rotate-mobile
Cronaca Faenza / Via Giulio Cesare Tonducci, 15

A Faenza un convegno per valorizzare i borghi storici: “Sono un volano economico per i territori”

Il Sindaco di Faenza: "I borghi storici sono oggi la contemporaneità, la centralità si sposta ora in provincia. Il PNRR ci permetterà di realizzare ciò di cui c’è bisogno: non solo le mura, ma anche contenuti e pensieri"

A Palazzo Milzetti di Faenza giovedì si è tenuto il convegno dal titolo "Tutela e Valorizzazione dei Borghi Storici”, organizzato da ADSI - Associazione Dimore Storiche Italiane sezione Emilia Romagna in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. "Quello di ieri (giovedì, ndr) - ha commentato Massimo Isola, sindaco di Faenza - è un convegno importante su un tema chiave della nostra vita amministrativa. Stiamo facendo un bel percorso per la presa in cura dei nostri beni e per il loro sviluppo. I borghi storici sono oggi la contemporaneità, la trasformazione del mondo degli ultimi 3 anni ce lo insegna. La centralità si sposta ora in provincia. Il PNRR ci permetterà, se saremo in grado di utilizzare i fondi, di realizzare ciò di cui c’è bisogno: non solo le mura, ma anche contenuti e pensieri. L’unione dei Comuni è un tema fondamentale per lo sviluppo dei territori. Per molte realtà sono l’unica opportunità per accedere ai fondi europei”.

Secondo quanto comunica Adsi, il 26% delle dimore storiche si trova in comuni al di sotto dei 5 mila abitanti. Sono un grande museo diffuso e volàno di turismo, artigianato, agroalimentare dei territori. “Affrontiamo un tema molto sentito - aggiunge Beatrice Fontaine, presidente Associazione Dimore Storiche Italiane, Sezione Emilia Romagna - non solo dai proprietari di dimore storiche, ma dalla comunità tutta. Il settore necessita di ulteriore attenzione da parte delle istituzioni, in termini di investimenti e agevolazioni burocratiche, economiche e fiscali”.

Uno dei numerosi problemi che il settore deve affrontare è quello della mancanza di figure professionali, sempre più difficili da reperire. “Da anni - commenta Giacomo di Thiene, presidente Nazionale Associazione Dimore Storiche Italiane - non si trovano restauratori, mancano le scuole per formarli, manca la progettazione a medio-lungo termine. E quindi li dobbiamo importare. Altra sfida è quella del caro bollette: dobbiamo stimolare la ricerca e trovare una soluzione al problema, dialogando anche con l’Italia e l’Europa”. Il settore del restauro vale l’1,2% dell’occupazione italiana, secondo Adsi.

“Dobbiamo finanziare il patrimonio artistico italiano - specifica di Thiene - non solo il settore dell’auto o degli elettrodomestici. La differenza è che noi non delocalizziamo, ma creiamo valore sul territorio. Le Soprintendenze devono essere al centro per la ripartenza del settore, da protagoniste. Abbiamo chiesto una conferenza di servizi quando ci sono più enti coinvolti in un progetto per velocizzare i tempi. Oppure serve maggiore elasticità nelle norme, ferme all’inizio del secolo scorso”.

Gli incontri prossimamente coinvolgeranno 4 regioni e 5 soprintendenze per stimolare il dialogo tra le varie realtà. “Gli edifici dei borghi storici hanno un grande valore storico e culturale, sono musei diffusi, ma occorre farli vivere - aggiunge Federica Gonzato, soprintendente SABAP per le province di Ravenna, Forlì- Cesena, Rimini. “Se questi edifici sono aperti al pubblico dobbiamo lavorare per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Le Soprintendenze nel 85% dei casi rispondono all’interno delle tempistiche. Noi ci siamo, dobbiamo avvicinarci, affrontando insieme i problemi. Oggi sarà un punto di partenza di un cammino che faremo insieme”.

Il convegno ha poi ospitato gli interventi di Davide Indelicato e Barbara Marangoni della Soprintendenza SABAP per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, Giovanna Parmigiani della Giunta nazionale Confagricoltura, Massimiliano Casavecchia, Vice Presidente Ance Romagna. "I borghi - spiega Giorgio Spaziani Testa, presidente nazionale Confedilizia - sono luoghi nei quali convivono edifici di interesse storico artistico e immobili ‘ordinari’, con la conseguenza, a mio avviso, della necessità di prevedere politiche che mirino a rivitalizzare questi centri nella loro interezza. La soluzione è quella di un sistema di incentivi fiscali per interventi edilizi equilibrato e stabile, dopo l’esperienza del superbonus e dei precedenti incentivi a termine, nonché di misure di detassazione, anche temporanee, riguardo all’imposizione sia patrimoniale (Imu) che reddituale (cedolare secca sugli affitti)”.

Rita Rava, presidente Ordine Architetti Provincia di Ravenna, ha invece auspicato: “la ricerca di idee per il recupero e la salvaguardia dei borghi. Ciò avrà successo se si condivideranno gli obiettivi con il territorio che li ospita e si svilupperanno i processi socio culturali che li potranno sostenere e sviluppare. Nella visione di sviluppo del recupero dei beni storici andrebbero superate le contraddizioni che si incontrano nell’applicazioni delle norme e che devono far parte anch’esse di un processo di conoscenza, di appropriazione e di condivisione fra i diversi soggetti coinvolti”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

A Faenza un convegno per valorizzare i borghi storici: “Sono un volano economico per i territori”

RavennaToday è in caricamento