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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca

Le religioni si incontrano nel primo corso per Imam e ministri del culto

Scopo dell'iniziativa è promuovere la formazione degli esponenti di comunità religiose e favorire la conoscenza delle norme che tutelano la libertà religiosa e i dirtti umani

Parte a Ravenna il primo corso di formazione in Italia rivolto agli esponenti delle comunità religiose presenti nel nostro paese che non hanno stipulato intese con lo Stato. Delle sessanta candidature pervenute 37 sono risultate idonee, con una provenienza concentrata in gran parte nel nord Italia (21) e centro Italia (16).

I trenta partecipanti selezionati hanno tra i 18 e i 62 anni con una età media di 40 anni. Sono 27 uomini e tre donne di afferenza islamica. Si tratta di 16 musulmani, 5 sikh, 5 ortodossi romeni, una persona proveniente dalla Chiesa evangelica "Gli unici 7000", una  dalla Chiesa evangelica battista pentecostale, una dalla Pilgrims church Er e una dalla Chiesa evangelica "Acquaviva’". Sono così distribuiti per paese di provenienza: cinque dall'India, cinque dal Marocco, cinque dalla Moldavia, quattro dalla Tunisia, due dallo Yemen, uno dall'Egitto, due dall'Albania, tre dal Ghana, due dall'Algeria, uno dalla Giordania, uno dalla Palestina, uno dall'Ucraina, uno dall'Etiopia, uno dall'Eritrea. Ci saranno anche undici uditori  di cui due yemeniti, due egiziani,  tre italiani, un marocchino, un indù e un ortodosso. Le lezioni partiranno sabato 6 maggio nella sede di palazzo dei Congressi.

Il progetto è stato bandito dal Ministero degli interni, dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, nell’ambito del programma nazionale Fondo asilo migrazione e integrazione (Fami) 2014. Scopo dell’iniziativa è promuovere la formazione degli esponenti di comunità religiose presenti sul territorio della Repubblica da almeno cinque anni e provenienti da paesi extra Ue, e favorire la conoscenza delle norme che tutelano la libertà religiosa e i diritti umani. Ad aggiudicarsi la gestione del corso,  diretto dal professor Giovanni Cimbalo, docente di Diritto ecclesiastico presso l’università di Bologna, e coordinato dalla dottoressa Federica Botti dell’università di Bologna e responsabile scientifica del Cois (Consorzio interuniversitario siti), è stata Fondazione Flaminia, ente che sostiene il decentramento dell’università di Bologna a Ravenna e in Romagna.

“Il corso – spiega Giovanni Cimbalo - costituirà un'occasione importante per aprire un dialogo costruttivo con le guide spirituali di almeno alcune comunità religiose che, anche se solo in parte coincidono con i gruppi etnici dei migranti, in realtà proiettano la loro influenza sull’intera comunità dei fedeli, molti dei quali, e in numero sempre maggiore, sono quelli in possesso di cittadinanza italiana e quindi necessitano della conoscenza del quadro giuridico nel quale il sentimento religioso e la sua esplicazione può operare. Il fatto poi che il Ministero abbia deciso di rilasciare al termine del corso un attestato di partecipazione a tutti coloro che lo hanno frequentato fornisce la possibilità di individuare degli interlocutori per relazionarsi con queste comunità religiose e avviare, ove questi siano interessati, le procedure per una possibile intesa e comunque per l’osservanza delle norme che regolano il fenomeno religioso nel nostro paese”.
 

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