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Un momento della conferenza stampa (foto di Massimo Argnani)

Un momento della conferenza stampa (foto di Massimo Argnani)

Condannata all'ergastolo, l'avvocato: "Daniela innocente, crede nella giustizia"

Poggiali è stata condannata l'11 marzo scorso all'ergastolo con l'accusa di avere ucciso una paziente, la 78enne Rosa Calderoni, iniettandole la mattina dell'8 aprile 2014 una dose letale di potassio cloruro

"Daniela Poggiali crede nella giustizia italiana e continua a professarsi innocente". E' quanto ha dichiarato in una conferenza stampa convocata martedì pomeriggio l'avvocato dell'ex infermiera 43enne dell'ospedale di Lugo, Stefano Dalla Valle. Poggiali è stata condannata l'11 marzo scorso all'ergastolo con l'accusa di avere ucciso una paziente, la 78enne Rosa Calderoni, iniettandole la mattina dell'8 aprile 2014 una dose letale di cloruro di potassio.

LE PRIME GIORNATE DOPO LA SENTENZA - Le prime giornate dopo la sentenza: "Dopo il comprensibile sconcerto ed una notte assolutamente insonne, il sabato mattina ero in carcere da lei. Ha avuto una giornata orribile, poi ha cominciato ad organizzare il suo punto di vista. Lei continua a professarsi innocente. Da 17 mesi si comporta da innocente. E' molta combattiva, non è per nulla arrendevole. Stiamo organizzando quel che si può organizzare dell'appello senza la motivazione; manifesta un'incrollabile fiducia nel sistema giudiziaria italiano, nonostante la Corte d'Assise di Ravenna l'abbia riconosciuta come colpevole".

FOTOGRAFIA - Decisione dura dettata dalla questione delle foto coi defunti, per l'avvocato: "Possiamo e dobbiamo dare il giusto rilievo a quello che sono le fotografie (Daniela con pazienti morti, ndr), che hanno avuto un peso ed una logica determinante. Occorre attendere quanta parte della motivazione viene dedicata a questo aspetto. La spallata potrebbe esser arrivata da quella o quelle fotografie". Leggerezza? "Daniela ha ammesso la situazione, non ne ha percepito la gravità". Per l'avvocato tuttavia restano "foto fatte sotto la pressione di un'altra collega e in un momento. Questo comunque non fa di lei un'assassina".

LE ALTRE INDAGINI PENDENTI - Esistono altri dieci possibili casi imputabili da accertare, morti sospette da approfondire. Per l'avvocato difensore a riguardo "non c'è nulla di nuovo". Spiega: "Il caso non è fermo perchè è stata chiesta la proroga delle indagini preliminari. Il fascicolo ha quasi un anno".

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