Ordine del giudice: confiscati i terreni attorno alla Basilica di Sant'Apollinare

Sulla questione è intervenuto il candidato sindaco del Movimento Civico "Cambierà", Michela Guerra

Il Tribunale del Riesame di Ravenna ha ordinato la confisca di un appezzamento di terreno di 622 metri quadrati, adiacente alla basilica di Sant'Apollinare a Classe, occupato dai nomadi. I beni erano stati sequestrati dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza di Ravenna lo scorso settembre perché vi era sproporzione tra il loro valore ed il reddito dichiarato da una famiglia di nomadi rom di origine bosniaca che si era stanziata a Ravenna da diversi anni, i cui componenti, per i numerosi precedenti penali, sono raggiunti da misure di sicurezza personali. 

Il provvedimento è stato notificato alla Conservatoria dei Registri Immobiliari ed al Pubblico Registro Automobilistico. Gli uffici annoteranno il trasferimento di proprietà dei beni sui pubblici registri. Il Decreto Legislativo 159 del 2011 (Codice Antimafia) prevede infatti che il Tribunale possa disporre una misura di prevenzione patrimoniale collegata alla pericolosità sociale e alla sproporzione tra reddito dichiarato e valore dei beni posseduti. I veicoli ed il terreno, che si trovavano nei pressi della Basilica di Sant’Apollinare in Classe, saranno trasferiti all’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati, diventando quindi patrimonio dello Stato.  

GUERRA - Sulla questione è intervenuto il candidato sindaco del Movimento Civico "Cambierà", Michela Guerra, secondo la quale "servono indagini patrimoniali sui redditi e non ordinanze del sindaco inapplicabili e poco efficaci. Tanto meno servono decaloghi che si arrogano il diritto di proporre “regole di civiltà universali” o sottoscrizione di documenti con i quali si chiede l’impegno a rispettare i principi della nostra Costituzione. Questo è il livello delle proposte emerse da De Pascale e Alberghini. L’accettazione della nostra Costituzione è già prevista dall’ordinamento attuale e la sottoscrizione viene pretesa nel momento in cui si chiede di diventare cittadini italiani. Questioni come queste devono essere risolte impegnando forze ed energie verso la totale integrazione".

"Integrazione significa accettare le regole delle comunità nelle quali si decide di vivere senza voler imporre cultura e stili di vita propri; significa mettere in atto processi sociali e culturali che rendono l’individuo membro di una società. Per fare tutto questo è necessario mettere in atto le strategie politiche utili affinché siano date a tutti le possibilità di integrarsi, ma allo stesso tempo, è fondamentale un controllo severo del rispetto delle norme esistenti nonché una lotta senza quartiere contro ogni forma di violenza e sopraffazione - attacca Guerra -. Partendo da Bruxelles, passando dall’assemblea legislativa regionale fino ad arrivare a noi, i percorsi di inclusione per le comunità rom e sinti sono chiari e ben definiti, si tratta quindi di farli rispettare".

"Le norme vigenti prevedono soluzioni insediative durevoli e dignitose, come le microaree familiari, pubbliche e private, e l’abbandono delle grandi aree di sosta, dove il degrado attecchisce più facilmente - continua -. Altro passo fondamentale è il controllo dei requisiti e le indagini patrimoniali appunto. La Regione è stata poco coraggiosa e sul punto "Cambierà" condivide il pensiero espresso dal Movimento 5 Stelle il quale ha chiesto che chiunque avesse dei carichi penali pendenti non potesse aver accesso a queste aree, così come succede per gli alloggi Erp".

"Le regole educative propugnate da Alberghini e De Pascale dimenticano che alcuni comportamenti sono doverosi non tanto per la nostra tradizione, o per la nostra cultura o per qualche diritto naturale acquisito, ma per la legge - aggiunge -. Allora occupiamoci di farla rispettare questa legge senza inventare assurdi patti o decaloghi che servono soltanto per riempire le pagine dei comunicati stampa da inviare ai giornali. Occupiamoci di spiegare ai cittadini quali sono le possibilità di un sindaco senza raccontare favole e occupiamoci di formare una Polizia Municipale in grado di difendersi e di difendere".

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"Un buon sindaco si deve impegnare affinché si effettui una importante ristrutturazione della Polizia Municipale la quale deve avere i mezzi e le risorse per completare il circuito di protezione, vigilanza e intelligence - conclude -. Criticare senza fornire valide soluzioni, cavalcare la paura e l'incertezza dei tempi, trasformare una problematica politica amministrativa di controllo dell'immigrazione in un problema di scontro di cultura significa abbandonare il cittadino a se' stesso. La politica deve dare risposte non regalare dubbi".

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