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Coronavirus, il sindaco chiede un tavolo nazionale per i danni causati al turismo

Le ripercussioni del coronavirus sull'economia locale sono "pesanti" e infatti, da Ravenna e' partita una richiesta tavolo nazionale, assieme alla Regione

Le ripercussioni del coronavirus sull'economia locale sono "pesanti" e infatti, da Ravenna e' partita una richiesta tavolo nazionale, assieme alla Regione, di aprire una "riflessione per il sostegno alle attivita' economiche". Il sindaco di Ravenna Michele De Pascale aggiorna, martedì pomeriggio in Consiglio comunale, rispondendo anche ad alcuni question time della Lega e della Pigna sul coronavirus. Mercoledì, annuncia il sindaco, l'assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini, incontrera' in merito tutti gli amministratori della costa. "Non si devono diffondere paura e allarmismo sulle caratteristiche del virus. Ha una mortalita' e una contagiosita' piu' elevate dell'influenza e dunque potrebbe intasare il sistema sanitario". Insomma, tira le somme De Pascale, "siamo pronti a tutti gli scenari", ma di certo occorre "evitare tassativamente iniziative sporadiche di singoli Comuni e territori. Servono misure coerenti". E, suggerisce, "il dibattito politico proviamo a farlo alla termine dell'emergenza. Per trasmettere senso di serieta' e fiducia, soprattutto nei medici. Nel dibattito nazionale parlano troppi politici e pochi medici". Intanto, ricorda il sindaco, "tutti i casi regionali, ad eccezione dell'ultimo, il primo in Romagna, per cui sono in corso le analisi epidemiologiche, dipendono direttamente dal focolaio di Codogno" Concentrandosi sul caso registrato a Rimini, un uomo che ha trascorso un periodo all'estero, in Romania, per il quale "i motivi per avere contratto la malattia possono essere diversi". E le analisi sono in corso.

È stato disposto, aggiunge "l'isolamento suo e delle persone venute a contatto che man mano saranno identificate". L'uomo si e' infatti rivolto al Pronto soccorso di Cattolica, dove gli e' stato diagnosticato il virus, ed e' stato poi trasferito all'Infermi di Rimini. Si studia, prosegue il primo cittadino, "per capire se il contagio sia da un caso conosciuto o da una filiera completamente autonoma". Nel secondo caso l'analisi sarebbe "piu' complessa" e sarebbero "giustificabili misure ulteriori, come quelli della Lombardia". Mentre se nei prossimi giorni non se ne verificano la provincia ravennate potrebbe ammorbidire alcune misure. Nel territorio comunale e provinciale, infatti, non sono segnalati casi e se si riscontrassero, ribadisce De Pascale, "c'e' una base forte da cui partire". Le misure di prevenzione messe in campo sono "estremamente precauzionali", improntate a "prudenza e prevenzione, razionalita' e consapevolezza". Riguardano le scuole di ogni ordine e grado, eventi e manifestazioni, i musei "per contenere la mobilita' turistica. Si fa fatica a dirlo ma non e' bene che avvengano spostamenti turistici, in particolare dalle zone rosse". Ecco perche' si giustifica l'intervento dello Stato in favore delle imprese danneggiate: il congelamento dei mutui nell'immediato e altre misure in previsione.

Il grido d'allarme è d'altra parte di tutto il comparto turistico. Il coronavirus "e' peggio del terremoto per il turismo in Emilia-Romagna", un fatto "straordinario", una "calamita'". Bisogna poi tenere conto che questo "e' un settore che se sta tre o quattro settimane senza entrate non tiene, perche' e' a trasmissione breve". Insomma "se ci lasciano cadere nel giro di poco tempo siamo tutti morti". A dirlo e' il presidente di Assoturismo Confesercenti Emilia-Romagna Filippo Donati, che chiede alla Regione di farsi ambasciatore verso lo Stato per "una tregua fiscale per il comparto", di una "dilazione dei pagamenti", cosa che per esempio la Siae ha gia' fatto spontaneamente, spostando i pagamenti dal 28 febbraio al 31 marzo. Per il numero uno di Assoturismo Emilia-Romagna, e' necessario ricordare che negli alberghi "ci sono gia' diverse cancellazioni" e tra gli operatori "c'e' chi paga un mutuo, chi l'affitto" e chi, "in occasione delle fiere, aveva ricevuto delle caparre e ora subisce sia la cancellazione che il problema di dover rendere decina di migliaia di euro, il piu' delle volte gia' reivestiti". Chi dice di mettere i dipendenti in ferie, prosegue, "non pensa che le ferie si pagano, quindi serve una sorta di cassa integrazione straordinaria". Con le ordinanze "che seguono il principio di precauzione e, pur con qualche imperfezione sono condivisibili", si sono chiusi i musei e i siti con biglietto ingresso, quindi li' le cancellazioni "sono totali, come accade per esempio a Ravenna in sette siti su otto". Comunque, aggiunge, "l'isteria non aiuta"

 Quanto alla Riviera "potremo dire se ci sono ripercussioni tra un po' di tempo", ma intanto "spero che entro la settimana prossima si capisca l'evolversi della situazione". Domani, per fare il punto della situazione, ci sara' un summit del settore in Regione con il presidente Stefano Bonaccini e l'assessore al Turismo Andrea Corsini, i quali, aggiunge Donati, "fin da domenica hanno fatto un incredibile sforzo per rallentare la diffusione del virus". Ora, conclude "l'unica cosa e' riprendere, ripartire il prima possibile" (Agenzia Dire)
 

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