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Martedì, 29 Novembre 2022
Cronaca

Classifica della criminalità: Ravenna sempre prima in Italia per furti in casa. E quest'anno anche per le rapine in banca

A pesare sulla posizione in 'top 20' nella classifica del Sole 24ore ci sono sicuramente i furti in abitazione. Ma tra le novità di quest'anno c'è anche il "primato" di Ravenna nell'indicatore delle rapine in banca. Molto alta in classifica anche per quanto riguarda gli omicidi da incidente stradale

Ravenna mantiene la 'maglia nera' in Italia per i furti in abitazione. Ma quest'anno è "prima" anche per le rapine in banca. Nella geografia del crimine la classifica del Sole 24Ore, che lunedì ha pubblicato l''Indice della criminalità' aggiornato alle statistiche 2021, va dal primo posto confermato di Milano (la "capitale" delle denunce) alla nuovamente ultima Oristano (la più sicura anche quest'anno), in base - sempre bene specificarlo - al numero di denunce effettuate in rapporto alla popolazione residente. Rimini sale al secondo posto (l'anno scorso era al terzo), seguita dalla new entry sul podio Torino. Ravenna invece migliora di tre posizioni, passando dal 17esimo posto dell'anno scorso al 20esimo di quest'anno.

"Più denunce, però, non significa per forza meno sicurezza - specificano dal Sole - Innanzitutto perché la “sicurezza urbana” è influenzata anche dalla percezione stessa che ne hanno i cittadini. Ma anche perché i dati sulle denunce riflettono la propensione dei cittadini a presentarle, legata a diversi fattori: la differente “soglia del dolore” della cittadinanza verso il crimine; il grado di fiducia nelle forze dell’ordine; la più o meno efficace presenza delle istituzioni sul territorio. A cui si aggiungono i flussi turistici: l’elevato passaggio di persone su un territorio diventa spesso bersaglio della micro-criminalità, ad esempio di borseggiatori attirati in loco dalla possibilità di “fare cassa”".

Il focus su Ravenna: malissimo furti, rapine e incidenti stradali mortali

Ravenna, come detto, si posiziona al 17esimo posto su 106 province con 14.277 denunce ogni 100mila abitanti (in aumento rispetto alle 13.576 dello scorso anno). In Romagna fa peggio Rimini, al secondo posto, mentre Forlì-Cesena si piazza al 32esimo. A pesare sulla posizione in 'top 20' della nostra città ci sono sicuramente i furti in abitazione: anche quest'anno la città dei mosaici è la peggiore in Italia con 1888 denunce (l'anno scorso era sempre in prima posizione con 1601 denunce). Ma tra le novità di quest'anno c'è anche il "primato" di Ravenna nell'indicatore delle rapine in banca (4 denunce): l'anno scorso in questa categoria era ottava.

Molto alta in classifica anche per quanto riguarda gli omicidi da incidente stradale (quarta posizione con 15 denunce), le violenze sessuali (15esima con 48 denunce, l'anno scorso era ottava con 43 denunce), gli omicidi colposi (17esima), i furti in generale (20esima), negli esercizi commerciali (26esima) e sulle auto in sosta (32esima), i tentati omicidi (25esima con otto denunce, l'anno scorso era 78esima con 4), i furti con strappo (30esima) e con destrezza (25esima), le rapine in generale (36esima) e quelle in pubblica via (29esima). Male anche l'usura (18esima), le lesioni dolose (20esima), le percosse (29esima), lo sfruttamento della prostituzione e pornografia minorile (36esima, rispetto alla sesta posizione dello scorso anno però), la contraffazione di marchi e prodotti industriali (16esima), la violenza alla proprietà intellettuale (29esima) e altri delitti in generale (14esima).

Bene, invece, la sezione omicidi da incidente sul lavoro - un tema molto sentito nella nostra provincia - con Ravenna sul fondo della classifica in 87esima posizione. Per quanto riguarda gli altri indicatori, Ravenna è 63esima per omicidi volontari consumati, 57esima per danneggiamenti, 77esima per infanticidi, 83esima per omicidi preterintenzionali, 51esima per violenze sessuali ai danni di minori di 14 anni, 63esima per furti di ciclomotori, 61esima per furti di motocicli, 78esima per furti di auto, 66esima per rapine in abitazione, 42esima per estorsioni, 85esima per associazione a delinquere, 83esima per associazione di tipo mafioso, 69esima per riciclaggio e impiego di denaro, 89esima per truffe e frodi informatiche, 65esima per incendi, 82esima per contrabbando (un miglioramento notevole, considerando che l'anno scorso era al quinto posto), 48esima per stupefacenti - 54esima per produzione e traffico degli stessi  e 61esima per spaccio -, 58esima per delitti informatici, 42esima per minacce, 58esima per danneggiamenti seguiti da incendi.

Ancisi (Lista per Ravenna): "Si cambi passo"

"Queste classifiche sono particolarmente gravi per il Comune di Ravenna perché, trattandosi di statistiche provinciali, è largamente comprensibile come, anche solo leggendo quotidianamente le cronache giornalistiche, sia il capoluogo, con il porto, con la più alta produzione di reddito, con un richiamo maggiore per la malavita, per il traffico di droga, per l’immigrazione sregolata, ecc, e con la maggiore estensione di strade statali arcaiche e pericolose, ma anche di viabilità ordinaria malandata, ad influire più pesantemente su dati così angosciosi - commenta il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi - Né possono valere le attenuanti che incidono soprattutto sulle grandi metropoli, dove il controllo sociale e civico sul territorio è necessariamente più latitante. Non si accampi, quando si è ai primi posti nazionali, la minore propensione dei cittadini a presentare denunce, tutta da dimostrare, specialmente nei confronti con realtà del centro-nord d’Italia, e non solo, assolutamente analoghe a Ravenna rispetto a senso civico, dimensione e qualità delle forze dell’ordine, micro-criminalità “turistica”, ecc".

"La fotografia corrisponde esattamente alla situazione di cui Lista per Ravenna raccoglie giornalmente i fatti dai cittadini che li subiscono e che spesso contribuiscono alle iniziative e alle proposte che rivolgiamo al sindaco, affinché, sia nel capoluogo che nelle frazioni e nei paesi del litorale e delle frazioni, la sicurezza dei cittadini nelle case, nella vita sociale, nei movimenti pubblici, nella circolazione stradale, e più in generale l’ordine civico, non siano in fondo alle attenzioni di quanti governano la nostra città - conclude il consigliere d'opposizione - Si spera che queste graduatorie, anziché umilianti, siano colte come un’ammonizione a cambiar passo, per produrre azioni migliorative e riparatrici".

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