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Coronavirus, mascherine introvabili in farmacia: e la paura "svuota" i ristoranti cinesi

Indossare una mascherina protettiva è tra le raccomandazioni consigliate dal Ministero della Salute per proteggersi dal Coronavirus, il virus che dalla Cina si sta velocemente espandendo in diversi Paesi del mondo

Indossare una mascherina protettiva è tra le raccomandazioni consigliate dal Ministero della Salute per proteggersi dal Coronavirus, il virus che dalla Cina si sta velocemente espandendo in diversi Paesi del mondo. Attualmente tutti i casi sospetti segnalati in Italia si sono rivelati negativi ai test: tuttavia è esplosa la caccia alla mascherina nelle farmacie di tutta Italia, e anche a Ravenna trovarne ancora qualcuna non è facile.

"La richiesta di mascherine in questi giorni è sicuramente aumentata, normalmente è un prodotto poco venduto - spiegano dalla farmacia Del Portico di via Corrado Ricci - Arrivano clienti di tutte le nazionalità che ce le chiedono, ma noi non ne abbiamo più: in magazzino le scorte sono terminate e non riescono a riassortirle. Tuttavia cerchiamo di spiegare ai nostri clienti che si tratta comunque di semplici mascherine senza filtri particolari, per cui la protezione non è certa, è come girare coprendosi naso e bocca con un fazzoletto. Loro comunque reagiscono bene, ci spiegano che volevano comprarle solo per sicurezza".

"Non si trovano più mascherine neanche a pagarle - confermano dalla farmacia Dell'Aquila di piazza XX settembre - Ce n'è rimasta ancora qualcuna in negozio, ma i magazzini sono vuoti. In molti ci telefonano per chiederci se le abbiamo ancora o vengono direttamente in negozio, ma la situazione è critica. Di solito poi cercano quelle più resistenti col triplo velo, ma a noi sono rimaste solo quelle più semplici, e comunque stanno finendo anche quelle. I clienti ci spiegano che le usano ad esempio per andare in aeroporto, ma molti anche semplicemente per andare al cinema, credo ci sia un po' di psicosi". 

E la situazione è critica anche per i ristoratori cinesi della città, che devono fare i conti con il panico che rischia di "svuotare" i locali. A confermarcelo è una dipendente di uno dei ristoranti cinesi del centro città (che ha chiesto di restare anonima): "In questi giorni effettivamente abbiamo visto meno clienti - racconta - Non sappiamo però se dipenda dal Coronavirus. Comunque nessuno di quelli che invece viene a mangiare ci ha chiesto informazioni sul virus o sul cibo, sono tranquilli".

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Coronavirus in Italia: controlli alti e nessun allarme

Si lavora senza sosta per prevenire la diffusione del nuovo coronavirus, i controlli sono altissimi e si studia la soluzione per il rientro degli italiani attualmente in Cina, dove si è diffusa l'epidemia. Fa il punto della situazione a Porta a Porta il ministro della Salute Roberto Speranza che ha sottolineato come la situazione sia seria ma non ci sia bisogno di fare allarmismo. "Stiamo lavorando perché un volo parta domani (oggi, ndr) e provi a raccogliere i 60 italiani che vivono lì e chiedono di poter rientrare da Wuhan", ha detto il ministro, missione che è stata confermata dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio proprio per oggi. "La situazione è molto seria e non può essere sottovalutata - ha aggiunto Speranza - Bisogna tenere alta l'attenzione ma non bisogna fare allarmismo. Ho chiesto una riunione urgente dei ministri europei perché anche gli altri paesi facciano altrettanto, ma stiamo parlando di nove casi in tutta Europa, non bisogna fare allarmismo".

In Italia task force operativa 24 ore su 24

"Teniamo alto il livello di controlli come in nessun altro Paese europeo, abbiamo una task force installata al ministero della Salute, operativa 24 ore su 24 e un numero verde (è stato attivato uno specifico corso di formazione e aggiornamento rivolto agli operatori sanitari che presteranno servizio presso la sala operativa del 1500 per rispondere alle domande dei cittadini, ndr) da chiamare per qualsiasi dubbio e per sfatare le fake news - continua Speranza - Sto parlando ogni giorno con la commissaria europea alla salute e siamo in contatto costante con l'Oms. Il sistema sanitario nazionale è forte ed è in grado di tutelare i cittadini, stiamo facendo tutto quello che è necessario". Sui connazionali che rientreranno dalla Cina, Speranza ha poi aggiunto: "Quando saranno arrivati in Italia avremo bisogno di un percorso sanitario di controllo e monitoraggio. Abbiamo i controlli più alti come ci ha riconosciuto l'Oms". Il ministro ha però ribadito che sul territorio europeo "ci sono soltanto nove casi di infezione, un numero basso. Bisogna avere un approccio serio, trasparente senza alimentare una tensione ingiustificata ma mantenendo alta l'attenzione, con misure all'avanguardia".

Sita: "Numeri limitati se paragonati all'influenza"

A fronte degli ultimi dati sul nuovo coronavirus la Sita, Società italiana di terapia antinfettiva, invita a non cedere agli allarmismi, sottolineando che "i numeri sono limitati" se paragonati a quelli di un qualsiasi virus influenzale. E anche alcuni numeri di paragone possono servire: in Italia ogni anno circa 5.000 persone muoiono a causa di complicanze respiratorie da influenza, e 11mila per la polmonite batterica.

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