Cronaca

Cervia, centri estivi non profit: si punta su un "sistema formativo integrato"

Nello specifico, dell’ambito dei Servizi estivi per minori, si è valutato necessario un intervento per consolidare l’azione di promozione di progetti da parte di soggetti privati e disciplinare tali offerte, per rispondere a “criteri di qualità” e a esigenze differenziate

Nel territorio cervese nell’ambito dei servizi ricreativi e ludici per l’infanzia, l’iniziativa pubblica del Comune è stata da diversi anni sostituita dall'iniziativa dei privati mediante un sistema di accreditamento a cura dell'ente che ha dato ottimi risultati ed ha permesso di realizzare tipologie differenziate di centri estivi, creando in tal modo nel territorio, una pluralità di offerte. Nello specifico, dell’ambito dei Servizi estivi per minori, si è valutato necessario un intervento per consolidare l’azione di promozione di progetti da parte di soggetti privati e disciplinare tali offerte, per rispondere a “criteri di qualità” e a esigenze differenziate.

Per questo la Giunta anche per gli anni 2020 2021 per creare nell’ambito dell’extrascuola,un “sistema formativo integrato”, ha approvato i “Criteri per l’accreditamento e riconoscimento di centri estivi gestiti da soggetti non profit”. Le domande potranno essere presentate da Associazioni di promozione sociale; Soggetti Onlus (organizzazioni non lucrative), altri Soggetti non profit che perseguono finalità educative senza scopo di lucro e non prevedono la distribuzione degli utili fra gli associati.

I Centri estivi dovranno essere realizzati e gestiti direttamente dai soggetti non profit e progettati per minori in età compresa fra i 3 e i 14 anni. Dovranno avere una chiara connotazione educativa documentata attraverso la predisposizione di progetto tecnico sull’attività che si intende svolgere. Il progetto deve contenere elementi di differenziazione che tengano conto delle diverse esigenze legate alla fascia di età, alle culture di appartenenza ed essere mirato all’integrazione dei minori con specifiche problematiche siano esse sociali o sanitarie.

Inoltre dovranno prevedere, in particolare, specificandone le modalità, la possibilità di integrare situazioni legate a bisogni specifici (handicap, immigrati, nomadi, situazioni a rischio di emarginazione). Dovranno assicurare la continuità degli educatori di riferimento, garantendo la presenza di un educatore ogni 15 minori o frazione e del personale di servizio necessario e comunque non meno di due operatori presenti contemporaneamente.
La domanda deve essere presentata utilizzando il modulo appositamente predisposto dal Servizio Politiche Educative, secondo le modalità ed entro i termini stabiliti dal Dirigente di detto Servizio, che verranno pubblicizzati, con un  avviso pubblico e sul sito web del Comune/Pagine tematiche del Servizio Politiche educative.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Cervia, centri estivi non profit: si punta su un "sistema formativo integrato"

RavennaToday è in caricamento