Consorzio Bonifica, 29 milioni di metri cubi di acqua distribuiti alle aziende agricole

Sono alla data del 21 luglio, quasi 29 i milioni di metri cubi di acqua prelevati dal Canale Emiliano Romagnolo (Cer) grazie alla rete irrigua gestita dal Consorzio.

Sono una volta ancora in crescita i dati relativi all'attività irrigua del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale. Sono infatti, alla data del 21 luglio, quasi 29 i milioni di metri cubi di acqua prelevati dal Canale Emiliano Romagnolo (Cer) grazie alla rete irrigua gestita dal Consorzio. Dato in deciso aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, che a sua volta aveva fatto registrare un incremento rispetto al 2014. Tutto ciò è conseguenza di estati sempre più calde e secche. L'acqua è distribuita alle aziende agricole del comprensorio di competenza del Consorzio, in questo periodo impegnate principalmente nelle irrigazioni delle colture frutticole estive, viticole e industriali.

«Gli imprenditori agricoli, al cui fianco si conferma come sempre il Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale, - sottolinea il presidente Alberto Asioli - sono impegnati in produzioni fondamentali per la nostra economia e fiore all'occhiello del made in Italy agroalimentare. Made in Italy agroalimentare che, va ricordato, vede a livello nazionale 17 milioni di ettari "gestiti" dai consorzi di bonifica e 3,3 milioni di ettari irrigati, pari al 19,4%. Dobbiamo parlare in questi casi di utilizzo virtuoso di acqua, non di consumo, perché un ettaro irrigato produce mediamente dieci volte in più rispetto a un ettaro non irrigato, come emerso nella conferenza Anbi (l'Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue) del 13 luglio scorso a Roma. Per questo progettiamo e realizziamo nuovi impianti e al contempo ci dedichiamo a una costante manutenzione della rete di distribuzione. L'attività del Consorzio risulta poi fondamentale per l’equilibrio del bilancio idrico del nostro territorio, favorendo una gestione corretta e razionale dell'acqua e contribuendo a limitare gli emungimenti dai fiumi e dalla falda sotterranea. Ribadisco poi una volta ancora - aggiunge il presidente - che l’agricoltura deve rimanere una priorità d’uso dell’acqua, seconda solo al consumo umano. Per questo sarà sempre più importante che si attivino a livello nazionale linee di finanziamento per consentire la realizzazione di nuovi bacini collinari e opere di completamento delle reti di distribuzione irrigua. Si confida, pertanto, che possano essere pubblicati in tempi rapidi i bandi per l’assegnazione dei sussidi previsti dai piani di sviluppo rurale nazionale e regionale.»

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Nel Distretto di pianura, il Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale gestisce una rete di distribuzione irrigua per circa 1.000 chilometri complessivi, costituita per circa la metà da condotte interrate in pressione e per l'altra metà da canali di bonifica a cielo aperto e a uso promiscuo. Nel Distretto montano, invece, l’impegno del Consorzio nel campo della distribuzione delle risorse idriche si concretizza nella progettazione e realizzazione di acquedotti rurali e invasi irrigui collinari aziendali e interaziendali, che servono luoghi dove generalmente non è possibile l’estensione della rete delle aziende idriche. Gli invasi irrigui collinari, in progressiva diffusione nel territorio, rappresentano la più efficace soluzione praticabile per soddisfare le esigenze di approvvigionamento idrico del comparto agricolo collinare, e hanno una capacità che può variare dai 100.000 ai 250.000 metri cubi.

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