Completato il restauro delle lettere autografe di Arcangelo Corelli

Le lettere sono state donate al Comune di Fusignano nel 2019 da Sergio Baroni dopo una sottoscrizione popolare in sinergia con la Pro Loco

È stato completato il restauro delle tre lettere autografe di Arcangelo Corelli, donate al Comune di Fusignano nel 2019 da Sergio Baroni dopo una sottoscrizione popolare in sinergia con la Pro Loco. Le lettere sono state restaurate dall'Icpal, l’Istituto Centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario, del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, a cui erano state affidate a fine gennaio, dopo le verifiche preliminari e autorizzative con la Soprintendenza di Bologna. L’intervento non ha comportato oneri per il Comune di Fusignano.

Tecnica FORS-2

I manoscritti presentavano danni riconducibili all’acidità che nel tempo ha causato la trasmigrazione, il dilavamento e l’instabilità dell’inchiostro. I laboratori di diagnostica hanno effettuato analisi conoscitive e non distruttive: sono state osservate con la Lampada di Wood e con l’imaging multispettrale (falsi colori) che hanno ipotizzato la presenza di inchiostro ferrotannico, ipotesi successivamente confermata con la tecnica Raman. Le tecniche Fors e Raman sono state fondamentali per il riconoscimento del pigmento arancione usato per il sigillo di una delle lettere.

Tecnica Raman-2

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Nello specifico, per quanto riguarda gli interventi di restauro, le lettere sono state pulite superficialmente a secco, è stato fatto un adeguamento cromatico e dopo i test di stabilità e solubilità dei pigmenti, sono state eseguite la deacidificazione e l’ossido- riduzione; è stato restaurato il supporto cartaceo e in corrispondenza delle zone perforate dall’inchiostro sono state effettuate velature. Infine, sono stati realizzati nuovi contenitori per appositi per la loro conservazione. Una curiosità: il laboratorio di tecnologia ha analizzato il supporto cartaceo, cotone, e osservato le filigrane presenti: queste sono state trovate sul database del Piccard (un database online specifico per le filigrane storiche), una proveniente da Roma (1662) e l’altra da Poggio Canino (1662).

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