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Coronavirus e locali in difficoltà, Bezzi (Bronson): "In una città come Ravenna sarà dura ripartire"

Parla uno dei soci del Bronson: "Speriamo negli incentivi. Con un locale chiuso non c'è differenza fra noi e la zona rossa". E quel metro di distanza al bar sembra assurdo

Bar, ristornati e molte altre attività sono in difficoltà per il protrarsi dell'emergenza Coronavirus e le successive ordinanze emesse da Regione e Governo. Anche se le nuove disposizioni permettono di riprendere in parte le attività, rimane ardua la situazione per chi normalmente propone concerti e altri tipi di intrattenimento. Giovanni Bezzi, uno dei soci di Bronson Produzioni - gruppo molto impegnato nel ravennate nel settore degli eventi con la discoteca Bronson di Madonna dell'albero, il Bronson Cafè, il Fargo e il bagno Hana-Bi a Marina di Ravenna - ci racconta la complessa situazione che si è creata a causa del virus.

Pesante impatto sulle discoteche: "Locali chiusi, incassi mancati e posti di lavoro persi"

Come state reagendo alla situazione di crisi? 

Con il Bronson chiuso e le serate che saltano siamo bloccati, ma anche gli altri nostri locali sono in difficoltà. I bar hanno avuto la loro parte di conseguenze, forse a causa di un po' di allarmismo che si è creato. Lo stabilimento a Marina invece è ancora chiuso e apriremo la stagione in aprile (come già pianificato in precedenza, ndr).

Avete notato un cambio di abitudini o nuovi comportamenti tra i vostri clienti?

Per quel che mi sembra, non più di tanto. E' la distanza di un metro che ci mette un po' in difficoltà, perché non si sa bene come applicarla. Una regola che sembra assurda per certi tipi di attività. Mentre per un ristorante è più chiaro misurare la distanza, con i clienti in piedi al bar diventa impossibile.

Qual è la vostra ricetta per ripartire?

Difficile trovare una risposta precisa, dipenderà molto dai clienti. In una città come Ravenna sarà dura ripartire. Anche in centro storico si soffre un po', vista la mancanza di turisti che solitamente si fermano mentre visitano la città. Per fortuna lavoriamo molto anche con la gente del territorio. Viviamo alla giornata, seguendo le disposizioni delle ordinanze che escono di settimana in settimana, sperando sempre che sia l'ultima e che torni presto tutto alla normalità. In ogni caso anche dopo ci vorrà del tempo per rimettersi in sesto.

Sperate nell'arrivo di incentivi o altre forme di sostegno?

Assolutamente sì, perché con un locale chiuso la differenza tra noi e un'attività della zona rossa è nulla. Non lavorare per noi significa mancato guadagno. Spero che si arrivi a una qualche forma di accordo nei prossimi giorni, magari con un allentamento delle restrizioni.

Voi che normalmente lavorano molto con concerti ed eventi come state reagendo?

Chiaramente un artista che deve venire dall'estero cancella la data. Una cosa che purtroppo è capitata spesso negli ultimi giorni. Questo non solo al Bronson che è chiuso, ma anche con gli eventi nei bar che ora non possiamo più organizzare. Lavorando molto con gli eventi ora per noi la perdita si sta facendo problematica.

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