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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca

Contributi alle Pro loco, interviene Ancisi: "Il regolamento è chiaro, sbaglia il Comune"

"Se questi adempimenti non sono fatti rispettare, si deve incolpare il Comune e non condannare in mucchio chi li rispetta".

"Le Pro Loco del litorale ravennate avevano ricevuto l’anno scorso la somma totale di 31.500 euro per installare nelle loro località le luminarie e realizzare alcuni eventi natalizi in occasione del “Mare d’Inverno”. Il contributo di quest’anno è stato tagliato in toto pochi giorni fa". Sullo scontro a distanza che ha visto da una parte l'amministrazione de Pascale, dall'altra i presidenti delle Pro loco del litorale, interviene il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi, che propone una disanima dei regolamento.

"Le Pro loco si sono rammaricate di un’accusa rivolta loro dall’interno del consiglio comunale, condivisa con singolare sintonia di argomentazioni dall’assessore al turismo Costantini, sulle rendicontazioni dei contributi ricevuti l’anno scorso, che sarebbero “superficiali e poco dettagliate”, giustificando così la richiesta di un “regolamento” che disciplini “in maniera più decisa e trasparente il metodo di erogazioni di denaro pubblico anche verso le (spesso) intoccabili Pro Loco”. Addirittura “intoccabili”.L’assessore ha fatto immediatamente seguito a tale richiesta annunciando che ci sarà un “nuovo metodo”, secondo cui ogni “progetto dovrà essere illustrato nei dettagli, attraverso un bilancio di previsione che ci dica come verranno spesi i soldi e quali azioni di promozione e comunicazione verranno messe in atto. E la rendicontazione finale dovrà essere, anche quella, molto precisa”. Qui cascano le braccia. 

C’è la legge fondamentale dello Stato sui provvedimenti amministrativi, la 241 del 1990, la quale, all’art. 12: “Provvedimenti attributivi di vantaggi economici”, stabilisce che: “La concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari e l’attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati sono subordinate alla predeterminazione da parte delle amministrazioni procedenti, nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti, dei criteri e delle modalità cui le amministrazioni stesse devono attenersi”. Di qui il regolamento del Comune di Ravenna vigente dal 2002 in attuazione di tale articolo di legge, dove tutto è disciplinato al dettaglio. Le domande devono essere corredate da: “programma delle attività e/o iniziative; relazione contenente tutte le informazioni utili per una completa valutazione delle attività e/o iniziative; preventivo analitico delle spese ed indicazione delle entrate previste e degli eventuali ricavi per la copertura dei costi”; l’erogazione dei fondi (che non devono superare il 50% delle spese) può avvenire solo previo “rendiconto dettagliato e analitico dell’attività e/o iniziativa svolta, con particolare riferimento alle spese sostenute e agli obiettivi e alle finalità raggiunte in base alle previsioni; relazione illustrativa sul suo andamento e sui risultati raggiunti”, ecc. Se questi adempimenti non sono fatti rispettare, si deve incolpare il Comune e non condannare in mucchio chi li rispetta. Anche a causa di ciò, Lista per Ravenna contribuì a denunciare e a far condannare in Tribunale un presidente di Pro Loco, casualmente esponente del PD, che i fondi addirittura li distraeva.

Di più. Il regolamento prevede annualmente all’art. 9 un “Piano dei contributi”, con budget di spesa prefissati per le tutte le attività e l’emissione di un bando pubblico a cui tutte le domande di finanziamento devono concorrere. Da qualche anno (mi pare dal 2009), non viene più fatto, preferendo sindaco e assessori distribuire a valanga, non già solo a pioggia, finanziamenti di ogni genere a loro totale discrezione, anche mascherati da “compartecipazioni”.

Sarò esplicito. Rispettino innanzitutto la legge e il regolamento esistenti, che sono chiarissimi. Se si inventano un regolamento pensando di aggirarli, si sbagliano di grosso. Se ciò rappresenta, anche in questa occasione, come la giunta De Pascale “cambierà passo”, sarà perfino facile mettere insieme un dossier perché ci guardi chi deve far rispettare gli ordinamenti della Repubblica e i conti della spesa pubblica".

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