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Nell'area ex Iter un nuovo centro ricerche in uno spazio da 27mila metri quadrati: presentato il progetto

"Credo nella cooperazione e nei suoi valori, che sono anche parte della mia esperienza lavorativa - ha spiegato Angelo Benedetti -. Sono convinto che un’azienda debba riuscire a conciliare i valori etici e la competitività, nel mercato globale, attraverso l’innovazione tecnica, organizzativa e sociale"

Un nuovo centro ricerche nell'area ex Iter di Lugo che opererà su innovazione e intelligenza artificiale e guarderà al futuro per lo sviluppo del territorio. È il progetto presentato dall’azienda lughese Unitec, martedì nella sua sede. All’incontro erano presenti il sindaco di Lugo Davide Ranalli, il presidente di Unitec Angelo Benedetti, il presidente della Federazione delle Cooperative della Provincia di Ravenna Lorenzo Cottignoli, il responsabile del progetto, l’architetto milanese Gianfranco Bestetti e il professor Stefano Zamagni, docente di economia politica alla Facoltà di Economia dell’Università di Bologna e alla Johns Hopkins University.

"Il sistema cooperativo rappresenta un tratto distintivo del nostro territorio e Iter è un pezzo importante di storia del nostro sviluppo economico e sociale - ha dichiarato Ranalli -. Obiettivo di questa Amministrazione era proprio recuperare quest’area, tenendo conto di quella storia e cercando così di salvaguardare quel patrimonio attraverso un progetto di rigenerazione urbana. L’esperienza di Iter lascerà il posto a un nuovo centro ricerche che opererà su innovazione e intelligenza artificiale e guarderà al futuro per lo sviluppo del nostro territorio”.

"Credo nella cooperazione e nei suoi valori, che sono anche parte della mia esperienza lavorativa - ha spiegato Benedetti -. Sono convinto che un’azienda debba riuscire a conciliare i valori etici e la competitività, nel mercato globale, attraverso l’innovazione tecnica, organizzativa e sociale. Dove al centro di tutto questo ci sono le persone con le loro esigenze, con le loro diversità e caratteristiche che, messe insieme in un Team organizzato, e con uno sano spirito di Cooperazione, consentono di sviluppare un Bene Comune che porta benefici a tutti nessun escluso".

"Iter è la storia di oltre venti cooperative che si sono messe assieme, superando le difficoltà e affondando le proprie radici alla fine delll’800 - ha aggiunto il presidente della Federazione delle Cooperative della provincia di Ravenna Cottignoli -. Chi ha fondato Iter fonda le sue radici nel riscatto sociale, crescendo sul bisogno di lavoro del nostro territorio di quei tempi. Una storia che oggi passa le consegne a una nuova visione di futuro e ad un nuovo mondo fondato sulle radici dell’internazionalizzazione".

L’architetto Bestetti ha presentato il progetto che riguarda un’area di circa 27mila metri quadrati e prevede la realizzazione di un centro di ricerche e sviluppo che opererà sull’intelligenza e visione artificiale, meccanica, meccatronica, robotica, progetti di informatica e big data, un laboratorio di biologia e chimica dell’ortofrutta, un’officina prototipi, aule di formazione, showroom, un museo, una sala conferenze e un centro servizi. Quest’ultimo comprende una foresteria, una mensa per circa 120 persone, una palestra, la scuola dell’infanzia per i figli dei dipendenti, una sala relax, sala lettura e uno spazio ludico.

Le conclusioni, affidate al professor Zamagni, hanno messo in luce una caratteristica peculiare della governance del territorio romagnolo, che si avvicina al concetto teorico della sussidiarietà circolare, un modello in cui l’amministrazione, l’impresa privata e il terzo settore, collaborano fattivamente nelle scelte che riguardano lo sviluppo del territorio e il benessere sociale. "L’innovazione non è solo basata sulla tecnologia, ma anche sul sociale e il progetto presentato oggi è molto importante anche in questa direzione, una novità nel panorama italiano e un’iniziativa da valorizzare che saluto con piacere. Sono certo che avrà successo".
 

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