo la loro morte.  Libertà e democrazia sono valori universali, che non dobbiamo considerare scontati: basta spostare  lo sguardo fuori dall'Italia, in altre parti del mondo per rendercene conto. Ravenna è città partigiana, del tricolore e della Costituzione, crede profondamente in questo patrimonio di valori".

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Matteucci ha evidenziato come l'Italia abbia "bisogno di rigenerare un forte senso civico nazionale. L'Italia non deve più essere il paese dei furbi che fregano  la maggioranza di brave persone che finiscono per fare la parte dei fessi. Una cultura delle regole e della legalità che spazzi via uno del mali storici dell'Italia: il chiedere leggi e regole a patto che siano sempre e solo gli altri a doverle rispettare. Un rigenerato senso civico nazionale e la cultura delle regole e della legalità sono necessarie per creare le condizioni per lavorare tutti insieme per ricostruire un orizzonte verso cui camminare tutti insieme. Queste due cose buone e in parte nuove per l'Italia hanno bisogno di tutti,  ma possono generate solo dall'impegno in prima linea delle nuove generazioni".

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