Cronaca

Coronavirus, "in Romagna il coefficente di contagio R con zero è inferiore a uno"

Quando vale 1 significa che una persona infettata la trasmette ad un'altra, se è sotto non basta invece una sola persona per trasmettere il virus

In Emilia-Romagna "il coefficente 'R con zero' (R0, il parametro che misura la potenziale trasmissibilità di una malattia infettiva, ndr) oggi e sotto l'1. Quando vale 1 significa che una persona infettata la trasmette ad un'altra, se è sotto non basta invece una sola persona per trasmettere il virus. Più basso è R0 e prima finisce la malattia". E' quanto ha detto il commissario regionale ad acta per l'emergenza Coronavirus in Emilia-Romagna Sergio Venturi durante la conferenza stampa di giovedì. "Il fatto che continuiamo a ridurre i pazienti attivi - ha aggiunto Venturi - è una grande testimonianza. Quando saremo allo zero suoneremo le campane. Queste sono le migliori notizie che possiamo dare e ce le diamo da 10 giorni, tra alti e bassi".

Crollate le chiamate per le ambulanze

"In termini di attività di ambulanze che trasportano pazienti Covid, mercoledì abbiamo avuto 16 chiamate su Piacenza - continua Venturi - Per avere lo stesso numero dobbiamo tornare alla metà di febbraio. Il picco più alto, a Piacenza, era stato di 157 chiamate, 10 volte il numero registrato mercoledì. A Parma, invece, mercoledì ci sono state 33 chiamate, il 20 marzo erano state 157. Questa è una fotografia più significativa rispetto ai nuovi infettati. Pensate che situazione hanno dovuto affrontare a Piacenza, ma anche nelle altre città più colpite".

Più test in arrivo

Quanto ai test sierologici, "credo che fra 10-15 giorni ci saranno già strumenti e un certo numero di test commerciali che possiamo autorizzare - ha precisato Venturi - e quando saranno approvati i laboratori potranno offrirli ai singoli cittadini. Quindi non lo escludo, penso succederà prima di quello che si immagina. Sarà fattibile per tutti i cittadini, ovviamente a loro carico. Non vogliamo impedire a tutti i costi di farlo, anzi. Ma prima li facciamo alle categorie più a rischio". Ad ogni modo, ha ricordato Venturi, "i test devono essere valutati e validati dalla nostra rete di laboratori, poi a questo punto la Regione ne autorizza l'utilizzo".

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