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Ciclabile Bologna-Ravenna, la Fiab plaude al progetto del "corridoio verde"

"Non vogliamo restare delusi e per questo offriamo il nostro contributo e le nostre competenze  tecniche e culturali, per favorire una progettazione ottimale in termini di costi/qualità"

Parla di un "dono inaspettato" la Fiab di Ravenna nel commentare positivamente il progetto di un percorso ciclabile diretto, tra Bologna e Ravenna. "Non possiamo che essere favorevoli a questa proposta, peraltro già  condivisa, fino al confine provinciale presso Massa Lombarda ed inserita nel PRIT 2025 - spiegano dall'associazione. - Pur tuttavia  ci auspichiamo un collegamento più diretto da Medicina verso Bologna più vicino alla via San Vitale,  collegamento storico col capoluogo. Sappiamo e sosteniamo da sempre, come pure Fiab  Nazionale, che le grandi vie ciclabili significano tante cose: turismo sostenibile, rivalutazione dei  piccoli e medi borghi storici che anche in questa parte dell’Emilia-Romagna non mancano, stimolo  ad una attività motoria salutare e a emissioni zero da parte dei cittadini, recupero di archeologia  industriale, come dimostra il grande tema di questi giorni sul recupero delle linee ferroviarie dismesse,  nuove possibilità di integrazione con il sistema ferroviario.  Questo “corridoio verde” tra Bologna e Ravenna, come viene definito nelle parole di Bonaccini, fa  sperare e dà corpo ad un progetto che da anni è nelle corde delle Fiab locali". 

"Fiab è un’organizzazione matura, protagonista di tante battaglie per l’ambiente e la mobiità sostenibile, portate avanti e concluse con successo, cresciuta nella consapevolezza della difficoltà  che comporta raggiungere un risultato, per superare i limiti spesso, banalmente, solo amministrativi in cui resta imbrigliata la pianificazione delle reti ciclabili. Ma Fiab è anche un’organizzazione visionaria e questa è la parte più tenace, perché senza la visione non si vola e non si cambia. Ora questa bellissima proposta dovrà fare i conti con questa dimensione della Fiab: ora noi ci crediamo e c’è già chi pensa al nome, “BO-RA”, come “VEN-TO”, il progetto di  ciclabile che già unisce Venezia con Torino snodandosi lungo gli argini del fiume Po, una “Bora” che  spazzi con l’immaginazione la nebbia della Pianura Padana. Non vogliamo restare delusi e per questo offriamo il nostro contributo e le nostre competenze  tecniche e culturali, per favorire una progettazione ottimale in termini di costi/qualità e una  tempestiva attuazione, come sempre in questi anni per una fruttuosa collaborazione".

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