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L'insegnante: "A scuola per i laboratori, ma stiamo in classe". Il dirigente: "Norme rispettate"

"I laboratori sono inagibili, e quindi le lezioni in realtà si sono sempre svolte nelle aule. Aule troppo piccole e senza la possibilità di rispettare le norme, e poi in classe si può fare solo lezione teorica, di pratica poco o nulla"

Dopo il caos dovuto alla circolare contestata e definita da più parti 'politica' del dirigente scolastico dell'iti Nullo Baldini di Ravenna, la scuola torna di nuovo al centro di una polemica. Questa volta, però, a sollevarla è un'insegnante dell'istituto (che per ovvi motivi ha chiesto di rimanere anonima). "Abbiamo ricevuto una circolare per la convocazione, venerdì 15 gennaio, del Collegio dei docenti straordinario - spiega la professoressa - Una circolare che indica espressamente la volontà di far tornare i ragazzi a scuola per i laboratori, come si era fatto a dicembre, nonostante il dpcm avesse messo tutti in didattica a distanza". Nella circolare, tra i punti all'ordine del giorno, si legge infatti che sarà discussa la 'gestione didattica delle ultime due settimane del quadrimestre, con la possibilità per gli studenti di frequentare l'attività didattica in laboratorio'. "Venerdì si deciderà se fare frequentare o meno gli studenti in presenza, ma quando scrivono così generalmente è già stato deciso, sicuramente lunedì ci manderanno gli studenti in classe", denuncia la docente.

Il problema, spiega la prof, è che "già a dicembre, in zona rossa, i ragazzi continuavano a venire in classe al 50%, con l'escamotage che le lezioni laboratoriali potevano essere svolte in presenza, appunto, nei laboratori. Peccato che i laboratori siano inagibili (tranne quello di informatica), in quanto presentano problemi come l'assenza di inferriate alle finestre, e quindi le lezioni in realtà si siano sempre svolte nelle aule. Aule troppo piccole e senza la possibilità di rispettare le norme, e poi in classe si può fare solo lezione teorica, di pratica poco o nulla. Con la scusa di andare in laboratorio, quindi, facciamo lezione normalmente in aula. Vi sfido a provare cosa significa fare lezione a dei 15enni... Le mascherine se le tolgono, si assembrano, si scambiano di banco. In più l'igienizzazione delle aule non viene fatta correttamente: ho controllato in una classe, un ragazzo aveva scritto su un banco una formula a matita. Tre giorni dopo la scritta era ancora lì: se i banchi venissero davvero puliti e igienizzati, la formula sarebbe stata cancellata. Stessa cosa per le carte delle caramelle, che restano sotto ai banchi per giorni".

Nell'istituto scolastico si sono già registrati diversi casi di Covid tra gli studenti e il personale. "E' una situazione di rischio, a me ad esempio da settembre non è mai stato fatto fare neanche un tampone o un test sierologico - spiega ancora l'insegnante - In una situazione pandemica come questa, dove la nostra regione è a rischio di diventare presto 'zona rossa', io penso sia sdegnoso voler fare tornare i ragazzi in classe, dal momento che tutti all'interno siamo a conoscenza del fatto che le lezioni verranno comunque svolte in classe e non in laboratorio. Anche altri prof la pensano così, ma anche gli stessi studenti. Ci dicono 'Ma perchè non posso fare sport o vedere gli amici e poi devo venire a scuola rischiando di prendere il Coronavirus sull'autobus o in classe, quando potrei fare lezione da casa?'. Si dice che la cosa più importante sia perseguire il bene dei ragazzi: questo, di certo, non è il loro bene".

Contattato da RavennaToday, il dirigente scolastico Antonio Grimaldi precisa la situazione: "I laboratori sono a norma, ma in alcuni lo spazio è limitato e non consentirebbe di mantenere le distanze di sicurezza. Per cui certe classi, in alcuni periodi, sono state divise a metà e gli studenti facevano a rotazione: una metà faceva lezione in laboratorio con l'insegnante tecnico-pratico, l'altra metà in classe con quello di teoria. Non si tratta, quindi, di un escamotage, ma di un'opportunità per i ragazzi di realizzare queste lezioni. Abbiamo provato anche a fare metà in laboratorio e metà in didattica a distanza, ma non è risultato ottimale. Per quanto riguarda l'igienizzazione, assicuro che viene sempre fatta come si deve e quotidianamente, tanto che abbiamo un registro delle sanificazioni. Se poi qualche ragazzo in classe si toglie la mascherina, viene ripreso come sempre dagli insegnanti".

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