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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca

Conti correnti in America e Svizzera, un'evasione da 5 milioni di euro: maxi sequestro a un imprenditore

L'accusa contesta all’imprenditore di aver nascosto al fisco i proventi dell’attività commerciale avviata, trasferendoli in una prima fase su conti correnti intestati a terze persone per poi spostarli su depositi bancari negli Stati Uniti

Nei giorni scorsi, le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Ravenna - tramite la Tenenza di Putignano - hanno eseguito un sequestro preventivo di crediti commerciali per oltre 1,2 milioni di euro relativi alle royalties per l’utilizzo di un marchio di calzature rivendicati davanti al giudice civile da parte di un ravennate imputato in un procedimento penale con l’accusa di gravi reati fiscali.

Il provvedimento di sequestro eseguito trae origine da un’attività di polizia economico-finanziaria condotta, tra il 2015 e il 2017, dal Gruppo della Guardia di Finanza di Ravenna nei confronti di una ditta individuale ravennate operante nel settore del commercio calzaturiero e proprietaria di un marchio affermatosi sul mercato dell’abbigliamento casual. Al termine degli approfondimenti investigativi, coordinati dalla Procura della Repubblica di Ravenna, era stata contestata al titolare un’evasione fiscale per oltre 5 milioni di euro, tra imposte dirette e iva non versate.

L'accusa contesta all’imprenditore di aver nascosto al fisco i proventi dell’attività commerciale avviata, trasferendoli in una prima fase su conti correnti intestati a terze persone per poi spostarli su depositi bancari negli Stati Uniti. Successivamente, con la crescita delle vendite sul mercato internazionale e online, la proprietà del marchio sarebbe stata fittiziamente ceduta a una società svizzera, così da trasferire là estero le ulteriori royalties derivanti dalla concessione a terzi del diritto di utilizzo del brand. Infine, pur di fatto domiciliato a Ravenna, anche il titolare dell’impresa avrebbe fittiziamente spostato in Svizzera la propria residenza, continuando così a operare in Italia in completa evasione d’imposta.

Nel marzo 2018 quindi, su disposizione della Procura della Repubblica, è stato eseguito un primo provvedimento di sequestro di beni che, non trovando capienza sui conti correnti e sul patrimonio intestato all’imprenditore, è stato esteso alla stessa impresa, affidata a un amministratore giudiziario, e al marchio commerciale. Da ultimo la Procura della Repubblica di Ravenna, venuta a conoscenza che l’imprenditore - ora formalmente imputato di omessa dichiarazione dei redditi prodotti in Italia e di occultamento delle scritture contabili - aveva proceduto ad adire il giudice civile chiedendo, sia personalmente che tramite una società anonima di diritto svizzero che sarebbe comunque a lui riconducibile, un decreto ingiuntivo per ottenere il pagamento di crediti commerciali da parte di una società in passato licenziataria del marchio già sa suo tempo sequestrato, per un valore di oltre 1,2 milioni di euro, ha disposto il sequestro cautelare di detti crediti a ristoro delle imposte a suo tempo evase. Il Gruppo di Ravenna, delegato all’esecuzione, ha quindi attivato la Tenenza di Putignano, che ha materialmente apposto il vincolo di destinazione sui crediti in parola a beneficio delle casse statali.

Anche questa attività testimonia l’attenzione riposta dalla Procura della Repubblica di Ravenna e dalla Guardia di Finanza di Ravenna, quale polizia giudiziaria a specializzazione economico finanziaria, nell’aggressione ai beni e alla ricchezza illecitamente accumulati dagli evasori fiscali, monitorando le variazioni patrimoniali degli stessi nel tempo, fino al completo ristoro del danno finanziario all’epoca provocato dalle condotte delittuose poste in essere.

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