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Cervia, ritrovati i verbali del Partito Comunista: "Documenti preziosi per la storia della città"

I manoscritti sono stati quasi interamente redatti con inchiostro e calamaio. Lo studioso Massimo Buda: "E’ un documento assai significativo anche da un punto di vista linguistico"

Nelle ultime settimane, per una circostanza assai singolare e fortunata, e proprio in occasione del centenario della fondazione del Partito Comunista, è stato trovato nella sede del Pd di Cervia un manoscritto importante. Il documento consiste nei verbali di riunioni del Partito Comunista Italiano cervese che ripercorrono 18 anni di storia politica e sociale della nostra città.

E’ tutto redatto a mano e quasi interamente con inchiostro e calamaio, inoltre  contiene numerose informazioni sugli aspetti politici e sociali, ma anche culturali, in senso più ampio, sia dell'attività e delle vite degli uomini e delle donne che parteciparono al Pci cervese, sia della vita della città di Cervia. Uscendo dagli orrori del fascismo e dell'occupazione nazista durante la II Guerra Mondiale, si trattava di rimuoverne le infinite macerie e poi di ricostruire, e nei verbali si trovano molti elementi da esaminare.

Fra le persone maggiormente attive, vi era Giovanni Fusconi, la cui biografia lo vede partecipe già nella Settimana Rossa del 1914 e fondatore del Pcdi di Ravenna, del quale fu il segretario nei primi anni Venti, per diventare poi un protagonista della Resistenza nella Brigata Garibaldi della quale era instancabile combattente Arrigo Boldrini (Bulow). Inoltre emerge l’aspetto della nuova generazione di giovani, che la lotta di liberazione portò nel Pci e che animarono l'attività del partito e del Comune, ponendo le basi della rinascita e del futuro sviluppo di Cervia, fra cui Gino Pilandri, il primo Sindaco del dopoguerra e altri più esperti compagni come Guido Collina.

Vengono esaminate anche le problematiche lavorative, economiche, amministrative, le scelte gestionali riguardanti la città, i momenti fondamentali per la crescita della nostra realtà attraverso confronto e collaborazione anche con le altre forze democratiche antifasciste (socialisti e repubblicani) e il contributo attivissimo di “compagne e compagni” di quel tempo. 

Massimo Buda studioso di storia e insegnante di lettere all’Ipseoa di Cervia, che ha letto tutto il manoscritto, ha dichiarato: "Come cervese e insegnante di lettere, ringrazio Mauro Conficoni segretario del Pd per aver preservato il verbale delle riunioni del PCI dal novembre 1944 fino al 1962, trovato nell’archivio del partito. Ringrazio pure Gilberto Coffari ex sindaco di Cervia che, venutone a conoscenza, ha pensato a me per esaminare il testo e valutare come utilizzarlo. E’ un documento assai significativo anche da un punto di vista linguistico, infatti è generalmente ben scritto, anche se a volte presenta qualche errore che però suscita tenerezza e simpatia considerata l’alfabetizzazione dei tempi. Interminabili pagine da cui risalta l'autenticità di una passione civile e politica che animò i protagonisti della storia di allora del PCI cervese e che offre a chi legge un ritratto autenticamente straordinario della nostra Cervia".

"Il ritrovamento di questi atti è stata una straordinaria circostanza - evidenzia il segretario del PD di Cervia Mauro Conficoni, che peraltro ricade proprio nei giorni in cui  ricorre il centenario della nascita del Partito Comunista d'Italia al Congresso di Livorno. Nel sistemare l’archivio, quando ho aperto lo scatolone in cui erano conservati e ne ho sfogliato il contenuto, è stata una grande emozione vedere come fosse sopravvissuto a mille ristrutturazioni dell’edificio, lui sempre quello, che ospitava la sede del PCI allora e del PD ora. Ho subito pensato che questi verbali fossero di una particolare importanza documentaria, non solo per la storia del Partito Comunista di Cervia, ma di tutta la città e ho percepito che si trattasse di un manoscritto importante. Dalle pagine che ho letto traspare l'identità di una forza propulsiva per realizzare un buon governo della nostra città e un’Italia migliore, con l’obiettivo spassionato di ricostruirla dopo l'orrore del fascismo e della II Guerra Mondiale. Dentro c’è lo specchio di un modo di fare politica, specialmente nel dopoguerra, oggi profondamente cambiato. Era proprio la politica, allora, che decideva le sorti della città, tramite processi condivisi, votati, decisi. Tramite uomini e donne che vedevano lontano e agivano sempre nel bene di tutti. C’era da ricostruire tutto, si affacciava il boom economico, tutto andava veloce. La città che siamo oggi la dobbiamo molto a quelle persone ed alla loro passione e fiducia nel partito di allora. Adesso questo documento deve essere protetto e trovare la sua giusta collocazione, prima però metteremo in campo alcuni momenti di approfondimento sulla società di quei tempi. Inoltre stiamo valutando a quale archivio storico donare i verbali, affinché possano essere a disposizione di tutti, di appassionati e studiosi. Sono documenti preziosi per chi ha a cuore Cervia, la sua storia e la ricerca storica".

"Al suo rientro in Italia dall’esilio, la preoccupazione di Togliatti fu in primo luogo quella di inserire il PCI a pieno titolo nel gioco politico democratico - rileva Gilberto Coffari sindaco di Cervia dal 1976 al 1982 e storica figura del partito -, evitando il rischio dell’auto isolamento sterile in cui era incorsa la sinistra nel 1921. Un partito in grado di assumersi la responsabilità della ricostruzione, un partito della classe operaia,  aperto al dialogo con i ceti intermedi e con la chiesa. In definitiva il periodo dell’elaborazione e costruzione   della “via italiana al socialismo” che fece del PCI il maggiore partito comunista in Occidente. Non ho memoria diretta del periodo di cui si parla, ma ho avuto modo di conoscere in seguito nella seconda parte degli anni sessanta, molti dei protagonisti di quel periodo Masacci, Finchi, Corsini, Rosetti, e innumerevoli altri dirigenti, amministratori e semplici attivisti, che hanno contribuito a dare corpo e vita al partito di massa capace di interpretare insieme classe operaia e ceti intermedi".

"Ringrazio Massimo Buda per il lavoro di lettura e di ricerca storica che ha fatto - dichiara il Sindaco di Cervia Massimo Medri -, riconoscendogli la sua rigorosità intellettuale e  di studioso. Ho conosciuto molte persone che sono citate nei verbali e riconosco il profondo spirito con cui vivevano l’impegno sociale e civile e li ringrazio per gli insegnamenti che mi hanno trasmesso quando giovane studente mi sono avvicinato alla politica attiva. Sono sempre rimasto colpito dall’organizzazione, l’impegno e la passione che ciascuno metteva, la voglia di crescere come persone e di far crescere la collettività e la città. Sono quei valori che mi porto dentro ancora oggi e che mi hanno spinto nuovamente ad impegnarmi per Cervia”.

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