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Coronavirus, l'allarme della Pigna: "Lavoratori lasciati senza dispositivi di protezione"

"La tutela della salute dei lavoratori (pubblici e privati) e, più in generale, di tutti i ravennati dev’essere una priorità, specialmente in questo momento di grave emergenza sanitaria"

"La tutela della salute dei lavoratori (pubblici e privati) e, più in generale, di tutti i ravennati dev’essere una priorità, specialmente in questo momento di grave emergenza sanitaria". A parlare è la capogruppo della Pigna Veronica Verlicchi: "In questi giorni siamo stati subissati di messaggi e telefonate da parte di dipendenti pubblici e privati, che lamentano la grave situazione e in cui si trovano a lavorare. In particolare segnalano la scarsa dotazione, che in alcuni casi é addirittura totalmente mancante, di dispositivi di protezione (mascherine e guanti in primis) come anche di interventi di sanificazioni dei luoghi e dei mezzi di lavoro. Com’è facilmente comprensibile, questi lavoratori sono a rischio e continuamente esposti al pericolo di contagio per loro e di conseguenza per le loro famiglie. Una contraddizione poiché se da un lato le autorità preposte vigilano affinché la cittadinanza rispetti i divieti in vigore, dall’altro sembra che non ci sia nessuno a vigilare sulla sicurezza nei luoghi di lavoro rimasti aperti. Insomma, mentre si chiude - giustamente - il serraglio imponendo divieti sempre più stringenti, si fanno scapare i buoi dal retro. I sacrifici che giustamente vengono richiesti a noi cittadini per contenere il contagio e non mettere in crisi il nostro sistema sanitario potrebbero però essere inficiati, se non addirittura vanificati, dalla disattenzione verso le condizioni di lavoro di alcune categorie".

"Il problema dell’assenza di dispositivi di protezione é particolarmente grave all’interno dei reparti ospedalieri dove i sanitari, costantemente in prima linea nella lotta al corona virus, segnalano la mancanza di mascherine filtranti ffp2 e ffp3, turni massacranti e l’assenza di controlli del loro stato di salute - continua la consigliera - Gli stessi lavoratori lamentano di essere costretti a lavorare con una sola divisa, così che i tempi per il lavaggio della stessa non consentono di cambiarsi ad ogni turno, salvo casi eccezionali. Per non parlare della  sanificazione in ospedale e degli uffici che, a quanto ci riferiscono, non é quella adeguata per debellare le particelle del virus. E così, purtroppo, i sanitari ricorrono all’arte dell’arrangiarsi, tanto che in diversi uffici e postazioni del 118, sopratutto quelle periferiche, i dipendenti puliscono e disinfettano da soli. E i lavoratori impegnati nell’igiene ambientale non sono messi meglio. Ci sono stati segnalati casi di 3 lavoratori all’interno dell’abitacolo, senza mascherina, o mascherine non adeguate che vengono cambiate una volta a settimana, mancate sanificazione dei mezzi. Addirittura, i lavoratori dell’igiene pubblica lamentano la mancanza di bagni e spogliatoi per i lavoratori, costretti a tornare a casa con le divise sporche. Altre situazioni con pericolo di contagio si verificano nelle  fabbriche e nei magazzini della logistica dove le sanificazioni sono carenti e dove vi é spesso mancanza di dispositivi di protezione. Chiediamo, pertanto, al sindaco de Pascale, che per legge ha il ruolo di autorità sanitaria locale, che emetta una specifica ordinanza e che attivi ed intensifichi i relativi controlli. Ordinanza che deve valere anche per le strutture sanitarie, sia pubbliche sia private, gli uffici e gli sportelli comunali e provinciali ed i servizi pubblici svolti da società partecipate dal Comune e dai privati".

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