Cronaca

Carradori (Ausl): "Dovremo abituarci ai richiami. I sanitari 'no vax'? Circa 500, rischiano la sospensione"

Il direttore generale di Ausl Romagna: "Chiederemo la collaborazione dei medici di base per gli over 60 non vaccinati, mentre gli operatori sanitari non immunizzati sono poco più di 500"

L'emergenza pandemica torna a dare respiro alle strutture e al personale ospedaliero, ma rimangono comunque alcuni dubbi sul futuro della lotta al Coronavirus. Mentre sono in molti a temere le incognite legate alle varianti del virus, il direttore generale di Ausl Romagna Tiziano Carradori esprime ottimismo sulla condizione attuale. "Siamo in una situazione totalmente diversa dalla scorsa estate - afferma Carradori a margine della presentazione del nuovo direttore di Chirurgia Generale di Ravenna e del Responsabile della Direzione Infermieristica della Romagna - Abbiamo una buona copertura della popolazione grazie ai vaccini". 

Parlando in particolare della popolazione over 60, il direttore di Ausl Romagna precisa che i non vaccinati in tutta l'area romagnola corrispondono a circa il 14%. "Aspettiamo le nuove forniture di vaccini - prosegue Carradori - attualmente siamo costretti a marciare alla metà della nostra capacità, pensavamo di essere già alla conclusione della campagna vaccinale. Però guardiamo alla situazione con positività, coprendo la fetta di popolazione più fragile possiamo rivolgerci agli altri". Riferendosi poi ai cittadini over 60 non vaccinati Carradori aggiunge: "Chiederemo ancora la collaborazione dei medici di base. Inoltreremo loro i nomi degli assistiti che non hanno ancora fatto il vaccino. Se possibile, renderemo disponibile il vaccino che preferiscono". 

Per quanto riguarda poi gli operatori sanitari, il direttore di Ausl Romagna fa sapere che su un numero totale di oltre 16mila professionisti, sono poco più di 500 coloro che non hanno ancora effettuato il vaccino. Per coloro che, in seguito ai dovuti solleciti, dovessero comunque rifiutare il vaccino anti-Covid, la pena massima prevista è quella della sospensione dal servizio senza stipendio. "Quello di immunizzarsi per gli operatori sanitari - sottolinea Carradori - è prima di tutto un dovere deontologico, prima ancora che un obbligo di legge".

Una considerazione finale va invece all'attuale circolazione del virus e delle temute varianti, a cominciare dalla Delta. "Dovremo fare i conti con le varianti - ammette Carradori - Metà della popolazione mondiale non riceverà mai il vaccino e quindi il virus per sopravvivere continuerà a mutare, perciò le future varianti sono una certezza. Sono convinto che ci dovremo abituare in futuro a fare dei richiami, un po' come accade per l'influenza".

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