Sicurezza, turismo, riqualificazioni e altro: le proposte di Confcommercio ai candidati sindaci

Tema cardine da affrontare è lo sviluppo del turismo. "I dati dell’Osservatorio Regionale sono impietosi su Ravenna - evidenziano i commercianti -. E' l’unica località dell’Emilia Romagna che perde (sia come città d’arte sia come lidi)"

Il tema della sicurezza è al primo posto tra tutte le problematiche evidenziate dagli associati Confcommercio Ravenna, a cui seguono una burocrazia della macchina comunale esagerata e penalizzante; una fiscalità locale eccessiva; una viabilità cervellotica e da rivedere con una rimodulazione della Z.T.L.; un totale isolamento di Ravenna sia stradale che ferroviario. Confcommercio ha elaborato un documento in vista delle prossime elezioni amministrative da presentare ai candidati sindaci.

Tema cardine da affrontare è lo sviluppo del turismo. "I dati dell’Osservatorio Regionale sono impietosi su Ravenna - evidenziano i commercianti -. E' l’unica località dell’Emilia Romagna che perde (sia come città d’arte sia come lidi). Altro tema fondamentale è dare certezza alle imprese, con programmi pluriennali in modo tale che gli imprenditori affrontino con più sicurezza il futuro avendo la possibilità di programmare i loro investimenti. Non è più tollerabile chiudere da un giorno all’altro una piazza, una strada, invertire un senso di marcia o eliminare un parcheggio o istituire una Ztl. (Via Baccarini è uno degli ultimi esempi); così facendo si procurano danni incalcolabili alle imprese ed al nostro territorio. Inoltre è ora di finirla con provvedimenti spot che impediscono alle auto di circolare, chiudendo il centro e portando all’esterno tutto il resto, con una circolazione che fa percorrere chilometri in più per raggiungere un determinato punto della città distante poche centinaia di metri. Non è più procrastinabile l’apertura di alcuni assi di attraversamento della città".

Sicurezza - Si legge nel documento di Confcommercio: "La sensazione di insicurezza è giunta ormai a livelli di allarme sociale e i cittadini e gli imprenditori si stanno organizzando in proprio per limitare i danni loro causati dalla criminalità. Le amministrazioni devono prevedere forme di prevenzione adatte a scoraggiare chi si accinge a delinquere. L’impresa va considerata come un bene sociale da difendere, perché dove si insedia crea maggiore vivibilità e sicurezza al cittadino. Il tema della sicurezza deve diventare una priorità per ogni buona amministrazione".

"Per questo motivo confermiamo la nostra richiesta di incentivare l’insediamento e la permanenza delle attività commerciali in città e nel forese, mediante interventi sulla fiscalità locale, peraltro già  previsti da norme regionali già dal ’99, per facilitare o consentirne la permanenza - continua l'associazione -. Tali attività svolgono ormai una funzione sociale insostituibile a favore dei residenti soprattutto per le fasce più deboli come ad esempio gli anziani, che sono i primi ad essere colpiti dalla desertificazione commerciale. Esistono già molte località del forese dove il commercio di vicinato per diverse categorie merceologiche sta scomparendo. Laddove questo accade si presenta un problema di sicurezza".

"La micro-crimininalità si insedia in quelle aree e sottrae spazi alla cittadinanza. Un esempio per tutti è Piazza San Francesco - osservano da Confcommercio -. Per una città turistica e culturale come Ravenna l’ordine pubblico e la sicurezza rappresentano un impegno quotidiano e diamo atto alle forze dell’ordine del lavoro svolto in questi anni, in particolare sul versante della collaborazione fra i vari Corpi dello Stato, anche se siamo consapevoli che ciò non è sufficiente. Occorre individuare strade alternative, sempre con l’obiettivo di una maggiore sicurezza dei cittadini e delle imprese. La videosorveglianza può essere un deterrente all’aumento di furti e al contrasto della criminalità. Le 64 telecamere dislocate nel nostro Comune sono chiaramente insufficienti per un controllo adeguato del territorio, 24 ore su 24: l’esperienza del nuovo impianto di videosorveglianza installato in Piazza S. Francesco (con tre telecamere che si aggiungono a quella della Biblioteca Oriani) ci consente di affermare che è opportuno implementare tale modalità per il controllo degli spazi pubblici".

Confcommercio Ravenna chiede "al Comune di dare centralità al tema della sicurezza con un’accelerazione sia sui progetti di videosorveglianza che sulla questione degli interventi di riqualificazione urbana e sul controllo del territorio. Inoltre non è tollerabile che per chi commette furti e rapine la regola è di passarla liscia. Si deve fare di più per i cittadini che hanno il diritto di stare tranquilli nei loro negozi e nelle loro abitazioni. Si deve fare l’impossibile per proteggerli".

Fiscalità locale, burocrazia - Per Confcommercio "dovrebbe essere snellita realmente la burocrazia che limita e condiziona lo sviluppo – mantenimento – sopravvivenza dell’imprenditorialità locale, mediante un sempre più diffuso utilizzo degli strumenti telematici, ma accompagnato dal suo concreto funzionamento. Sempre in argomento di semplificazione, anche alla luce del distretto a burocrazia zero, auspichiamo il massimo coordinamento tra gli uffici dell’Aamministrazione e gli altri enti della pubblica amministrazione per ridurre i tempi burocratici relativi alle autorizzazioni. Diventa sempre più importante per l’imprenditore godere di un approccio più personalizzato nel rapporto con gli uffici al fine di trovare celermente risposte concrete al suo bisogno; questo vale ancora di più per il settore tecnico-urbanistico che in particolare per le nuove attività/insediamenti rappresenta il primo indispensabile step, per trasformare l’idea in un progetto imprenditoriale reale. Vi sono alcuni uffici comunali che vengono intesi come “nemici del cittadino” dove le pratiche si perdono in procedure lunghe e difficile comprensione per chi deve effettuare un investimento. Ci si riferisce in particolare al delicato settore dell’urbanistica, che sempre più spesso viene vissuto come un limite all’imprenditorialità e che ne tarpa le ali con strumenti di programmazione a volte inutili e penalizzanti".

Imu Tari e Tasi e altre fiscalità locali - "La preoccupazione è forte per quanto riguarda il settore produttivo ma anche turistico. Tassare le attività che hanno necessità di ampi spazi per la lavorazione vendita e somministrazione dei loro prodotti, si traduce in un impoverimento delle imprese del territorio - evidenziano da Confcommercio -. Si pensi ad esempio ad un albergo, ad un’attività di ristorazione, ad un’attività in cui viene effettuata la vendita differita, la somministrazione o a talune attività artigianali. Non sempre l’estensione delle attività corrisponde alla redditività d’impresa e un’aliquota Imu molto alta, graverebbe negativamente sui bilanci proprio in tempo di crisi. Tari e Tasi sono ormai a livelli insostenibili sia per le imprese che per le famiglie comprese quelle degli stessi imprenditori. Non si può pensare di continuare a “fare cassa” sulle spalle delle famiglie aumentando tutto ciò che è possibile aumentare sotto il profilo della fiscalità locale. Le risorse drenate alle famiglie si traducono in minore possibilità di spesa e quindi di consumi negli esercizi commerciali e artigianali. Questo ovviamente deprime i consumi medesimi e lo sviluppo del territorio. I dati sulla disoccupazione a Ravenna lo dimostrano ampiamente".

Tassa di soggiorno - "Quel milione e 800 mila euro che doveva essere destinato ad interventi di rilevanza turistica purtroppo verrà ancora per la maggior parte fagocitato nel bilancio comunale e destinato ad interventi già definiti e che sarebbero stati comunque finanziati - attaccano da Confcommercio -. Inoltre così come congeniata rappresenta una tassa iniqua e che spiazza i lidi ravennati verso quelli cervesi che hanno deciso di non adottarla anche per il 2016. Ora che sappiamo dove andranno a finire i soldi della tassa di soggiorno siamo ancora più convinti che la battaglia fatta da Confcommercio Ravenna due anni fa era giusta: le bugie hanno le gambe corte come le promesse non mantenute".

Interventi nel centro storico - "Il centro storico è il biglietto da visita della città e come tale andrebbe curato con particolare attenzione - premettono gli associati -. Purtroppo molte zone di tale territorio sono lasciate all’incuria e il risultato è quello che l’immagine che offriamo a cittadini e turisti è di una città poco attenta alle sue  bellezze. Creare dei piccoli spazi accoglienti per far sostare i turisti in prossimità dei monumenti Unesco può essere una sorta di salotto nel quale, durante la loro visita, possono vivere la città. L’arredo potrebbe essere completato anche con delle tabelle informative sul sito e implementate sull’applicazione realizzata dall’Amministrazione Comunale.  Ovviamente tali spazi dovrebbero essere dotati di wifi e gli spazi dovrebbero essere opportunamente vigilati per evitarne il degrado. Altro tassello importante è quello dei servizi igienici pubblici che dovrebbero essere realizzati nei vari punti del centro città e garantire così il servizio. (eventualmente anche a pagamento per poter coprire i costi di presidio)".

Confcommercio segnala "come lavori imprescindibili la manutenzione dei marciapiedi, l’asfaltatura delle vie commerciali che versano in condizioni precarie (es. Via Salara o Piazza Baracca) e l’approntamento di una pensilina con blocco servizi in Piazza Baracca a servizio dei turisti. E’ necessario il completamento dell’info point per i bus turistici di Piazza della Resistenza  con i relativi servizi annessi. Infine occorre porre rimedio alla presenza dei parcheggiatori abusivi i quali ormai in spregio alle normative e in maniera prepotente si pongono nei confronti dei fruitori dei parcheggi a servizio del centro storico. Tollerare queste situazioni di illegalità, salvo qualche intervento spot di tanto in tanto, allontana quote di clientela dal centro storico. Analogamente si deve porre rimedio alla presenza di questuanti e di venditori di fiori che continuamente importunano i turisti e gli avventori dei bar e ristoranti del centro. Ultimo episodio proprio qualche giorno fa in corrispondenza del mercato coperto".

Giovani imprese - Per Confcommercio "sarebbe utile prevedere tariffe agevolate sulle imposte ed i tributi di competenza comunale per le imprese giovanili. A questo proposito ricordiamo l’impegno di Confcommercio Giovani a sostegno dell’imprenditoria giovanile con apposite linee di credito concordate con i principali istituti bancari della città. Analoga attenzione dovrebbe essere loro riservata dall’ Amministrazione Comunale nella fase di start-up. Positivo il giudizio sulla destinazione dell'immobile comunale di Via Sant'Agata come sede di coworking per 10 imprese, in quanto rappresenta un primo passo purtroppo ancora insufficiente perché è tuttora assente una reale programmazione delle scelte di sviluppo imprenditoriale per il territorio".

Contrasto all’abusivismo commerciale e nel settore dell’artigianato - "Purtroppo, i nostri dati ci dicono che sul nostro territorio l’acquisto di prodotti illegali e contraffatti (ma anche l’utilizzo di servizi erogati da parte di soggetti non autorizzati in particolar modo nel settore dell’artigianato e dell’artigianato di servizio) è in aumento - osservano dall'associazione di categoria -. Da un recente nostro sondaggio, il 27% dei consumatori ha acquistato almeno una volta nel 2014 un prodotto o un servizio illegale. Per tre consumatori su quattro l'acquisto dei prodotti illegali o l'utilizzo di servizi irregolari è piuttosto normale ed è utile in particolare per chi è in difficoltà economica. Tra i prodotti contraffatti più acquistati ci sono l’abbigliamento, prodotti alimentari, orologi, gioielli, occhiali, prodotti di pelletteria, scarpe e calzature, farmaci e prodotti parafarmaceutici. Il forte aumento dell’acquisto contraffatto soprattutto di alcuni prodotti, come gli alimentari e i farmaceutici, è un segno evidente delle difficoltà economiche dei consumatori stretti nella morsa della crisi. Tutto ciò per le imprese significa concorrenza sleale, ulteriore riduzione dei ricavi e del fatturato a causa delle mancate vendite, il dovere rinunciare ad assumere nuovi addetti mantenendo i livelli occupazionali attuali, oltre ad un danno erariale allo Stato a causa del mancato pagamento di imposte, tasse e contributi".

"Sono ancora pochi i consumatori che conoscono il rischio di incorrere in sanzioni amministrative per chi acquista prodotti o servizi illegali - osservano -. Analogo disagio registriamo nel settore dell’artigianato ove sempre più si ricorre a chi lavora in nero per piccole manutenzioni o per i servizi alla persona. Tutto ciò potrebbe essere ulteriormente aggravato se come sembra il governo Renzi eliminerà o ridurrà al 20% la deduzione fiscale per le ristrutturazioni e l’efficientamento energetico. Ricordiamo poi che la crisi che ha colpito il settore dell’edilizia persiste e tuttora non vi sono significativi segnali di inversione di tendenza. Per questo motivo anche l’Amministrazione dovrebbe consentire un’agevole gestione delle ristrutturazioni applicando diritti di segreteria in linea con quelli richiesti dai comuni limitrofi (ad es. Cervia) che sono circa il 70% inferiori a quelli di Ravenna".

Sicurezza prodotti  – concorrenza scorretta e problemi di ordine pubblico - Confcommercio chiede 2maggiori controlli da parte della Polizia commerciale nei confronti di quegli esercizi che si sono affacciati nel panorama cittadino, spesso gestiti da persone non comunitarie, relativamente all’etichettatura sulla sicurezza dei prodotti (marchio CE e norme conseguenti). Analogamente si dovrebbe procedere per la verifica del rispetto dei requisiti igienico-sanitari per il settore alimentare, verso gli esercizi che vendono merci, articoli, prodotti, provenienti da paesi dove le “regole” non sempre sono in linea con quelle europee, in vigore. Segnaliamo poi il problema dello spaccio che a volte viene incentivato nei luoghi di ritrovo che si creano fuori da questi esercizi ed in particolare ci riferiamo a Viale Pallavicini, le segnalazioni dei cittadini e degli imprenditori della zona sono state spesso inascoltate".

Viabilità parcheggi e ztl in centro storico - Confcommercio evidenzia di essersi "mostrata critica sulle scelte effettuate in tema di viabilità parcheggi e ZTL in centro storico. Negli anni queste scelte hanno comportato un impoverimento del centro storico espellendo il piccolo commercio che lo aveva sempre caratterizzato e favorendo la venuta delle formule distributive in franchising. L’attuale Amministrazione con l’ultimo PGTU presentato sta pensando di estendere ulteriormente la pedonalizzazione in centro storico, di introdurre nuove e più penalizzanti ZTL ed ha provveduto alla chiusura di Piazza Kennedy (da noi fortemente contestata). Riteniamo assolutamente importante che la viabilità in ingresso ed uscita dal centro storico sia mantenuta evitando nuove ZTL, come ad esempio quella di via Pascoli o quella di via Maggiore che avrebbero come unico risultato quello di portare un’ulteriore disaffezione nel centro. La diversa regolamentazione delle ZTL promessa dall’Assessore Fagnani con orari di accessibilità nel tardo pomeriggio potrebbe ridare ossigeno alle attività del centro storico e risponde ad una nostra precisa richiesta. Per quanto riguarda i parcheggi dovrebbero essere resi più smart mediante l’utilizzo di nuove tecnologie ad esempio un app (ancora più semplice del sistema Cicero) la medesima app dovrebbe anche indirizzare sul parcheggio libero più vicino. Sul fronte della viabilità va poi notato come le scelte fatte anni or sono non siano più in linea con i volumi di traffico attuali. Ripensare agli assi di attraversamento della città è cosa ormai indispensabile per decongestionare il traffico e ridurre l’inquinamento veicolare in determinati periodi dell’anno".

Tutele delle zone umide e naturalistiche del Comune di Ravenna - "La tutela delle zone umide ravennati ed ancor più delle pinete che hanno reso famoso il nostro territorio tanto da essere citato da Dante come “divina foresta spessa e viva"  è cruciale per il futuro sviluppo dell’imprenditorialità turistica - evidenzia l'associazione dei commercianti -. Non è più pensabile basare l’offerta turistica su una stagionalità che si esaurisce appena in un paio di mesi estivi. Per poter destagionalizzare l’offerta ed intercettare nuovi turismi occorre puntare sugli elementi naturali presenti sul nostro territorio, ovvero aree umide, pinete e mare. Il cicloturismo, ad esempio, deve essere intercettato supportando l’offerta con un’adeguata viabilità ciclabile dalla città verso tutti i lidi e collegando a tale rete anche le attuali piste che dall’entroterra si dirigono verso i lidi (es percorso del Lamone)".

"Siamo fortemente preoccupati per lo stato delle pinete sia di quella di Classe che la pineta nord - evidenziano ancora -. I pini, piante introdotte con profitto nel passato e che hanno da sempre connotato le nostre località, soffrono della totale incuria del loro habitat e stanno purtroppo scomparendo senza essere rimpiazzati. Per questo motivo sarebbe utile e urgente che si utilizzassero i fondi strutturali (citiamo ad esempio il progetto EA SEA-WAY dove la Provincia è partner per individuare un asse di finanziamento) per finanziare sia la mobilità collegata alla portualità sia per la riqualificazione e la manutenzione di tali aree naturalistiche che sono a forte valenza turistica".

Turismo - Da 7 milioni e 200 mila presenze del 2009 siamo passati, in appena sei anni, a 6 milioni e 570 mila: una perdita secca di 630 mila presenze turistiche in provincia di Ravenna - viene riportato -. La maggior parte di questa perdita, difficilmente recuperabile in breve tempo e che ha prodotto un danno economico di decine di milioni di euro per l’intero territorio, è avvenuta sul territorio ravennate, sulla città d’arte e sui suoi lidi: basti pensare che lo scorso anno le presenze hanno segnato  - 69.275. Eppure le città d’arte in Emilia-Romagna crescono, tranne Ravenna. Un po’ meglio vanno gli arrivi: + 3,04% pari a 17.036 turisti. Al di la dei numeri, qui il problema che si ripropone è di decidere una chiara politica turistica per il territorio. Quali i fattori (o le scelte) che hanno portato il nostro turismo a numeri così bassi? Certamente ancora una volta pesano gli scarsi collegamenti di Ravenna con il ‘resto del mondo’, in primis quelli ferroviari, ma anche aerei e stradali. Raggiungere la nostra città per un turista è una corsa ad ostacoli e nulla si fa per agevolarne l’arrivo. Forse ha pesato in questo quadro anche l’assurda introduzione della tassa di soggiorno, a maggior ragione inutile e dannosa proprio perché i proventi (vedi apposito paragrafo) non vengono reinvestiti per il turismo e per i turisti, ma sono indirizzati su capitoli di bilancio che davvero poco hanno a che fare con questo settore economico".

"Forse è ora anche di interrogarsi sull’offerta culturale - Citando l'esempio di Forlì, la mostra ‘Liberty. Uno stile per l’Italia moderna’ ha richiamato ai Musei San Domenico 130 mila visitatori; la mostra di Steve McCurry oltre 75.000 presenze. Non parliamo poi della ‘Ragazza di Vermeer’ a Bologna che ha totalizzato oltre 342 mila visitatori ed anche una mostra poco pubblicizzata come ‘La rosa di fuoco’ al Palazzo dei Diamanti di Ferrara ha chiuso con 50.075 biglietti staccati. Le mostre che sono organizzate a Ravenna non superano mai queste cifre, tutt’altro: ‘L’incanto dell’affresco’ al Mar ha registrato lo scorso anno appena 25 mila visitatori. E poi ci sono i monumenti: nonostante la Basilica di Sant’Apollinare in Classe, secondo i dati del Ministero dei beni risulti al primo posto in Emilia-Romagna tra i monumenti statali più visitati con 156.368 visitatori ed introiti per oltre 324 mila euro (+19%) e il Mausoleo di Teodorico al quinto posto con 65.559 visitatori e introiti per 97 mila euro, c’è ancora poca promozione sui nostri tesori e non è che la cosa si risolve con qualche presentazione in due o tre città europee, una volta all’anno".

Per Confcommercio "serve un piano serio, serve un manager qualificato e competente con una struttura adeguata, serve l’integrazione fra i territori per la realizzazione del distretto turistico, serve un vero e proprio rilancio con un programma e azioni che non possono essere solo a carattere comunale ma regionale, come quello presentato dalla Regione per l’Appennino emiliano-romagnolo e con risorse pari a 700 milioni di euro. Ci auguriamo che la nuova legge regionale sull’ordinamento turistico, da poco approvata, vada incontro a queste esigenze.  Serve probabilmente ritornare anche ad una caratterizzazione dei lidi ravennati: ad ogni lido una sua peculiarità: uno per le famiglie, uno per lo sport, uno per i giovani, uno per il benessere e così via. Diversificare l’offerta significa andare incontro alle esigenze nuove o attuali dei turisti, offrendo loro un ventaglio di possibilità adatto a ogni tipo di età".

Cartelli di benvenuto a Ravenna - "Ravenna non ha ancora maturato la condizione in cui la cultura dell’ospitalità diventa patrimonio diffuso della cittadinanza al pari di altri comuni della regione che del turismo hanno fatto la loro principale fonte di reddito (si veda ad esempio Cervia e Milano Marittima) - attaccano i commercianti -. Per questo motivo occorre rendere tangibile l’accoglienza della città anche mediante semplici strumenti che consentano immediatamente al turista di percepire di essere entrato in un territorio in cui si viene accolti ed in cui si hanno opportunità di visitare beni unici nel mondo. Dal momento che Ravenna è raggiungibile prevalentemente con mezzi  che si muovono su gomma (bus o auto) allora sarebbe opportuno collocare sulle principali arterie stradali di accesso alla città e all’interno della città stessa, cartelli anche in lingua (es. Welcome to Ravenna the city of mosaics ) che accompagnati da una grafica accattivante ritraente i nostri mosaici colpiscano l’attenzione di turisti. Riportiamo di seguito una esemplificazione del cartello".

Partecipazione a fiere di settore  - "Oggi il termine presenze turistiche non è più il solo elemento da tenere presente quando si parla di turismo - continuano gli associati -. Si tratta sicuramente di un fattore importante ma che deve essere sempre più correlato alla reddittività delle imprese. Dire che le presenze hanno tenuto o sono aumentate dello 0,% rispetto all’anno precedente potrebbe rappresentare in realtà una pessima annata in termini di ricavi. Ogni anno, complice la crisi, le richieste tendono a spuntare prezzi concorrenziali e se sommati alle provvigioni dei motori di ricerca turistici la reddittività è sempre più compressa. Per questo motivo è assolutamente opportuno che l’ente pubblico torni a fare promozione del territorio utilizzando parte dei fondi  raccolti con la tassa di soggiorno affinché sia valorizzata l’offerta ricettiva. Questo può avvenire mediante il posizionamento dei portali turistici comunali nel web (anche mediante le adwords) ma ancor più assicurando la presenza alle principali fiere di settore TTG, BIT e anche fiere internazionali. In questo caso è assolutamente necessario che l’amministrazione effettui una calendarizzazione delle fiere e la comunichi agli imprenditori i quali potranno eventualmente programmare la loro presenza per rafforzare lo stand istituzionale".

Vocazione turistica dei lidi - Per Confcommercio "occorre definire la  vocazione di ogni singolo lido e il tipo di sviluppo che si vuole dare a quel territorio. Così facendo gli operatori avranno ben presente gli obiettivi che l’Amministrazione persegue in termini di sviluppo e di abbellimento del lido (anche sotto il profilo dell’arredo e del decoro del medesimo)  e potranno orientare le loro scelte di investimento, tenendo ben presente anche le enormi potenzialità del Parco del Delta".

Momenti di valorizzazione per i giovani talenti - Osserva Confcommercio: "Esistono associazioni e enti che si occupano della divulgazione della musica e che sono condotte abilmente da direttori d’orchestra di fama e in via di rapida affermazione come ad esempio la Marini e la Corelli. Partendo proprio da queste realtà fuori dai monumenti Unesco si potrebbero organizzare piccoli concerti, anche itineranti in cui mediante queste associazioni anche i giovani talenti potrebbero esibirsi. Perché non battezzare un mese della musica in primavera? In questo anche la Diocesi andrebbe coinvolta per verificare la possibilità di collaborazione ed utilizzo di alcuni luoghi di culto per favorire alcuni eventi che dovrebbero nascere dal contributo di tutti sotto il coordinamento degli assessorati al turismo e delle politiche giovanili".

Proposte ed iniziative per la città e per i lidi - "Sempre in chiave di una definizione della strategia turistica ed in un ottica di razionalizzazione della spesa, sarebbe bene definire su quali iniziative puntare e soprattutto come svilupparle per promuoverle anche attraverso i canali più opportuni per renderle fruibili anche da chi potrebbe essere interessato ad un soggiorno in città e sui lidi - continuano -. Meno iniziative spot e una tantum, meglio puntare su eventi che possano diventare un appuntamento ricorrente e che richiamino pubblico anche da lontano. Di questo la città e i lidi hanno bisogno per crescere e ricavare una propria visibilità ed attrattività".

Dante quell’artista ancora sconosciuto - "Ravenna pur avendo avuto la fortuna di avere avuto Dante tra i propri concittadini dopo l’esilio da Firenze non ha mai caratterizzato angoli della città con luoghi del poeta se non la zona Dantesca ove sorge tuttora la sua tomba - riporta Confcommercio -. Sarebbe utile in questo caso e anche di forte richiamo turistico realizzare una sorta di percorso dantesco permanente in città ad esempio evidenziando la casa di Camillo Morigia in angolo tra Piazza Kennedy e Via Rasponi essendo stato l’architetto della sua tomba. Tale casa riporta ancora lo stemma araldico della famiglia (un albero ed una faccia con una benda) e in accordo con la proprietà della medesima potrebbe essere applicata una targa commemorativa.  di notizie sulla sua esperienza ravennate e di conseguenza si potrebbero creare percorsi danteschi nel cuore della città (si pensi, ad esempio, alla collocazione lungo le vie del centro storico della città di bache che con all’interno dei versi ripresi dalla Divina Commedia (sia in lingua italiana che inglese) che troverebbero sicuramente l’approvazione da parte dei numerosi turisti che visitano la nostra città). Questo potrebbe avere un richiamo internazionale visto che vi sono tanti studiosi e associazioni che in città si occupano di lui".

Svincolo alberghiero - "Ormai da molto tempo stiamo proponendo una diversa regolamentazione del vincolo alberghiero, perché tale vincolo rappresenta un limite alla imprenditorialità nel settore - viene osservato -. Nonostante le nostre osservazioni presentate nelle fasi di elaborazione del Rue e del Poc l’atteggiamento dell’Amministrazione è sempre stato negativo e volto a destinare tali aree con un vincolo inamovibile. Nel tempo il settore della ricettività è profondamente cambiato e gli standard qualitativi richiesti dai clienti non sono più paragonabili a quelli di 10 o 20 anni fa. Esistono oggi tutta una serie di imprese alberghiere che faticano a stare sul mercato sia a causa di vincoli strutturali (si pensi ad un hotel in pieno centro storico che non può realizzare nemmeno i presidi di sicurezza e pertanto deve ricorrere a compartimentazioni delle vie di fuga interne)  e che hanno come unica alternativa la chiusura.La nostra proposta era articolata su più livelli affinché la possibilità di svincolo non si traducesse in una fuga dal settore ricettivo. L’ipotesi in campo era la seguente: on la creazione di nuova ricettività si ricavavano quote disponibili in uscita per quelle realtà che, sulla base di parametri oggettivi, non garantivano più una reddittività adeguata all’imprenditore. L’uscita dal mercato delle strutture ricettive non doveva avere come alternativa solo l’uso abitativo, bensì doveva mantenere quote nel settore commerciale, artigianale di servizio (ad esempio un hotel in zona stazione a Ravenna che si voleva dismettere poteva essere trasformato in parcheggio multipiano)".

Migliorie al tessuto urbano ravennate - Confcommercio ritiene "opportuno in sintesi evidenziare alcune migliorie che se realizzate potrebbero dare un positivo contributo alla fruibilità della città. Il porticato di via Guerrini è bloccato a metà del percorso da un manufatto che ne impedisce la completa fruizione obbligando i passanti a uscire dallo stesso in mezzo alla strada e a rientrarvi pochi metri dopo. La rimozione di tale tamponatura posticcia e l’apertura di tutto il porticato ne garantirebbe la completa fruizione e realizzerebbe il collegamento con i portici della zona, unico luogo in cui insistono nella città. Sarebbe anche garantita meglio la sicurezza dei cittadini che non sarebbero più esposti al rischio di essere investiti e si sanerebbe una situazione di degrado essendo il manufatto utilizzato come vespasiano a cielo aperto".

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Recupero di edifici in città - "In città vi sono diversi edifici che potrebbero essere riutilizzati diversamente; ne citiamo uno per tutti, il palazzo ex Ausl di via De Gasperi - viene evidenziato -. Se riconvertito a parcheggio multipiano si sanerebbe un problema cronico della città di Ravenna con un recupero urbanistico di tutto rilievo". Inoltre è necessario "collegare la darsena al resto della città senza che questo diventi un polo a se stante diventa una emergenza per non fare morire il centro storico. Vi sono proposte già elaborate da tempo della nostra Associazione (esempio collegamento testata darsena-stazione mediante sovrapasso attrezzato con blocco commerciale ecc.) che possono essere messe a disposizione di coloro che vorranno approfondire l’argomento".

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