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Cronaca

"Con il cuore e con la testa": la campagna dell'Ausl per informare sui sintomi di infarto e ictus

La campagna informativa, realizzata con la collaborazione del musicista romagnolo Raoul Casadei, è intesa a promuovere la conoscenza nella popolazione dei sintomi dell’infarto e dell’ictus

Anche Ravenna aderisce attraverso l’amministrazione comunale alla campagna informativa lanciata dall’azienda sanitaria della Romagna dal titolo “Con il cuore e con la testa”. La campagna informativa, realizzata con la collaborazione del musicista romagnolo Raoul Casadei, testimonial d’eccezione, è intesa a promuovere la conoscenza nella popolazione dei sintomi dell’infarto e dell’ictus e a sottolineare l’importanza dell’attivazione immediata del 118 per accedere in maniera tempestiva alle cure.

Tra le informazioni vengono quindi segnalati quei primi sintomi che possono indurre a far pensare che si tratti di infarto (dolore toracico prolungato, difficoltà a respirare, sudorazione intensa, dolore agli arti superiori) o di ictus (dolore alla testa intenso e insolito, bocca storta e difficoltà a parlare, lato del corpo più debole, difficoltà visive e di equilibrio). In presenza di questi sintomi la prima cosa da fare è chiamare il 118 che con le ambulanze attrezzate è in grado di intervenire con professionalità e immediatezza, senza perdere tempo prezioso, evitando la morte e riducendo gli esiti invalidanti delle due patologie.  

Ictus: come riconoscerlo e prevenirlo

Il messaggio fondamentale è che in caso di infarto e di ictus, chiamare subito il 118 al manifestarsi dei primi sintomi, può significare evitare la morte e ridurre gli esiti invalidanti delle patologie. E’ dunque importante per tutti conoscere i sintomi e agire di conseguenza. In caso di Ictus il campanello d’allarme deve scattare se si sente, o si nota in qualcuno, un dolore alla testa intenso e insolito, bocca storta e difficoltà a parlare, un lato del corpo più debole, difficoltà visiva e di equilibrio. In Romagna, ogni anno, si registrano circa 2.100 ictus ischemici. Di questi l’80% rappresenta un primo episodio, il 20% una recidivia. Circa il 30% dei pazienti con ictus si reca in Pronto Soccorso con mezzi propri, senza attivare il 118, con un conseguente allungamento dei tempi di intervento da parte dei sanitari. Il dottor Pietro Querzani, direttore del programma aziendale Stroke - Ictus, ha spiegato che attualmente vi sono due modalità per intervenire sull’ictus: una modalità farmacologica, iniettando per via endovenosa una farmaco che elimina il trombo, o in via endovascolare, cioè rimuovendo l’ostruzione per via meccanica. “Prima il paziente arriva in ospedale e, ovviamente, maggiori possibilità di successo hanno queste tecniche” ha concluso il professionista.

Infarto miocardico: come riconoscerlo e prevenirlo

Se invece si avverte un dolore toracico prolungato, difficoltà a respirare, sudorazione intesa e dolore agli arti superiori potrebbe invece essere un infarto miocardico acuto. Per quanto attiene a questa patologia, annualmente sono circa 2.000  i casi che si verificano nel territorio romagnolo. La maggior parte di questi casi, grazie all’attivazione della catena del soccorso, e ad un intervento il più possibile tempestivo, ha esito  positivo. L’arrivo del paziente entro le prime tre ore dal momento dell’infarto porta la mortalità a meno del 5 per cento. “Anche nel caso dell’infarto – ha precisato il direttore del dipartimento di Malattie Cardiovascolari dell’Ausl Giancarlo Piovaccari – prima si attiva il 118 e migliori sono i risultati. Per questo è importante non recarsi in ospedale con i propri mezzi, ma attivare subito i mezzi di soccorso”.

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