Col nuovo decreto piscina chiusa anche ai disabili: "Gravi ripercussioni sulla salute"

"Ci sono più di 40 utenti che abitualmente utilizzano la piscina comunale per ottenere prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza"

Alle proteste sollevate dalle 'palestre della salute' sull'applicazione dell'ultimo decreto del 24 ottobre - che ha disposto la sospensione dell’attività di tutte le palestre, ad eccezione delle attività con presidio sanitario obbligatorio o che effettuino l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza - si uniscono le proteste del capogruppo in consiglio comunale del Gruppo misto, Emanuele Panizza, che ha presentato un question time per chiedere di riaprire la piscina comunale.

"Ci sono più di 40 utenti che abitualmente utilizzano la piscina comunale per ottenere prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e per molti di essi la sospensione prolungata dell’attività fisioterapica (fisica e psicologica per chi soffre di disabilità cognitive) è deleteria, con gravi ripercussioni sulla loro salute fisica e mentale - rimarca Panizza - Molte di queste persone non hanno altre opportunità e/o possibilità di svolgere in altro modo tali pratiche e la loro frequentazione si è sempre svolta nel massimo rispetto dei protocolli Covid. Di fatto non si è registrato nessun caso di contagio afferente a tali attività. Il dpcm spiega che "restano consentiti soltanto gli eventi e le competizioni sportive, riconosciuti d’interesse nazionale nei settori professionistici e dilettantistici dal Comitato olimpico nazionale italiano, dal Comitato italiano paralimpico e dalle rispettive federazioni sportive nazionali (...) Le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti degli sport individuali e di squadra partecipanti alle competizioni di cui alla presente lettera sono consentite a porte chiuse (...) Sono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per quelli con presidio sanitario obbligatorio che effettuino l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza"".

"La piscina comunale di Ravenna, che è l’unico impianto accessibile a tutti i disabili, è anche sede di allenamento di diverse società sportive dilettantistiche, tra le quali è degna di menzione l’Imolanuoto, tra le cui file militano diversi atleti nel giro della nazionale italiana nuoto - aggiunge il consigliere - In considerazione di ciò, si chiede pertanto che il sindaco disponga la riapertura immediata della piscina per renderla fruibile sia agli atleti aventi diritto che agli utenti summenzionati, sempre nel rispetto dei protocolli di sicurezza già adottati".

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