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Cronaca

Il Comune cerca un gestore per teatro Rasi e palazzo Malagola: "Valorizzare produzione teatrale e archivio Stratos"

Il Consiglio comunale ha approvato le linee di indirizzo della convenzione per la gestione integrata dei due poli culturali della città

Nella seduta di mercoledì il consiglio comunale di Ravenna ha approvato la delibera sulla convenzione per la gestione integrata del teatro Luigi Rasi (via Di Roma 39) con il palazzo Malagola (via Di Roma 118) per il periodo 2023/2027, con 18 voti favorevoli (gruppi di maggioranza) e 5 astenuti (Fratelli d’Italia, La Pigna-città, forese e lidi, Lega Salvini premier, Viva Ravenna).

L’atto è stato illustrato dall’assessore alla Cultura Fabio Sbaraglia che ha premesso come nel quadro complessivo dell’offerta culturale ravennate, accanto alla collaborazione tra istituzioni pubbliche e realtà private, un ruolo di assoluta centralità sia rappresentato dai contenitori culturali e in particolare dai teatri. È quindi passato a descrivere le linee di indirizzo relative alla selezione pubblica per l’individuazione del soggetto a cui sarà affidata la gestione integrata delle due sedi, da ricercare attraverso criteri di valutazione tecnico qualitativi sulla pregressa esperienza artistica e metodologia organizzativa e sulla qualità del progetto culturale. 

In particolare la finalità della gestione dovrà essere orientata a consolidare la produzione teatrale e realizzare una programmazione adeguata, valorizzare il teatro e lo spettacolo dal vivo, la ricerca e le forme di sperimentazione artistica, garantendo al Rasi la presenza di un nucleo di produzione teatrale. Tali obiettivi si concretizzano in un progetto culturale di eccellenza declinato nella tradizionale stagione di prosa, realizzata prevalentemente presso il teatro Alighieri, oltre che presso il Rasi, negli eventi collaterali e nelle rassegne di valenza didattica e sperimentale. Gli spazi di palazzo Malagola dovranno essere impiegati per attività funzionali, complementari e propedeutiche alla produzione teatrale, nonché per attività di valorizzazione dell’archivio “Memoriale di Demetrio Stratos” e per attività laboratoriali; la gestione integrata dovrà essere caratterizzata da una connotazione inclusiva e supportare progetti di comunità in dialogo con le agenzie educative del territorio e con il mondo dell’associazionismo; il gestore dovrà rendere disponibile il teatro Rasi anche ad altri soggetti per cui il Comune stipulerà apposite convenzioni culturali nei limiti da definire. La durata della convenzione sarà di 4 anni e mezzo individuata prevedibilmente dall’1 luglio 2023 al 31 dicembre 2027. A sostegno della programmazione specifica approvata per ogni singolo anno verrà definito un contributo finanziario annuale che, per il secondo semestre del 2023, ammonterà a 153.725 euro.

Sono intervenuti nella discussione Stefania Beccari (Partito democratico) e Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna – Polo civico popolare). In particolare Beccari ha evidenziato il livello di eccellenza raggiunto dalle attività del Rasi e il premio speciale ricevuto nel 2022 da palazzo Malagola, rilevando l’opportunità di tenere insieme e incrociare le esperienze dei due spazi culturali. Ancisi, nel manifestare apprezzamento per le attività del Rasi, ha rappresentato perplessità circa la selezione attraverso un bando pubblico che – a suo avviso – considerata l’impostazione non potrà che avere lo stesso affidatario.

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