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Coronavirus, distanza 'anticontagio' nei locali: "Impossibile applicarla, ennesima follia"

A parlare è Mirko De Carli, coordinatore alta Italia del Popolo della famiglia: "È assurdo e quasi offensivo il contenuto delle disposizioni predisposte per i locali pubblici dal governo"

"Come si può pensare di chiedere a esercizi commerciali come bar e ristoranti di servire solo ai tavoli con almeno un metro di distanza Manca un minimo senso di realismo a chi ci governa". A parlare è Mirko De Carli, coordinatore alta Italia del Popolo della famiglia: "È assurdo e quasi offensivo il contenuto delle disposizioni predisposte per i locali pubblici dal governo e in vigore da lunedì. Come si può pensare che un locale possa applicare una disposizione dove si chiede di servire solo ai tavoli con una distanza minima tra persone di un metro? Manca senso di realismo e di rispetto per chi lavora che viene messo sistematicamente in croce: le nostre attività produttive, già in enorme difficoltà dalla strategia totalmente sbagliata con cui si è gestita l’emergenza Coronavirus, vanno tutelate, non ulteriormente danneggiate".

"Servirebbe invece - continua De Carli -, per questo periodo di quarantena obbligatoria, la cancellazione del pagamento delle imposte dovute e provvedere a finanziare, con fondi pubblici mirati, il riposizionamento sul mercato nazionale ed europeo di tante attività che rischiano la chiusura dopo l’adozione di scellerati protocolli di prevenzione governativa. L’invito che mi sento di rivolgere è quello di rispettare con intelligenza e meticolosità le prescrizione indicate dal personale sanitario, creando di mantenere i propri stili di vita: non facciamo morire le nostre piccole e medie imprese a conduzione familiare".

"Complessa è la parte relativa alle disposizioni per bar, ristoranti e attività commerciali con le quali si chiede di mettere nelle condizioni di rispettare la distanza di un metro fra gli avventori, ma siamo certi che ognuno farà del proprio meglio per uniformarsi alle disposizioni che abbiamo ricevuto - spiega invece Monica Ciarapica, presidente provinciale di Confesercenti - Le imprese hanno un grande bisogno di tornare alla normalità e questo sentimento è comune a tutti i cittadini".

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