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Domenica, 21 Aprile 2024
Cronaca

Corteo e sit-in in difesa dei daini a Ravenna: "Metodi ecologici per tutelare automobilisti e fauna"

L'appello degli ambientalisti: "La città di Ravenna non sia ricordata per stermini gratuiti di animali innocenti"

Attivisti, rappresentanti di associazioni e cittadini si sono ritrovati sabato mattina presso la Piazza del mercato a Ravenna, da cui sono partiti in corteo verso Piazza del Popolo. Dopo avere attraversato il mercato e le vie cittadine “armati” di striscioni e cartelli colorati, i manifestanti si sono fermati davanti alla Prefettura per un sit-in a difesa dei daini della pineta di Classe e di Lido di Volano. Simbolica la scelta del Palazzo della Prefettura da parte dei manifestanti: "E' qui che si è svolto qualche settimana fa l’incontro fra Prefetto e rappresentanti della Provincia, della Regione e di ATC sulla cosiddetta “situazione di emergenza” che sarebbe causata da daini, picchi e nutrie", affermano gli ambientalisti.

Le associazioni ambientaliste manifestano a Ravenna in difesa dei daini

I rappresentanti delle associazioni presenti  (Italia Nostra sezione Ravenna, C.L.A.M.A. Ravenna, Oipa Ravenna, A4) hanno illustrato ai cittadini "quanto siano fuorvianti le esternazioni apparse sui media: ai daini in particolare vengono imputati danni alle colture, incidenti ed addirittura responsabilità per l’incolumità pubblica. Attraverso il megafono degli attivisti, però, i passanti hanno appreso che le stesse istituzioni regionali, in risposta ad interrogazioni della consigliera Giulia Gibertoni, parlano di danni alle colture pari a zero o poco più. Inoltre, sempre dati della Regione alla mano, risulta che le aziende agricole che hanno avuto accesso ai fondi regionali per la prevenzione contro danni da fauna selvatica non hanno poi richiesto risarcimento danni".

"Per quanto riguarda gli incidenti stradali che vengono imputati ai daini - proseguono le associazioni - la stessa Regione afferma che l’incidenza percentuale con coinvolgimento di animali selvatici è veramente esigua sulla base dei dati Istat degli ultimi 5 anni, che evidenziano un’incidenza percentuale variabile tra lo 0,17% e lo 0,23% sul totale annuo nella regione Emilia-Romagna, tanto che non si è ritenuto opportuno investire in ecodotti e metodi ecologici nella Pineta di Classe".

I manifestanti dichiarano inoltre "che nelle zone ove sono stati installati dissuasori sonori e luminosi gli incidenti causati da fauna selvatica si sono praticamente azzerati: lo scrive la Regione stessa. Quindi, le misura di prevenzione funzionano, ove applicate". Per questo, gli ambientalisti hanno chiesto a gran voce "l'impiego di metodi ecologici a tutela di automobilisti e fauna selvatica - in più hanno chiesto - di lasciare i daini nella pineta, dove l’equilibrio numerico è assicurato dalla presenza dei lupi ultimamente comparsi e di non dare il via ad operazioni di spostamento (verso distretti di caccia ed allevamenti da carne, come previsto dalla delibera regionale nr 140) costose, crudeli ed inutili, di mettere da parte i fucili e di ascoltare cittadinanza e buon senso".

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