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Coronavirus, il sindaco scrive al ministro: "Serve una moratoria per il personale sanitario"

De Pascale ha scritto al ministro della Salute Roberto Speranza relativamente alla responsabilità professionale dei medici e degli operatori coinvolti nell’emergenza Coronavirus

"Anche in Romagna il rapido evolversi della situazione determinata dal Covid-19 sta richiedendo a tutto gli operatori della sanità, medici, professioni sanitarie e comparto, uno sforzo fuori dal comune". E' quanto si legge in una lettera scritta dal sindaco di Ravenna Michele de Pascale (presidente della Conferenza territoriale sociale e sanitaria della Romagna) indirizzata al ministro della Salute Roberto Speranza relativamente alla responsabilità professionale dei medici e degli operatori coinvolti nell’emergenza Coronavirus.

"Oltre ai pesantissimi ritmi di lavoro che ormai perdurano da settimane e di cui non si riesce ad immaginare la fine, la particolarità di questa emergenza sta rendendo necessario l’impiego, in supporto di medici infettivologi, rianimatori-intensivisti, di pronto soccorso e più in generale di tutte le discipline direttamente collegate, di professionisti anche di altre branche specialistiche - si legge nella missiva - Ne consegue necessariamente che tali professionisti si trovano a operare in ambiti non loro propri, oltre molto spesso inediti (vista la novità rappresentata dal Covid-19) trovandosi così a lavorare senza specifica copertura assicurativa. Stesso principio può valere in diversi casi per le professioni sanitarie. Affinché questi professionisti, che quasi sempre volontariamente e lodevolmente accettano di accorrere in aiuto ai colleghi, non siano gravati anche dal timore che comprensibili errori, o azioni percepite come tali da pazienti o loro famigliari, possano poi gravare su di loro sia in ambito civile che penale, ritengo di fondamentale importanza che venga accolto l’emendamento al provvedimento “Cura Italia” che contempla una “moratoria”, per tutta la durata dell’emergenza coronavirus, in modo che questi siano sollevati da tali responsabilità, salvo ovviamente le ipotesi di dolo. Condivisibile anche l’ipotesi, a sua volta contenuta nell’emendamento, di consentire ai pazienti di attivare le procedure per ottenere soddisfazione, nelle sedi dovute, con partecipazione in solido delle Ausl nel rispondere di eventuali problematiche di malpractice. Come presidente della ctss Romagna, una delle più grandi Ausl d’Italia, peraltro in una Regione che sta pagando un alto prezzo al Coronavirus, mi preme dunque evidenziare l’importanza di tali misure per dare sostegno al personale medico già fortemente impegnato e nell’ottica anche di limitare, più in generale, fenomeni di medicina difensiva che rischiano di rendere meno efficace l’azione di contrasto al Covid 19".

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