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Coronavirus, la direttrice della Sanità pubblica: "Solo se si vaccineranno in tanti si interromperà la pandemia"

"Speriamo che la paura delle malattia abbia una conclusione razionale nell'accettare la vaccinazione, che, se verrà fatta da un numero elevato di persone, potrà proteggere anche le altre perchè interromperà la circolazione del virus"

Dopo il primo appuntamento con il direttore generale dell'Ausl Romagna Tiziano Carradori, mercoledì il sindaco Michele de Pascale è tornato in diretta su Facebook per confrontarsi sui temi della sanità e dell'emergenza Covid, che sta mettendo in seria difficoltà medici e ospedali di tutto il mondo, insieme alla direttrice della Sanità pubblica di Ausl Romagna Raffaella Angelini.

Il lavoro del dipartimento

Il dipartimento di Sanità pubblica riunisce al suo interno tutte le funzioni che hanno a che fare con la prevenzione: dai veterinari che controllano gli allevamenti alla medicina del lavoro, da quella dello sport fino al servizio di igiene pubblica che ha diverse funzioni, tra le quali proprio quella della prevenzione delle malattie infettive. "Da febbraio-marzo quello che facciamo per il 95% della nostra attività è occuparci del Covid - spiega la direttrice - Quando viene notificato un caso di positività al Coronavirus, nel tempo più rapido possibile il dipartimento contatta il positivo per capire due cose: dove la persona si è ammalata e, cosa ancor più importante, il tracciamento dei suoi contatti, soprattutto quelli stretti. Fatta questa lista, i contatti ricevono un provvedimento della Usl che gli impone di osservare un periodo di quarantena, poi vengono programmati i tamponi. E' un lavoro certosino, che costa molto tempo e molte risorse e che diventa frenetico quando, come nelle ultime settimane, il numero di casi positivi è molto alto: la settimana scorsa abbiamo avuto giornate con 250 casi, ognuno dei quali ha un certo numero di contatti. Per poter reggere questi numeri abbiamo reclutato molte persone: se prima nell'Igiene pubblica di Ravenna (che comprende anche Lugo e Faenza) eravamo 18 persone, adesso siamo 48 e stiamo aspettando nuovo personale che arriverà a inizio dicembre. Nonostante questo stiamo lavorando con un ritmo molto veloce che ci impedisce di essere accurati come vorremmo essere, per cui ad esempio c'è qualcuno che potrebbe finire la quarantena al 14esimo giorno e noi arriviamo a comunicarlo solo al 17esimo".

Le difficoltà dei cittadini

Sono numerose infatti, riporta il sindaco de Pascale, le lamentele dei cittadini in merito alle lungaggini e alle difficoltà di mettersi in contatto con il dipartimento. "Capisco che per i cittadini è veramente difficile, perchè i dipendenti del dipartimento passano l'intera giornata - dalle 7.30 del mattino alle 20.00 di sera - al telefono, per cui è davvero difficile prendere la linea - risponde Angelini - Abbiamo fatto qualche passo avanti nell'ultima settimana, ancora non rispondiamo al 100% delle chiamate in tempo giusto ma ci stiamo avvicinando attraverso un sistema informatico che rilascia i provvedimenti di inizio e fine quarantena, lavoro che prima era fatto a mano dalle persone. Contiamo dalla settimana prossima di riuscire a essere in pari: stiamo finendo di recuperare del lavoro e, nonostante gli alti numeri, riusciamo a mantenere il tracciamento, per il quale rileviamo circa 1000 casi al giorno - casi che spesso sono asintomatici e quindi avrebbero potuto essere molto pericolosi e contagiosi. Non voglio minimizzare i disagi dei cittadini, sono però convinta che già dalla prossima settimana potremo vedere un miglioramento".

Nuovi tamponi rapidi: sono attendibili?

"Da qualche giorno - ricorda il sindaco - è calata la percentuale di positivi sui tamponi effettuati". Nonostante questo, i laboratori sono oberati di lavoro. "Abbiamo avuto una difficoltà del laboratorio che è coinciso con il picco di casi, questo ha comportato una fase di ritardo - spiega la direttrice del dipartimento - Ora abbiamo messo in piedi alcune strategie, tra cui quella di sostituire una parte di tamponi molecolari con quelli antigenici 'rapidi', ad esempio per chi deve essere ricoverato in ospedale per motivi non Covid: questo ci consente di aumentare il numero di tamponi senza pesare su quella parte del laboratorio che ha una capacità limitata. Questa attività di sostituzione è stata possibile anche grazie alla collaborazione con alcuni laboratori privati, così siamo riusciti a rimettere quasi in pari la refertazione, che martedì era a 48 ore e contiamo che cali ancora. Così invece di aspettare 10-15 ore per un esito si attendono appena 15 minuti. Stiamo lavorando anche sull'utilizzo del tampone rapido nelle strutture per anziani, soprattutto per testare il personale, e già diversi gestori di strutture si sono interessati".

La domanda che tutti si pongono in questo momento, spiega de Pascale, è quanto siano affidabili i nuovi tamponi rapidi. "Sono affidabili quando fatti nelle situazioni giuste - puntualizza Angelini - Non vanno usati per fare la diagnosi di malattia a una persona che ha i sintomi. Per fare uno screening di popolazione, invece, sono assolutamente affidabili e attendibili". Il sindaco cerca di fare chiarezza sulle tipologie di tamponi che può prescrivere il medico di base senza dover passare dal dipartimento Ausl. "Il medico di base può prescrivere con accesso diretto al drive through il tampone ai sintomatici, e ora anche a chi deve fare un tampone di fine quarantena e a coloro che hanno ricevuto il messaggio dell'app Immuni. Per tutti questi casi basta una richiesta del medico di base. Se ci fosse un accesso libero per tutti al drive through, invece, si creerebbe una situazione di caos".

Scuole tra quarantene e didattica a distanza

Un altro tema affrontato dal sindaco e dalla direttrice Ausl è quello delle scuole, uno dei temi più delicati: luoghi da una parte molto preziosi, dall'altra molto a rischio, tantopiù che in questi giorni si torna a parlare di possibili riaperture. "La scuola ha un'importanza strategica per la società e l'impegno dev'essere quello di farla funzionare - commenta Angelini - Quando sono ricominciate le scuole il 14 settembre si è vista subito la differenza tra i diversi ordini di scuole: le situazioni più critiche riguardano le scuole superiori, dove i ragazzi hanno tante possibilità anche extra-scolastiche di muoversi. Aver trasformato in didattica a distanza le scuole superiori ha sicuramente inciso sull'abbassamento della curva, perchè le fasce più colpite come età in percentuale sono proprio quelle dei 14-19 e 19-24 anni. Per quanto riguarda nidi e materne, noi interveniamo quando c'è un caso positivo di un bambino o di un insegnante. Nei nidi e nelle materne non si indossa la mascherina, non è possibile assicurare il distanziamento fisico, per cui se c'è un caso positivo la sezione viene per forza chiusa. Si cerca di ridurre le situazioni di promiscuità tra sezioni diverse in modo che un provvedimento di chiusura possa riguardare il minor numero di bambini possibile. Per quanto riguarda invece le elementari, quello che si fa in questo momento è quello di chiedere la didattica a distanza fino al tampone: se dal tampone emergono altri casi non possiamo escludere che ci sia stato il passaggio del virus da un bambino agli altri, quindi mettiamo in quarantena la classe. Se invece non vengono rilevati altri positivi, dopo due giorni la classe torna a scuola. Nella gran parte dei casi le scuole applicano con rigore le misure, il problema è che la malattia sta circolando nella nostra provincia in maniera sostenuta, quindi il numero di casi nelle scuole è in crescita così come lo è ovunque. Cerchiamo di limitare le quarantene il più possibile, perchè causano problemi ai ragazzi ma anche alle famiglie che non devono affidare i bambini ai nonni, cosa da evitare assolutamente, perchè sappiamo che sono fasce più a rischio e che vanno protette di più. E gli anziani si stanno ammalando meno, perchè il messaggio della prima ondata è passato, sono molto più attenti".

Come affronteremo il Natale?

Secondo Angelini, "dobbiamo affrontare il Natale con un atteggiamento che prescinde dal colore della fascia - gialla, arancione o rossa: le persone devono continuare a muoversi, non sarebbe possibile bloccare il Paese di nuovo, ma bisogna capire che dentro al dpcm che ha dato regole diverse a seconda della situazione c'è una base, che è una raccomandazione al lockdown individuale. E' bene in questa fase limitare i rapporti con le altre persone, questo che avvenga al ristorante o in casa propria. Le persone sono tutte potenzialmente positive, e quindi noi dobbiamo avere l'accuratezza di proteggerci non solo dagli sconosciuti in autobus, ma anche dall'amico che ci viene a trovare a casa".

Vaccino antinfluenzale e anticovid: tempistiche e aspettative

Ultimo tema affrontato è quello dei vaccini antinfluenzali, ormai introvabili, e di quello anticovid. "Per quanto riguarda il vaccino antinfluenzale, la Regione ha acquisito un numero di vaccini significativamente superiore rispetto a quello degli ultimi anni. Nonostante questo la domanda ha superato la disponibilità - spiega la direttrice - Una cosa deve essere chiara: il vaccino per l'influenza si può fare per tutto il mese di dicembre. Le ditte che riforniscono la Regione non sono in grado di darcene a sufficienza, per cui sta procedendo con un acquisto di vaccini analoghi dall'estero, vaccini che se tutto va come deve andare dovrebbero arrivare entro metà dicembre".

Per quanto riguarda invece il vaccino anti-Covid, "a inizio dicembre uscirà il piano vaccinale del Ministro Speranza, arriverà una prima tranche del vaccino che sarà destinato a operatori sanitari, delle strutture per anziani e ospiti delle stesse. E' un vaccino che ha delle difficoltà organizzativo-logistiche, perchè deve essere conservato a meno 70 gradi, e ci stiamo attrezzando per essere pronti; avrà problematiche organizzative perchè ci sarà la necessità di vaccinare molte persone in poco tempo, sempre per problematiche conservative, per cui chiederemo aiuto anche ai sindaci per ottenere magari degli spazi sportivi che attualmente non sono utilizzati. Ravenna è la provincia con i più alti tassi di copertura vaccinale, speriamo che le persone aderiscano e che la paura delle malattia abbia una conclusione razionale nell'accettare una misura che è la vaccinazione, che, se verrà fatta da un numero elevato di persone, potrà proteggere anche le altre perchè interromperà la circolazione del virus. E' la vaccinazione di un elevato numero di persone l'unica strada che potrà interrompere la pandemia".

"Usciamo da questa pandemia solo se siamo una comunità, e una comunità se non vive di fiducia non vive - conclude il sindaco - Non possiamo pretendere di avere lo stesso livello di conoscenza di chi si occupa di sanità pubblica da una vita. Dobbiamo recuperare un senso di comunità forte che porta un senso di fiducia verso chi prende certe decisioni".

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