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Cronaca Lugo

Chiude la scuola, genitori arrabbiati con il sindaco. Il Pd: "Il Comune non può intervenire per la crisi di un privato"

"Non si può pensare che sia il pubblico a doversi esporre economicamente per strutture private che, inevitabilmente, operano e sopravvivono solo se concorrenziali, attrattive e economicamente autosostenute"

Nei giorni scorsi i gestori della scuola Maria Ausiliatrice di Lugo hanno comunicato la decisione di chiudere la scuola al termine dell'anno scolastico. Le suore che la gestivano erano andate via già alcuni anni fa e la cooperativa subentrata per gestire la scuola ha issato bandiera bianca. Una decisione che ha colto di sorpresa le tante famiglie che avevano già deciso di iscrivere i propri figli all'istituto per il prossimo anno scolastico.

"Sulla vicenda stiamo assistendo, purtroppo, all’ennesimo tentativo di distorcere la realtà e le competenze afferenti all’amministrazione comunale - commentano dal Pd di Lugo - Riteniamo quindi sia opportuno provare ad esprimere la nostra posizione per cercare di evidenziare alcuni punti fermi sulla vicenda. Il primo è inevitabilmente la consapevolezza che la chiusura di una scuola rappresenta una perdita per tutta la comunità lughese, specialmente in quanto questa aveva una storia decennale, anche se il passaggio alla gestione da parte di una cooperativa risale a solo pochi anni fa. Allo stesso modo sono innegabili il disagio e le ragioni di molti genitori avvisati della chiusura dalla cooperativa in tempi non congrui con la possibilità di iscrizione ad altri istituti. Due mesi dopo peraltro che lo stesso gestore aveva aperto, come di consueto a gennaio, le iscrizioni scolastiche. Alla luce delle strutturali difficoltà economiche che sono emerse, riteniamo errato questo modo di procedere; a nostro avviso occorreva maggiore trasparenza nel segnalare alle famiglie che vi erano forti criticità rispetto alla possibilità di mantenere in piedi il servizio".

Il secondo aspetto importante, sottolineano i dem, è la possibilità di intervento dell’amministrazione comunale nella vicenda. "Premettendo, vista la molta confusione sul tema, che il rapporto degli enti pubblici con le scuole paritarie è in gran parte regolamentato a livello nazionale e regionale, riteniamo incomprensibile (oltre che impossibile) la posizione di chi oggi rivendica la necessità di un intervento del Comune a sostegno di una realtà economicamente in grave crisi, con forti criticità strutturali, e che garantisca continuità didattica. La presenza dell’amministrazione comunale è comunque fondamentale per supportare la collaborazione fra tutte le scuole lughesi, paritarie e statali, e sostenere il loro coordinamento. Se da una parte è certamente innegabile il valore pubblico del servizio che veniva offerto, dall’altra non si può pensare che sia il pubblico a doversi esporre economicamente per strutture private che, inevitabilmente, operano e sopravvivono solo se concorrenziali, attrattive e economicamente autosostenute. Senza considerare che un intervento, anche nel caso fosse amministrativamente possibile, risulterebbe improprio nell’ottica di relazioni tra l’ente pubblico e tutti gli istituti privati paritari e sottrarrebbe fondi ad altri capitoli afferenti all’istruzione o altre spese a favore della collettività, risultando in definitiva ingiustificato. Il Partito Democratico riconosce quindi, senza dubbio, un disagio oggettivo, per il quale però la risposta non può e non deve essere quella di un intervento (economico) diretto, come sostenuto da qualcuno. Tutto ciò non smarca naturalmente l’amministrazione dal ruolo che ha assunto fin da quando si è configurata pubblicamente e ufficialmente la chiusura della scuola. Il sindaco, l’assessore al ramo e gli uffici comunali, infatti, sono al lavoro da giorni per ricercare una soluzione che possa dare un’alternativa alle famiglie coinvolte, grazie ad un coordinamento con gli altri istituti paritari, le scuole statali e l’Ufficio Scolastico territoriale. Un lavoro, forse troppo silenzioso, che fin da subito si è posto l’obiettivo di mitigare il più possibile i disagi di una decisione assunta dai gestori e comunicata, lo ribadiamo, tardivamente e con poca trasparenza".

"La volontà di garantire un servizio scolastico e di infanzia efficiente, funzionale e capace di rispondere ai bisogni dei cittadini è sempre stato dimostrato negli impegni concreti e nelle azioni messe in campo in questi anni: gli investimenti in edilizia scolastica come, ad esempio, l’ampliamento dell’asilo Corelli, la manutenzione ordinaria e straordinaria delle scuole lughesi del I ciclo, fino ad arrivare alle risorse messe a disposizione per il trasporto scolastico dei bambini verso la primaria di San Bernardino, Istituto facente parte della rete nazionale “Scuola senza zaino”, proprio per mantenere sul territorio un’eccellenza ed una ulteriore possibilità di scelta pedagogica per le famiglie - concludono dal Pd - Garantire un sistema scolastico efficiente è fondamentale per combattere le disuguaglianze e favorire le opportunità con diverse proposte formative, sistema che, come sancito dalla Costituzione, prevede la presenza di scuole pubbliche statali e privare paritarie. L’ultima considerazione dovuta è, infine, sul livello del dibattito e anche sulla strumentalizzazione messa in atto da alcune componenti politiche. Se, come detto in premessa, comprendiamo le difficoltà delle famiglie, riteniamo però non tollerabili le offese, le falsità e la maleducazione di chi oggi insulta o denigra. Purtroppo, tutto ciò l’abbiamo visto anche pochi giorni fa nel caso, emblematico, degli insulti rivolti alla sindaca di Conselice e, come per la sindaca, anche oggi esprimiamo solidarietà agli amministratori di Lugo, offesi sia via social sia nel corso dell’incontro di martedì e condanniamo chi, di fronte all’incapacità di argomentare, si affida all’insulto sistematico".

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