Cgil e Cisl: “Preoccupazione per i settori che non hanno ancora certezze per la riapertura”

"L'attenzione si concentra in particolare su Mirabilandia che occupa un rilevante numero di lavoratori, tra assunti stabili e stagionali 800 unità, fino ad arrivare a 1.000 in caso di eventi particolari"

Da lunedì 18 maggio saranno molte le attività che riapriranno, negozi, bar, ristoranti, strutture ricettive, potranno tornare a essere operativi, mentre gli stabilimenti balneari dovranno attendere il prossimo 25 maggio. Per tutte queste attività sono stati definiti a livello regionale dei protocolli di sicurezza, che garantiranno il personale e la clientela rispetto all'indispensabile tutela sanitaria Covid-19. 

I sindacati Filcams Cgil e Fisascat Cisl esprimono "preoccupazione per quei settori nei quali invece ancora non c'è nessuna certezza in merito alla riapertura. L'attenzione si concentra in particolare sul Parco della Standiana (Mirabilandia) che occupa un rilevante numero di lavoratori, tra assunti stabili e stagionali 800 unità, fino ad arrivare a 1.000 in caso di eventi particolari. Non vi è ancora nessuna certezza in merito all'apertura dei parchi di divertimento, che nella nostra costa sono fonte di grande attrazione per adulti e bambini e che costituiscono un elemento dell'offerta turistica di grande impatto e contribuiscono alla conoscenza del nostro territorio. La problematica riguarda la grande difficoltà nel mettere a punto un protocollo di sicurezza che riesca a garantire efficacemente tutti gli ambiti compresenti in un parco e a dirimere la questione del rischio di assembramento. Partita quindi di estrema delicatezza, ma che dovrà trovare una soluzione che garantisca la sicurezza sanitaria dei dipendenti e della clientela, perchè tenere ferma una struttura dove la manutenzione va comunque svolta a prescindere dall'utilizzo, rappresenta un onere economico, a fronte di mancate entrate, che potrebbe essere troppo ingente per la proprietà, con conseguenze non prevedibili, oltre, alla perdita occupazionale e al conseguente impoverimento di una fascia di lavoratori, quelli stagionali, già deboli".

"I lavoratori stagionali di Mirabilandia - proseguono i sindacati - non hanno neppure percepito, eccetto chi rientrava nello spettacolo, il famoso bonus per gli stagionali, previsto dalla legge cosiddetta “Cura Italia”, per il mese di marzo, in quanto nella circolare dell'Inps sono stati ricompresi solo alcuni codici Ateco di attività stagionali. I lavoratori pertanto sono in una condizione di sofferenza, su più aspetti, l'indennità di disoccupazione percepita per il lavoro dello scorso anno, per molti è già esaurita o è agli sgoccioli, non c'è stato un minimo di sollievo con il bonus e non c'è un contratto di lavoro. Se poi i lavoratori non riusciranno ad avere un nuovo contratto di lavoro per la stagione 2020, non potranno neppure percepire l'indennità di disoccupazione e si troveranno ad avere un anno di mancato reddito".

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"Il nuovo decreto legislativo “Ripartenza”, dopo le rimostranze che come sindacato abbiamo manifestato in merito al vero e proprio pasticcio dei bonus, dovrebbe ricomprendere tutti i lavoratori stagionali, ma ne saremmo certi quando avremo finalmente nelle mani un testo definitivo. Si profila una stagione turistica colma di incertezze, ma per qualcuno sarà ancora più incerta e amara, come sindacato proseguiremo nella rivendicazione affinché ogni lavoratore, in una situazione così complicata, possa avere ogni sostegno".

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