Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Dall'attacco di appendicite al colloquio "alcolico": le scuse più assurde nei controlli 'anticoronavirus'

In Romagna non mancano le scuse improbabili per aggirare le norme anticontagio. C'è chi fa chilometri per gettare la spazzatura e chi, ubriaco, spiega di stare andando a un colloquio di lavoro

Nonostante i rigidi controlli e le sanzioni per chi viola l'obbligo di uscire senza un valido motivo, sono tante le persone fermate e denunciate durante i controlli delle forze dell'ordine per far rispettare le ordinanze "anticoronavirus". Va ricordato, infatti, che gli spostamenti sono consentiti esclusivamente per motivi lavorativi, per motivi sanitari e per altre necessità come fare la spesa o andare in famacia.

Tante persone fermate nei controlli non riescono a fornire delle motivazioni valide, tra quelle indicate dal decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e ci sono anche quelli che si scaldano e reagiscono malamente. Ma c'è anche chi, per superare il divieto, si appella a ragioni davvero particolari. Sono diverse, infatti, le scuse assurde che le forze dell'ordine hanno ascoltato durante il servizio di controllo mirato a far rispettare le norme anticontagio.

Era alla guida della sua auto lungo la via Ravegnana in direzione Ravenna un forlivese di 53 anni, quando è stato fermato dalla polizia per i dovuti controlli. L'uomo ha detto di essere diretto a un colloquio di lavoro, ma gli immediati accertamenti hanno smascherato la sua falsa scusa e successivamente l'alcooltest lo ha trovato in stato di ebrezza.

E' stato trovato nel riminese, a Sant'Agata Feltria, un 72enne di Ravenna che ha spiegato di "essersi recato in macelleria" (risultata tra l'altro chiusa). Fermata mentre circolava su viale Mazzini a Cesenatico, una donna si è invece giustificata spiegando agli agenti che era uscita per portare cibo ai gatti randagi. Una motivazione che non è bastata a evitarle la denuncia.

Le sigarette sono decisamente una delle scuse più sfruttate, ma spesso dietro questo appiglio si nasconde una falsa testimonianza piuttosto traballante. E' quello che è accaduto a un giovane forlivese che, fermato per due volte nella stessa giornata, ha affermato di andare al tabacchi. Peccato che le due pattuglie lo abbiano trovato in due diverse zone della città, sempre lontano dal suo domicilio, e che nel secondo caso il giovane sia stato sorpreso insieme a un amico anche lui sprovvisto di una valida ragione.

Sempre a Forlì c'è chi si reca a far la spesa a chilometri di distanza e chi per scacciare la noia si reca a cena da un amico, mentre lungo l'A14 sono stati fermati e denunciati tre stranieri ubriachi che hanno affermato di viaggiare da Brescia a Civitanova Marche per far visita allo zio ammalato di Coronavirus. E ancora a Forlì c'è un uomo che in un assolata mattinata ha spiegato alle forze dell'ordine di dover andare dalle suore per ritirare una bici che gli era stata regalata.

Anche a Rimini gli agenti sono stati molto impegnati con i controlli e costretti ad ascoltare scuse insostenibili. Come il gruppo di amici che, sorpreso in auto, ha dichiarato di andare a far la spesa scegliendo, però, il supermercato più lontano da casa, due trentenni albanesi che hanno affermato di essere all'oscuro di questi provvedimenti; e una coppietta che, fermata lungo la circonvallazione Occidentale, ha candidamente ammesso di essere stata prima al centro commerciale, per poi andare a casa di amici per una cena tutti assieme. Un'altra "vittima del fumo": in viale Tiberio si aggirava un giovane che ha spiegato di essere in cerca di un tabaccaio ma, innervosito dal controllo, ha estratto di tasca un pacchetto di sigarette accendendosene una di fronte agli agenti.

Cercavano un tabaccaio aperto anche altri due giovani fermati in viale regina Margherita che, però, hanno affermato di voler acquistare un mazzo di carte da gioco, mentre un 28enne egiziano era giunto a Rimini da Milano perché stanco di rimanere chiuso nel capoluogo lombardo e venuto al mare per "controllare la situazione in Riviera". Ci sono anche quelli che raccontano particolari disavventure: come un 50enne trovato mentre vagava a piedi nei pressi di Santa Maria in Cerreto che ha spiegato alla pattuglia di controllo di essere stato abbandonato in mezzo alla strada dopo un litigio con l'amica.

Una giovane coppia è stata sorpresa in viale principe Amedeo a Rimini poco prima dello scoccare della mezzanotte. Alla richiesta di una spiegazione i due hanno detto di essere diretti in farmacia per acquistare i profilattici. Invece un 54enne di Sansepolcro, fermato a Ponte Messa di Pennabilli ha fatto sapere ai Carabinieri di essere incuriosito dallo stato dei lavori del cantiere tra i comuni di Pennabilli e Sant'Agata.

Poteva essere valida la motivazione del brasiliano residente a Forlì che ha affermato di aver accompagnato l'amico di Cattolica al pronto soccorso per un attacco di appendicite, se dai controlli non fosse emerso che i due non erano stati in nessun ospedale della zona. La carrellata di scuse creative si conclude con un 69enne di Forlì che, uscito di casa per "gettare la spazzatura", è stato trovato dagli agenti di polizia sul lungomare riminese: un po' lontano per smaltire i rifiuti.

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