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Centri estetici sanzionati: "Il Comune applica un regolamento vecchio"

L'associazione Acemo (Associazione centri massaggio orientale) si riferisce al resoconto della Polizia Commerciale di Ravenna in merito alle irregolarità accertate nei centri massaggi

"Il Comune di Ravenna vuole applicare un regolamento comunale che risale all’anno 2012, non considerando che dal 14 gennaio 2013 è in vigore la Legge di Stato n. 4 che valorizza tutte quelle attività non regolamentate, nella specie i centri massaggi, comunque da sempre non rientranti per tipologia nel comparto dell’attività di estetica". L'associazione Acemo (Associazione centri massaggio orientale) si riferisce al resoconto della Polizia Commerciale di Ravenna in merito alle irregolarità accertate nei centri massaggi e, in particolare, alle due sanzioni comminate per l’attribuzione dell’attività di “centro massaggi” a quella di “estetista”.

"Peraltro, sanzioni già dettagliatamente ricorse - proseguono dall'associazione - Le attività di soli “massaggi rivolti al benessere della persona” non estetici e non terapeutici rientrano nell’ambito delle cosiddette discipline bio naturali o del benessere (tuina, shiatsu, riflessologia, naturopatia, thai massage, ecc.) inserite appunto nella legge 14 gennaio 2013 n. 4 e ripetutamente chiarite da pareri e risoluzioni del Ministero dello Sviluppo Economico e da altrettante sentenze del Tar, con l’unica eccezione di una sentenza avversa, appellata al Consiglio di Stato che ha definitivamente confermato l’estraneità del massaggio "Tui Na" dal settore normato dalla legge 1/90 che disciplina l’attività di estetista. Tale sentenza è stata diffusa dallo stesso Mise all’Anci con preghiera di diffusione a tutti i comuni italiani. I due centri massaggi di Ravenna svolgono l’attività di massaggi della disciplina "Tui Na" apponendo sui documenti fiscali l’evidenza della Legge 4, come acquisito dagli agenti della Polizia Locale. Auspichiamo che il Comune di Ravenna accetti un colloquio chiarificatore, come già richiesto, con la nostra associazione per evitare applicazioni indebite di un regolamento palesemente non conforme alla Legge di Stato in materia".

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