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Coronavirus, al via i controlli al porto: ai camionisti si misura la febbre

Il protocollo prevede che ai trasportatori vengano misurate la temperatura e l'ossigeno nel sangue tramite saturimetro

In relazione all’attuale stato di emergenza sanitaria, determinato dalla diffusione del Coronavirus, è stata sottoposta all’attenzione del Centro Coordinamento Soccorsi, costituito presso la Prefettura, la particolare situazione dell’area industriale e portuale di Ravenna, dove la consistente presenza di importanti aziende operanti in diversi settori, con attività consentite secondo le recenti misure sul comparto produttivo, comporta inevitabilmente un notevole flusso di mezzi pesanti adibiti al trasporto merci, in buona parte provenienti da Paesi esteri. Tale transito comporta di conseguenza l’accesso, in quelle aree, di un numero consistente di conducenti addetti all’autotrasporto e determina, in considerazione anche della presenza in loco di altri lavoratori, condizioni tali da rendere opportuna l’adozione di misure ulteriori, oltre al rispetto delle misure precauzionali previste sull’intero territorio nazionale e finalizzate a contenere il rischio di contagio da Coronavirus.

Si è ritenuto opportuno predisporre due presidi (in via Baiona e nell'area del Porto San Vitale), con il compito di rilevare la temperatura del corpo ai conducenti e agli eventuali accompagnatori, al fine di individuare l’eventuale presenza di soggetti con sintomatologia sospetta. Il protocollo prevede che ai trasportatori vengano misurate la temperatura e l'ossigeno nel sangue tramite saturimetro; chi risultasse avere qualche sintomo (nessuno mercoledì mattina), verrebbe raggiunto da una squadra apposita che controlla lo stato di salute della persona e, se si teme possa essere positivo al Coronavirus, verrebbe predisposto il trasferimento in una struttura ricettiva del ravennate appositamente predisposta. Alcune aziende in area portuale, come la Marcegaglia, hanno già iniziato privatamente a svolgere controlli all'accesso della propria ditta.

Le operazioni di rilevamento della temperatura interesseranno tutti i soggetti a bordo dei mezzi di trasporto in entrata, salvo procedere a campione - su indicazione degli operatori di Polizia presenti – qualora si venga a formare un considerevole rallentamento del flusso. L’iniziativa vede coinvolti il Comune di Ravenna, la Prefettura-Utg, l’Agenzia Regionale per la Sicurezza Territoriale di Protezione Civile, la Ausl Romagna, l’Ordine dei Medici di Ravenna, nonché il Coordinamento Provinciale delle associazioni di volontariato e gli operatori sanitari della Croce Rossa e di Anpas. Il presidio dei punti verrà assicurato da agenti della Polizia locale di Ravenna, mentre l’azione degli operatori sanitari verrà coadiuvata in remoto da alcuni medici (individuati dalla Ausl di intesa con l’Ordine Provinciale dei Medici) i quali, a titolo volontario, assicureranno il necessario sostegno professionale per una migliore valutazione delle casistiche che dovessero presentarsi nel corso dei controlli.

Gli adempimenti degli operatori e dei medici volontari sono stati riportati in apposita direttiva operativa, diramata dalla Prefettura sulla base delle intese assunte in sede di Centro Coordinamento Soccorsi. Il progetto è stato avviato grazie alla disponibilità e al qualificato apporto professionale, attestato in questa fase preliminare, dei dirigenti della Ausl, del presidente dell’Ordine dei Medici, nonché del personale volontario, sia sanitario che della protezione civile. A tutti loro il Prefetto e il sindaco di Ravenna rivolgono sentimenti di gratitudine e di apprezzamento per il contributo fornito e per la preziosa opera che verrà assicurata, sicuramente con la consueta dedizione, nel prosieguo dell’iniziativa.

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