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Coronavirus, la polemica: "Mascherine per le forze di polizia non idonee?"

Nei giorni scorsi l’agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile ha consegnato 15.000 mascherine a ciascuna Prefettura, per la distribuzione alle forze dello Stato

Nei giorni scorsi l’agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile ha consegnato 15.000 mascherine a ciascuna Prefettura, per la distribuzione alle forze dello Stato – Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza, Polizia di Stato e Polizia Penitenziaria, Carabinieri, ecc.. – mentre una ulteriore quota di 2.000 mascherine per provincia è stata distribuita alle forze di Polizia locali.

"Secondo Assosistema Safety, l’associazione di categoria che in Confindustria rappresenta i maggiori produttori e distributori dei dpi (dispositivi di protezione individuali e collettivi), le mascherine chirurgiche servono a poco, perché non sono state progettate per difendere chi le indossa dai virus, ma sono dispositivi medici nati con lo scopo di proteggere il paziente in situazioni specifiche, ad esempio in sala operatoria, e non il personale sanitario. Pertanto, quando l’obiettivo è proteggersi dai virus, bisogna indossare una dpi - spiega Stefano Donati, capogruppo di Lista per Ravenna nel consiglio territoriale del centro urbano - Secondo la stessa associazione, se si desidera proteggersi dai virus si consiglia di indossare mascherine filtranti Ffp2 e Ffp3 che hanno un’efficacia setacciante del 92% e del 98%. L’associazione di categoria ricorda come nel caso del coronavirus la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) prescriva un dispositivo conforme alla norma En 149 con valida marcatura CE, seguita dal numero dell’Organismo di controllo che ne autorizza la commercializzazione. Le mascherine conformi alla norma europea armonizzata Uni En 149/2009 sono idonee anche per proteggersi da “agenti biologici aerodispersi”, come i virus: a riconoscerlo sono autorità italiane come il ministero della Salute e l’Ispesl (Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro), e internazionali, come l’Oms, lo statunitense National Institute for Occupational Safety and Health (Niosh), nonché l'ente di normazione italiano (Uni)".

"Non abbiamo notizie in merito a quale tipo di mascherina sia stata ufficialmente assegnata alle nostre forze di pubblica sicurezza - continua il consigliere - Ma, dalle foto che alcuni appartenente alla forze dell’ordine ci hanno inviato, si può chiaramente osservare come la stessa maschera non riporti stampato alcun riferimento, che è invece obbligatorio per tutti i facciali filtranti di tipo Ffp2 o Ffp3. Peraltro, non possiamo fare a meno di notare la forte somiglianza di queste maschere con quelle fornite nei giorni scorsi alla regione Lombardia e che l’assessore regionale al welfare, Gallera, ha definito “più adatte a spolverare che a proteggere dai virus”. Domandiamo pertanto al sindaco, in rappresentanza di tutta la comunità ravennate e in qualità di appartenente al Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, che interpelli urgentemente il Prefetto, affinché si faccia chiarezza".

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