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Coronavirus, 32 nuovi casi e due decessi nel ravennate

Calano le persone ricoverate in terapia intensiva e aumentano quelle curate a casa per i sintomi lievi

Sono 32 i nuovi contagiati dal coronavirus nella ultime 24 ore nel ravennate. Secondo i dati di oggi, il numero complessivo dei malati arriva a 688 anche se si devono registrare 2 nuovi decessi. Rispetto alle 32 positività comunicate sabato per il territorio del Ravennate, 15 fanno riferimento a donne e 17 a uomini. Una persona è residente fuori provincia. Ventisette pazienti sono in isolamento domiciliare poichè completamente privi di sintomi (in 4 casi) o con sintomi leggeri, gli altri 5 sono ricoverati, nessuno in terapia intensiva. Sul fronte epidemiologico, si tratta principalmente di pazienti che hanno avuto contatti stretti con casi già accertati. Oggi si sono purtroppo registrati i decessi di due pazienti di sesso femminile, una di appena 38 anni e una di 88 anni, entrambe affette da patologie pregresse molto gravi. Sono 557 le persone in quarantena e sorveglianza attiva in quanto contatti stretti con casi positivi o rientrate in Italia dall'estero. In quattro giorni sono stati infine, effettuati 81 tamponi tramite "drive through".

Complessivamente i casi sono dunque 688, confermati alle 12 del 4 aprile, così distribuiti per Comune: 35 residenti al di fuori della provincia di Ravenna, 307 Ravenna, 105 Faenza, 46 Cervia, 48 Lugo, 19 Russi, 17 Alfonsine, 25 Bagnacavallo, 19 Castelbolognese, 9 Conselice, 9 Massa Lombarda, 3 Sant’agata Santerno, 14 Cotignola, 8 Riolo Terme, 12 Fusignano, 5 Solarolo, 5 Brisighella e 2 Casola Valsenio.

Il trend positivo negli ospedali

Nel corso del bilancio quotidiano della Regione, il commissario ad acta Sergio Venturi ha individuato degli elementi positivi nei numeri sull'andamento del contagio in Emilia-Romagna. Per Venturi, ci sono 6 ricoverati in meno di venerdì in terapia intensiva: “E' il numero più alto di posti che si liberano dall'inizio dell'epidemia, sono letti che diventano disponibili, così come i letti Covid negli altri reparti che ce ne sono 56 in più liberi, questo significa che nel saldo tra i dimessi e i ricoverati recuperiamo 56 letti liberi, è un dato molto positivo”. E sull'isolamento a casa aggiunge: “Chiediamo alla popolazione di resistere ancora qualche settimana, lo dobbiamo agli operatori sanitari che non si prendono un secondo di riposo e come dovere civile perché tutti possiamo aver bisogno di un posto in ospedale. Inoltre se tornasse a divampare l'epidemia, non avremmo neanche un diritto, di avere un luogo dove curarci. Ci siamo andati vicini venti giorni fa”. 

Così in Emilia-Romagna

A livello regionale sono 16.540 casi di positività al Coronavirus in Emilia-Romagna, 608 in più rispetto a ieri; 67.075 i test effettuati, 3.393 in più. Questi i dati - accertati alle ore 12 di oggi, sabato 4 aprile, sulla base delle richieste istituzionali - relativi all’andamento dell’epidemia in regione. Complessivamente, sono 7.166 le persone in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (214 in più rispetto a ieri); quelle ricoverate in terapia intensiva sono 358, 6 in meno. E si sono registrati 56 ricoverati in meno anche nei reparti non di terapia intensiva (3.859 oggi rispetto ai 3.915 che si contavano ieri). I decessi sono purtroppo passati da 1.902 a 1.977: 75 in più, quindi, di cui 51 uomini e 24 donne.

Continuano, nel frattempo, a salire le guarigioni, che raggiungono quota 2.040 (188 in più rispetto a ieri), 1.352 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione; 688 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi. Per quanto riguarda i decessi, per la maggior parte sono in corso approfondimenti per verificare se fossero presenti patologie pregresse. I nuovi decessi riguardano 12 residenti nella provincia di Piacenza, 25 in quella di Parma, 15 in quella di Reggio Emilia, 6 in quella di Modena, 10 in quella di Bologna (nessuno in territorio imolese), 1 in quella di Ferrara, 2 nella provincia di Ravenna, 1 nella provincia di Forlì-Cesena (nessuno nel forlivese), 2 in quella di Rimini. Un decesso si riferisce a un residente fuori regione.

Questi i casi di positività sul territorio, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: Piacenza 2.842 (31 in più rispetto a ieri), Parma 2.201 (118 in più), Reggio Emilia 2.908 (108 in più), Modena 2.551 (53 in più), Bologna 2.127 (86 in più), Imola 302 (4 in più), Ferrara 474 (106 in più), Ravenna 688 (32 in più), Forlì-Cesena 924 (di cui 485 a Forlì, 38 in più rispetto a ieri, e 439 a Cesena, 20 in più), Rimini 1.523 (12 in più).

Da Piacenza a Rimini prosegue il lavoro all’interno della rete ospedaliera per attuare il piano di rafforzamento dei posti letto messo a punto dalla Regione. Realizzata la riconversione di risorse in posti letto ordinari in posti letto di terapia intensiva. Questo sta avvenendo sia in Romagna che a Parma. Da segnalare 13 posti letto attivati presso il Centro cardinal Ferrari di Fontanellato (Pr), indirizzati soprattutto a pazienti in uscita dalla terapia intensiva. Quindi i posti letto oggi sono complessivamente 5.074 di oggi, tra ordinari (4.505) e di terapia intensiva (569, +9).

A Cervia

Questa la Dichiarazione del Sindaco di Cervia Massimo Medri: “Sono quattro i nuovi casi di Coronavirus oggi a Cervia, è quello che ci ha comunicato questo pomeriggio l’Ausl Romagna. Si tratta di tre uomini di cui un 18enne, un 54enne e un minorenne e di una donna di 52 anni, tutti residenti nel territorio cervese e collegati a vari casi già accertati. L’Azienda Sanitaria come ormai consuetudine ha subito messo in atto le procedure e l’indagine epidemiologica, come da prassi.  A livello della Provincia di Ravenna sono ben 32 i casi comunicatici in data odierna. Le persone giudicate clinicamente guarire a Cervia restano 8, mentre i casi totali salgono a 46 accertati. Torno nuovamente a ribadire quanto sia fondamentale restare a casa, so che è un grande sforzo quello che vi stiamo chiedendo, ma lo facciamo per il bene dell’intera comunità. Questo virus si può sconfiggere solo così, restando a casa, e diminuendo i contatti, in questo modo potremo tornare progressivamente ad una vita fuori dalla nostra abitazione e a riaprire le attività. Ognuno di noi può e deve fare la sua parte.”

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