menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Virus informatici, tamponi porta a porta e finti farmaci: tutte le truffe sul Coronavirus

Mail, telefonate, social e truffatori porta a porta. Sono tanti e diversi i tentativi di estorsioni legati alla diffusione della malattia. Occhio ai finti vaccini e agli allegati dei messaggi

Mentre ogni cittadino e ogni famiglia cerca di fare del proprio meglio restando a casa per evitare che il contagio da Coronavirus continui a diffondersi, c'è chi invece cerca di approfittarsi di questo momento di difficoltà per truffare gli altri. Non bastavano le molteplici bufale diffuse sui vari social (da quella della vitamina C alle disinfestazioni notturne): sono arrivati anche gli sciacalli con vari tentativi di estorisione. Un altro tipo di "virus", quello delle truffe, che ora approfitta di questo lungo periodo di fragilità e isolamento per svuotare le tasche degli ignari cittadini.

Social, mail, telefonate e finti medici che si presentano a casa: le truffe al tempo del Coronavirus non perdono la creatività e hanno già messo in difficoltà tante persone anche nella provincia di Ravenna, dove già si sono registate varie segnalazioni. Ma quali sono le truffe e gli inganni più diffusi durante l'emergenza Coronavirus?

Farmaci anti-Coronavirus - Molti anziani di Ravenna hanno ricevuto una telefonata durante la quale una voce femminile spiegava di essere stata incaricata da un'azienda farmaceutica a proporre un farmaco speciale contro il Coronavirus. I truffatori, poi, si offrivano di recarsi presso l'abitazione della vittima per portare il farmaco. E' bene ricordare che a oggi non ci sono cure definite, né un vaccino contro il virus.

Ossigenatore antivirus - Il Codacons ha posto all'attenzione delle forze dell'ordine la vendita di un ossigenatore pubblicizzato sul web come “kit di prevenzione” per contrastare il Covid-19, del valore di 995,70 euro.

Tamponi porta a porta - Non potevano mancare le truffe porta a porta, con finti medici che grazie alla scusa di finti tamponi tentano di introdursi nelle case degli anziani per commettere furti o chiedere denaro.

Multata perchè senza mascherina - Segnalato anche un inganno portato a termine da finti agenti di Polizia che, senza mostrare alcun tesserino, hanno multato una donna che aveva la colpa di non indossare la mascherina. Non portare la mascherina, però, non è assolutamente reato.

La mail della "dottoressa Marchetti" - Tra le frodi informatiche compare anche la e-mail firmata dalla sedicente dottoressa Penelope Marchetti, presunta “esperta” dell’Oms in Italia. Il messaggio chiede poi agli autenti di aprire un allegato infetto, contenente presunte precauzioni per evitare l’infezione da Coronavirus. Questa, come molte altre truffe via posta elettronica, mirano a lanciare un virus informatico (malware) che cerca di carpire i dati sensibili degli utenti.

Vaccino antivirus vendesi - Avviene via telefono la truffa del vaccino contro il Coronavirus. In queste telefonate al malcapitato viene chiesto di dare un contributo (di circa 50 euro) per poter ricevere un vaccino efficace per il Covid-19 direttamente a casa.

Il centro medico giapponese - E' stato segnalato dal Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche (Cnaipic), organo della polizia postale, la campagna di e-mail di un falso centro medico e redatte in lingua giapponese che, con il pretesto di dare aggiornamenti sulla diffusione del Coronavirus, invitava ad aprire un allegato infetto per impossessarsi delle credenziali bancarie e dei dati personali della vittima.

Guida per difendersi dal Coronavirus - Ha raggiunto un grande numero di persone la "Guida utile per difendersi dal Coronavirus", una mail con un fle pdf allegato contenente consigli e misure di sicurezza. La mail però non è stata duffusa dalle autorità, e questo finto comunicato porta al suo interno un virus che, una volta scaricato, è in grado di rubare tutti i dati dell’utente. Questa truffa si è diffusa, con alcune varianti, sia attraverso le e-mail che tramite WhatsApp o Messenger.

Soprattutto in questo momento si sa che prevenire è meglio che curare. Così in seguito alla raccolta fondi per l'ospedale di Ravenna anche la Direzione aziendale dell'Ausl Romagna aveva rivolto ai cittadini un invito a stare attenti alle false raccolte fondi. L'azienda sanitaria locale ha precisato di non aver mai inviato persone al domicilio per richiedere donazioni e ha invitato a diffidare di altri soggetti che, anche online, sostengono di raccogliere denaro a favore degli ospedali per il Coronavirus.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Arredare

Una casa di tendenza con i colori pantone del 2021

Fitness

Gli esercizi da fare a casa per rassodare il seno

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

RavennaToday è in caricamento