Mercoledì, 19 Maggio 2021
Cronaca

Coronavirus, la coordinatrice dell'Ausl per l'emergenza: "Al telefono tanti dubbi, ma non ansia. Non preoccupatevi"

La corsa ai supermercati è stato panico ingiustificato, ma ora le reazioni sembrano più razionali. La direttrice di Ausl Romagna Raffaella Angelini fa il punto sull'andamento del contagio

In tutta Italia si lavora per rintracciare nuovi casi di Coronavirus e riuscire definitivamente a isolare la malattia. Un'impresa senza sosta che impegna medici e infermieri di tutto il Paese e anche i laboratori romagnoli sono costantemente all'opera. L'impegno più grande è proprio quello della ricerca di nuovi casi, così da rintracciare eventuali nuovi focolai e arrestare il contagio. Ad analizzare la situazione attuale nelle province romagnole è Raffaella Angelini, direttrice del Dipartimento di Sanità pubblica dell'Ausl Romagna. Ad Angelini il compito di coordinare le misure per il contenimento del contagio. Il suo dipartimento ha contatti con le richieste dei cittadini.

Come evolve la reazione dei romagnoli di fronte al virus? C'è ancora panico o è subentrata una maggiore razionalità?

"Gli indicatori di razionalità sono difficili da individuare. Certo, la corsa ai supermercati priva di senso che c'è stata nei giorni scorsi era uno di questi indicatori e ha mostrato una reazione del tutto ingiustificata. D'altra parte riceviamo anche tante telefonate, ma non ho avuto la percezione di gente che telefona in preda al panico. Per lo più chiamano per chiarire alcuni dubbi, spesso si tratta di persone che si erano recate nelle zone rosse o sono state in contatto con persone che venivano dai focolai. Però non ho avuto la percezione di vere ansie. Complessivamente ci sono dei segnali: c'è meno gente al Pronto Soccorso per paura di infettarsi. Qui si tratta di una reazione razionale e anche corretta. La confusione certo è molta, perchè la diffusione del focolaio, le ordinanze regionali e i telegiornali che occupano l'ottanta per cento del loro spazio per parlare di Coronavirus hanno generato del caos. Quello che rispondo è: non preoccupatevi. Al telefono cerchiamo sempre di tranquilizzare le persone e dare informazioni relative ai loro dubbi. E' una malattia a cui si deve prestare attenzione, ma con sintomi simil-influenzali".

Come valuta l'aumento dei casi? 

"La norma per una malattia nuova è relativa. Noi cerchiamo attivamente i casi, controllando le persone "vicine" a chi ravvisa i sintomi del virus. I casi per ora trovati sono di contagio, non di malattia. L'aumento c'è stato, ma questo accade perché siamo costantemente alla ricerca. Insomma, si può stare tranquilli. Tutto è collegato ai focolai già noti".

Riferendoci al caso di Rimini si può parlare di focolai emiliano-romagnoli?

"Il caso di Rimini è attualmente sotto indagine per accertarne l'origine".

Perchè certe province, come Ravenna o Forlì-Cesena, sono indenni fino ad ora? Si tratta solo di casualità?

"Motivazioni attualmente non le so trovare, direi che per ora si tratta di un fattore casuale. La misura di controllo più efficace è l'isolamento dei casi accertati, seguito da un meccanismo d'indagine volto a trovare l'origine del contagio. Ma anche se ci fossero dei casi in queste province sarebbe presto per parlare di nuovi focolai".

Cosa ci dobbiamo aspettare per il futuro con questi andamenti?

"Speriamo che la mitigazione delle temperature possa migliorare la situazione, visto che il Coronavirus si muove in maniera simile agli altri virus influenzali e quindi l'arrivo del caldo potrebbe aiutare a contenerne la diffusione".

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